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Una riflessione sui cambiamenti climatici

lunedì, Settembre 9, 2019
Una riflessione sui cambiamenti climatici

Gli effetti dei cambiamenti climatici, sono oramai sotto gli occhi di tutti, non si può più far finta di niente o peggio negare l’esistenza un fatto innegabile. Grandinate improvvise, siccità, incendi: non ultimo quello devastante della Foresta Amazzonica(frutto di un piano preciso che mira alla deforestazione completa, per puro interesse economico), il nostro polmone vitale. Malgrado le varie proteste, che certificano ampiamente l’indignazione generale, nulla sembra muoversi concretamente a favore della salvaguardia del nostro Pianeta(al di là di molte dichiarazioni sterili, conferenze tematiche o firme ad accordi ufficiali, che puntualmente vengono disattesi…)
Vi sorprenderà certamente, scoprire come non sia proprio così, almeno da un punto di vista scientifico… Eh si avete letto bene!
Noi esseri umani distruggiamo? Madre Natura cerca di correre ai ripari in qualche modo.

La Grande Barriera Corallina – Queensland(Australia)

Una distesa di pietra pomice galleggiante, delle dimensioni di Manhattan si sta spostando verso l’Australia, portando con sé una nuova vita marina che potrebbe aiutare il recupero dei coralli della Grande Barriera Corallina, metà dei quali sono stati uccisi negli ultimi anni, proprio a causa degli effetti del cambiamento climatico.
Gli esperti sostengono che qualora questa distesa raggiungesse la Grande Barriera Corallina, potrebbe aiutare a reintegrare parte della vita marina perduta. Si ritiene che la sua superficie sia particolarmente adatta ad ospitare organismi come granchi e coralli. Il massiccio strato di roccia vulcanica galleggiante è stato scoperto per la prima volta da alcuni marinai il 9 Agosto scorso.
Secondo l’Osservatorio della NASA l’ipotesi è che un vulcano sottomarino sia scoppiato vicino all’isola di Tonga, nel Pacifico.
Nei giorni successivi, i marinai australiani che si dirigevano verso Vanuatu sul catamarano ROAM, hanno affermato di aver incrociato le rocce vulcaniche. L’equipaggio della ROAM Michael e Larissa Hoult hanno dichiarato alla CNN di essere stati in mare per dieci giorni, prima di entrare in contatto con questa materia galleggiante. “In realtà è stato piuttosto inquietante”, ha dichiarato Larissa.
“L’intero oceano era opaco ma non siamo riusciti a vedere il riflesso nell’acqua della luna. Le rocce si stavano chiudendo intorno a noi, quindi non potevamo vedere la nostra scia. Potevamo solo vedere il bordo dove era tornato all’acqua normale – acqua splendente – di notte”, ha aggiunto Michael, dicendo che potevano vedere la roccia da ogni direzione. La pomice potrebbe andare alla deriva, grazie alla corrente, fino alla costa australiana nei prossimi 7-10 mesi, dove, gli scienziati ritengono che potrebbe avere un effetto positivo sui microrganismi.
Scott Bryan, professore presso la Queensland University of Technology, specializzato in geologia e geochimica ha spiegato che questo fenomeno potrebbe avere effetti positivi, anche se non si esclude il rischio che possa introdurre specie invasive nella regione.
Staremo a vedere, ma certamente scoprire che una distesa di pomice potrebbe curare la barriera corallina è una notizia sorprendente!

Ovviamente questo piccolo fenomeno in atto, appena descritto, è sicuramente una piccola goccia nel mare ma certamente non è da sottovalutare. Anche l’uomo deve fare la sua parte per far si che qualcosa cambi, concretamente e positivamente, innescando un’autentica inversione di marcia, prima che sia troppo tardi… Occorre educare/educarsi al rispetto del nostro Pianeta, semplicemente cominciando ad applicare seriamente le regole basilari dell’educazione civica o se volete civile. Come? avvalendosi della buona educazione che tutti (o quasi) abbiamo ricevuto da bambini e per questo non servono leggi scritte mi pare…

Fonte immagine: https://www.australia.com/it

Annapaola Di Ienno

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