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Un amico e maestro che continua a generare vita

giovedì, Dicembre 3, 2020
Un amico e maestro che continua a generare vita

Quante volte ci siamo ritrovati a dire o pensare che si è padri non solo per il fatto di avere propri figli biologici, ma anche perchè si dà un aiuto a qualcuno come se fosse davvero il proprio figlio! Esistono però persone che incarnano questo, che ci dimostrano che la paternità o maternità si può vivere in tante dimensioni, animati da un grande amore per la Vita. Non sempre, anzi quasi mai, queste persone raggiungono le prime pagine dei giornali, ma forse questo accade anche perchè queste persone non vanno alla ricerca di notorietà e sono, al contrario, interessate ad un Bene più profondo, frutto di un lavoro assiduo, quotidiano, nascosto e molto spesso efficace, che lascia davvero il segno  e continua anche quando loro fisicamente non ci sono più. Una di queste persone è Carlo Casini, fondatore del Movimento per la Vita e di tante opere ad esso collegate, tutte nate per sostenere chi è in difficoltà nell’accogliere una nuova nascita e diffondere una mentalità positiva, grazie alla quale tanti aborti potrebbero essere evitati, con tutte le ferite che inevitabilmente si portano dietro. Chi come il sottoscritto ha avuto la possibilità di conoscerlo sa quanta passione trasmettesse, quanto fosse appassionata la sua difesa di ogni vita, ma anche quanto fosse davvero capace di comprensione verso tutte le situazioni. Ma sa anche quanto lui abbia percorso strade che ora qualcun altro dovrà e potrà continuare a percorrere perchè lui, che credeva nei giovani davvero, ha sempre incoraggiato gli adulti a non temerne le azioni, ma a porsi accanto a loro con fiducia e voglia di farsi inebriare da idee nuove e voglia di stare insieme e fare squadra.

Il libro “Ricordando Carlo Casini, amico e maestro”

Per questo noi di Vortici.it vi presentiamo volentieri un libro scritto dalla senatrice Paola Binetti e intitolato Ricordando Carlo Casini, amico e maestro, edito dal Movimento per la Vita, acquistabile scrivendo a [email protected] L’agile pubblicazione ripercorre la vita di Casini senza essere una semplice biografia, ma rappresentando invece la un testo in cui emozioni e ricordi vengono presentati come una sorta di diario in cui l’Autrice condivide con noi il messaggio che l’amico e maestro ha lasciato con l’esempio, oltre che con le tante parole, quelle, per dirla con la Binetti, spese a favore del diritto alla Vita e dei più indifesi e deboli, cioè i bambini concepiti a rischio di essere abortiti e delle donne che li portano in grembo o che hanno vissuto la tremenda esperienza dell’aborto e ne portano dentro i segni. Nella sua pubblicazione la senatrice racconta del fine giurista che da magistrato sapeva argomentare le ragioni giuridiche legate alla difesa dei diritti del concepito senza tuttavia “assumere la posizione giudicante del magistrato davanti alla donna che commette a tutti gli effetti un reato, quale era l’aborto in Italia prima dell’approvazione della legge 194”. L’Autrice si sofferma poi sull’atteggiamento che Carlo aveva con le donne che avevano abortito e con le quali parlava, ascoltandole e comprendendole: “Incredibile il numero delle donne – scrive la Binetti – che hanno confessato a lui cose che non avevano mai confessato a nessun altro, certe della sua comprensione e della sua magnanimità. Racconti che lui conservava con la massima discrezione e con un senso di umana partecipazione: per loro aveva sempre tempo, pazienza, parole buone e di uomo buono che ben conosce il bene e il male nel mondo. Parole che arrivavano a curare ferite antiche, che all’improvviso tornavano ad affiorare con ricordi difficili da accettare e ancor di più da raccontare”. Quelle donne in molti casi sono poi diventate volontarie del Movimento per la Vita e dei CAV, i Centri di Aiuto alla Vita, che forniscono un aiuto concreto con tutto ciò che, tra alimenti, vestitini, farmaci ed altro ancora, serve a chi è in attesa di un bambino e si trova in necessità.

Ma Carlo Casini, nella testimonianza scritta dalla sua amica Paola Binetti (nella foto), appare anche come un esperto impegnato nel Comitato Nazionale di Bioetica capace di “trovare l’angolatura condivisa da cui contemplare un problema, segnalando il carattere innovativo del quesito emerso senza dare per scontate le possibili soluzioni” e riuscendo così a dialogare con tutti, difendendo la verità senza farne un terreno di scontro, ma anzi interpretandola come terreno di confronto e di incontro per arrivare a consigliare, secondo il compito che la legge attribuisce a quel Comitato, iniziative legislative che andassero nella direzione di tutelare i più deboli e indifesi. In queste pagine emerge la figura di un politico che, dai tempi dei referendum sull’aborto, passando per quelli della diffusione delle varie pillole abortive ed anticoncezionali fino a giungere a quelli più recenti, nei quali ha promosso la nascita di una Rete europea chiamata Uno di noi, con cui si puntava a far sì che l’Ue riconoscesse il concepito come un essere umano, ha sempre assunto un atteggiamento propositivo e concreto, appassionato e sinceramente interessato solo al Bene di tutti.

Ma sarebbe riduttivo fermarsi a descrivere solo questi aspetti senza sottolineare la sua profonda spiritualità, il suo rapporto con Dio. Chiunque abbia parlato anche solo cinque minuti con lui sa che la sua era una fede concreta, frutto di una contemplazione attiva. “Di poche cose – racconta la Binetti parlando del testamento che ci ha lasciato nell’ultima parte della sua vita, vissuti da persona affetta da Sla – era così orgoglioso come dei tanti bambini che aveva contribuito a far nascere. Sentiva nei loro confronti una paternità spirituale così intensa da farlo commuovere ogni volta che ne parlava. Erano in un certo senso figli suoi; figli del suo amore per la vita”. L’Autrice racconta che “ne era orgoglioso, ma sapeva che il miracolo era avvenuto, quando era avvenuto, grazie alla generosità di un volontariato creativo e disinteressato di cui sono numerosi gli esempi nel mondo cattolico”. Tutte le opere nate in questi anni sono, per la Binetti, “non solo l’espressione materializzata di un impegno a tutto tondo che aveva assunto davanti al mondo intero, ma anche la diretta conseguenza del suo personalissimo rapporto con Dio Padre, con Gesù e con la Madonna”. Una vita di preghiera e di amore vero è stata quella di Carlo Casini, di chi sapeva e dice ancora a noi oggi che solo se ci si sente amati, si può amare e darsi senza riserve agli altri provando la gioia immensa che solo questo ci può dare.

 

Massimiliano Spiriticchio

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