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Un martedì per riscoprire il valore del dono…

martedì, Novembre 27, 2018
Un martedì per riscoprire il valore del dono…

Cosa possono mai avere in comune una scuola di danza classica, due ristoranti italiani, un ristorante francese, un centro culturale e la sede del Consolato della Federazione Russa negli Stati Uniti d’America? Ben poco, penserete voi, in effetti non andando lontano dalla verità. Forse il collegamento apparirà un tantino più semplice se la domanda è: cosa mai avranno in comune un’associazione che si occupa di ristrutturare una Casa per anziani, un Comune italiano e alcune realtà che sostengono l’infanzia in Italia e in vari Paesi del nostro mondo? Ma capire cosa colleghi le aziende e gli enti di cui si parla nella prima delle due domande che vi abbiamo posto con quelle di cui si parla nella seconda è davvero arduo. Allora riannodiamo i fili del discorso e procediamo con ordine. La scuola di danza classica, i due ristoranti italiani, quello francese, il centro culturale e la sede del Consolato della Federazione Russa negli USA hanno in comune la strada su cui si trovano a New York: la novantaduesima. Il Centro culturale che si trova proprio su questa strada si chiama 92nd Street Y e la sua attività spiega il collegamento tra le nostre due domande: infatti proprio quest’associazione, impegnata da più di 100 anni in attività sociali, insieme alla Fondazione delle Nazioni Unite, ha dato il via ad un’iniziativa che si sta svolgendo proprio in queste ore e che coinvolge tante realtà, tra cui quelle di cui si parla nella nostra seconda domanda, ossia l’associazione che si occupa di ristrutturare una Casa per anziani, un Comune italiano e alcune realtà che sostengono l’infanzia in Italia e in vari Paesi del nostro mondo. Si tratta del Martedì del Dono, che è nato in America e dà la possibilità a tutti di fare del bene, per mettere in evidenza la necessità che c’è sempre di farne e sottolinearne la bellezza ed il valore tanto per chi lo riceve quanto per chi lo fa.

Il GivingTuesday (per dirla in inglese, la lingua usata dagli iniziatori di questa tradizione americana) è nato nel 2012, quando, come si legge sul sito ufficiale, “è stato creato negli Stati Uniti il movimento #GivingTuesday, come risposta alle giornate di shopping frenetico del Black Friday e del Cyber Monday, iniziative che promuovono gli acquisti prima di Natale. In pochi anni è diventato un movimento condiviso e diffuso in tutto il mondo. Nel 2017 #GivingTuesday ha raggiunto più di 150 paesi nel mondo, raggiungendo più di 300 milioni di dollari raccolti in favore di buone cause. Il #GivingTuesday è un movimento globale che promuove azioni di solidarietà”. Tali azioni chiamano in causa sia gruppi, aziende, Istituzioni ed associazioni che semplici cittadini. In questo giorno si può infatti decidere di fare un gesto concreto per tutte le tasche: è infatti possibile sia far avere un contributo alle varie associazioni impegnate ciascuna nella realizzazione di un progetto e presenti sul sito ufficiale in una pagina apposita, sia donare un gesto da scegliere tra abbraccio, sorriso, bacio, parola di conforto, stretta di mano e applauso attraverso l’apposita pagina web.

La scelta del giorno è legata al fatto che si tratta di una sorta di reazione alle giornate appena trascorse: dovete infatti sapere che il Black Friday e il Cyber Monday sono, a loro volta, temporalmente legati ad un’altra data molto importante per gli statunitensi: il Giorno del Ringraziamento, in cui per tradizione di origine cristiana, si rende grazie a Dio per le benedizioni da lui ricevute. La storia di questa festa racconta che i coloni presenti in America già nel 1621 celebrassero in questo modo il raccolto e che, non avendo cibo e non essendo abili agricoltori, avessero avuto bisogno dell’aiuto delle tribù locali. Organizzati in gruppi chiamati “comuni”, i coloni raccoglievano prodotti alimentari e li distribuivano ai più bisognosi. All’epoca non c’era la proprietà privata e le famiglie in condizione di bisogno venivano aiutate in questo modo. Ma nel 1620 ogni famiglia ricevette un lembo di terra e le cose migliorarono decisamente. Di conseguenza si decise di fare una festa per ringraziare di quanto ricevuto e i coloni invitarono i loro benefattori delle locali tribù. La festa del Ringraziamento ha dunque sempre avuto la caratteristica della condivisione oltre che del rendimento di grazie. Non sorprende dunque che l’aver ad essa fatto seguire di pochissimi giorni due ricorrenza legate invece al commercio abbia suscitato la reazione che si concretizza nel Martedì del Dono. Ma perchè dev’esserci un giorno preciso in cui sottolineare la positività del dono? Secondo gli organizzatori, questo è semplicemente un modo per mandare un messaggio e dire che è importante spendersi per gli altri. Inoltre, sempre secondo i promotori, in questo modo le realtà impegnate nel fare del bene possono avere una sorta di vetrina per farsi conoscere da nuovi amici che potrebbero sostenerle anche durante il resto dell’anno e conoscersi reciprocamente facendo rete tra di loro.

A guardare le cifre verrebbe in effetti da dire che la sensibilità verso il sociale anche da parte delle aziende è cresciuta negli ultimi anni: ad esempio, secondo l’Università Bocconi di Milano e la Dynamo Academy, autrici di una ricerca specifica pubblicata poche settimane fa, le imprese italiane hanno aumentato le loro donazioni passando dallo 0,12 del loro fatturato fatto registrare nel 2017 allo 0,32% donato invece nel 2018. Cresce in particolare il loro interesse verso quei progetti capaci di migliorare stabilmente nel tempo la vita delle persone. Ma, al di là di questo, c’è qualcosa che tutti noi possiamo fare: stringere in un abbraccio qualcuno, dare una parola di conforto, avere altri gesti di attenzione. Se anche il Martedì del Dono ci servisse solo per sperimentare che farlo fa bene prima di tutto a noi stessi, allora avrebbe già raggiunto il suo obiettivo dichiarato e magari potrebbe essere seguito da tutti gli altri giorni della settimana…

Best Regards

— Massimiliano Spiriticchio

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