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Un artista del mimo per ridere sempre, con o senza musica…

mercoledì, Novembre 11, 2020
Un artista del mimo per ridere sempre, con o senza musica…

Ve lo avevamo promesso ed ora eccoci quà, pronti a continuare il nostro percorso lungo il cammino dell’arte che non conosce nè limiti nè confini. Dopo aver conosciuto un artista eclettico come Pallina Rossa, ne incontriamo, grazie al prezioso aiuto dell’Associazione Accessibilità & Eventi Deaf Aps, un altro, anch’egli non udente, che ci dimostra quanto sia bella la capacità di utilizzare le caratteristiche che abbiamo per condividere con noi stessi e gli altri ironia, gioia di vivere ed espressività. Sì! Espressività! Come quella che vediamo affiorare sul volto di chi, come lui, da sempre coltiva un’innata passione per il mimo. Roberto Esposito usa l’aggettivo “innata” proprio per dire che essa lo è nei napoletani e che lui la porta avanti fin da quando era bambino. Ai tempi della scuola, infatti, faceva divertire i compagni fingendo di acchiappare mosche e zanzare inesistenti per spezzare la noia delle lezioni e fare dispetti alla maestra. Inventava scenette ed improvvisava piccoli spettacoli per il divertimento degli amici che gli chiedevano sempre repliche e nuove scenette che lui, volentieri, inventava lì per lì. Non ancora adolescente, ha recitato con una Compagnia teatrale di udenti, il Gruppo Teatro 13 in due commedie comiche del famoso Peppino De Filippo: Miseria e Nobiltà e Tre pecore viziose con la regia di suo fratello udente Ernesto Esposito che ha anche lui la passione del teatro nel sangue. Entrato a far parte a 18 anni del gruppo dei Mimi dei Perhaps, con loro Roberto si è esibito in numerosi spettacoli di mimo nelle piazze di molti paesi in occasione dei Festival dell’Unità, facendo scoprire a molti quello che definisce un volto molto mobile ed espressivo ed una vera e propria predisposizione per le imitazioni. Noi di Vortici.it abbiamo voluto conoscere meglio quest’artista. Perciò abbiamo rivolto a Roberto Esposito alcune domande:

Roberto, cosa ti ha spinto ad intraprendere il tuo percorso artistico?

Quando avevo 6 anni frequentavo un Istituto privato per sordomuti vicino Piazza Amedeo. Già da bambino ero molto vivace e per questo la maestra avvertiva i miei genitori del mio comportamento. Per risposta mio padre le diceva che il mio carattere era un po’ come il suo e che non poteva farci nulla perché pure a casa mi nascondevo ovunque, salivo sugli alberi, ecc. E così la maestra si rassegnava. La mia carriera di attore cominciò nel 1965, quando, in occasione del Natale, la scuola organizzò uno spettacolo teatrale, dove dovevo impersonare Gesù bambino, perché ero molto carino e biondo. Precedette il giorno dello spettacolo una lunga preparazione. Quando però arrivò il giorno dello spettacolo e si aprì il sipario io cominciai a correre per il palcoscenico, la maestra mi prese e ricominciarono a riprendere con la cinepresa lo spettacolo. Per il mio comportamento tutti risero a crepapelle. Successivamente poi fui trasferito in un altro Istituto dove partecipai alla vita teatrale. Più tardi continuai la vita teatrale con i miei  fratelli udenti che organizzarono una Compagnia Teatrale dove però facevo solo piccole comparse.

All’età di 18 anni sono entrato a far parte del “Gruppo dei mimi del Perhaps” che è una Cooperativa Teatrale di udenti e lì ho seguito un corso di mimo per 5 anni sotto la guida del grande maestro turco Erdinc Dincer che mi considerò il suo allievo migliore. Più tardi frequentai dei Corsi di Mimo, dove esercitai la mia espressività, e cominciai ad esibirmi in molte località. Dal 1994 al 2004 feci parte di una grande comunità teatrale a Cava Dei Tirreni. Nel 1998 io ed il mio gruppo partecipammo ad una gara Europea della Pantomima a Praga vincendo il 1° posto. Solo che nel 2004 il nostro gruppo si sciolse. Dal 2004 ad oggi la mia attività teatrale continua, anche perchè non ho affatto intenzione di smettere di esibirmi. Mi auguro che questa mia vita teatrale non termini mai. Io voglio trasmettere questa mia passione a tutti, e voglio far capire l’importanza del teatro

Cosa intendi comunicare attraverso la tua arte?

Intendo comunicare che bisogna sempre ridere, con o senza musica.

C’è qualche artista che ammiri e da cui, guardandolo, hai imparato qualcosa?

David Larible, famoso circense italiano, uno dei noti clown viventi. Ho avuto il piacere di conoscerlo.

Qual’è il tuo personale rapporto con le persone che partecipano alle tue esibizioni?

Risata, felicità ed emozione

C’è un episodio in particolare che ricordi con piacere?

Tutti gli spettacoli che faccio mi trasmette la gioia di un sogno realizzato.

Quali sono i tuoi progetti futuri e come possiamo vedere qualche tua esibizione sul web, in attesa di poterlo fare di persona?

Quando sarò pensionato continuerò la mia carriera come docente di corso mimo.

 

Ma come dite? Volete proprio conoscere davvero Roberto? Allora vediamolo all’opera sul palco in questo pezzo di un suo sketch che s’intitola La moto ed è stato portato in scena in occasione del Primo Pesaro Deaf Festival, il 24 maggio 2015:

 

Massimiliano Spiriticchio

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