Come scegliere la tavola giusta per iniziare a praticare il SUP

SUP è l’acronimo di stand up paddle e i supper sono quelli che lo praticano. E sono sempre di più. Li avete visti di sicuro sulle spiagge italiane: sembrano galleggiare sul pelo dell’acqua, placidi e coordinati. Chi lo pratica parla di una sensazione unica, di camminamento sull’acqua. Quel che è certo è che una tavola e una pagaia messa in acqua – al mare o al lago poco importa – significano sport, allenamento e divertimento. Il SUP ha molteplici vantaggi. Anzitutto permette di esplorare angoli nascosti delle nostre coste, allontanandosi dalle spiagge affollate e tenersi in forma.  La tavola è apparentemente simile a quelle da surf , ma la realtà non è esattamente così. La regola generale è semplice: più una tavola è lunga e larga più sarà stabile sia longitudinalmente che lateralmente mentre dallo spessore dipende la  sua galleggiabilità. Lunghezza, larghezza e spessore determinano il volume della tavola, che è rapportato al peso del supper e che quindi meglio degli altri parametri può far capire se una certa tavola è adatta a noi oppure no.

Tutti i tipi di SUP

Le declinazioni del SUP sono molteplici. Anzitutto c’è il SUP cruising (o SUP touring) che si pratica su acque piatte, per fare escursioni, anche notturne, che è la pratica adatta per i principianti. In questo caso la curva di apprendimento – stiamo parlando di pagaiare sulla tavola – è assai meno ripida rispetto a quella del kitesurfing, del windsurfing e del surf da onda. Ci si diverte in fretta e il massimo che può capitare è di cadere in acqua. Tuttavia può risultare faticoso, quindi le prime volte è bene non allontanarsi troppo dalla costa, è evidentemente necessario saper nuotare e avere buona acquaticità, in condizioni di vento è meglio evitare di uscire in acqua e ragionevolmente bisogna fare i conti con il sole e le eventuali scottature. Detto questo, che sono raccomandazioni di buon senso, si può salire sulla tavola e cominciare da soli ad andare con il SUP. Poi ci sono le varianti più difficili: c’è il SUP downwind che si pratica con il vento di spalle che regala una sensibile spinta in avanti e infine il SUP wave, cioè il SUP da onda. Il più difficile. 

Scegliere la tavola da sup 

Con una tavola giusta in poche ore, o addirittura minuti se avete una buona attitudine, si è già in grado di mettersi in piedi e andare tranquillamente a spasso. Viceversa con la tavola sbagliata risulterebbe tutto più difficile. Ecco perché scegliere una giusta tavola da sup per un principiante è fondamentale. La misura della tavola da Sup si sceglie in base al peso, all’uso che si vuole farne e al proprio livello / attitudine. Se l’intenzione è quella di usare la tavola per andarci in due e/o portare un bagaglio meglio abbondare coni litri, mentre se l’obiettivo è quello di avvicinarsi alle onde e magari fare del SUP da onda meglio scegliere meno litri.  La maggior parte delle tavole da sup per principianti misurano sui 10 piedi che è un’ottima misura.

Sup Rigido o Sup gonfiabile

Sul mercato esistono varie tipologie di sup gonfiabile, pratici ed economici, presentano parecchi vantaggi, ma anche qualche svantaggio. Il principale vantaggio è quello della praticità: i gonfiabili stanno in uno zaino ed hanno un peso inferiore ai 10kg. Per quanto riguarda il prezzo in genere è molto inferiore rispetto ad uno stand up paddle classico ed anche questo è un altro punto a favore se il budget è risicato. Gli svantaggi riguardano invece la performance. Un Sup gonfiabile è decisamente meno tollerante nei confronti del vento e delle correnti. Il vento non è certo amico dello stand up paddle, ma se siete su un sup gonfiabile anche una leggera brezza può essere un problema. Alla luce di questo un sup rigido è probabilmente la scelta migliore se si abita vicino al mare e non si hanno problemi di trasporto, ma anche se si vuole usarlo per surfare le onde o se l’obiettivo è più ambizioso, ovvero di dedicarsi sul serio a questo sport che al di là della semplice passeggiata può dare parecchie soddisfazioni.

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Articolo di GQ – rielaborato dalla Redazione di Vortici Magazine

redazione Vortici