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Sul lavoro in Italia è occasione GOL

giovedì, Settembre 30, 2021
Sul lavoro in Italia è occasione GOL

Si parla spesso, in queste ultime settimane. di come affrontare il tema delicatissimo dell’occupazione. Mentre però è dibattito aperto sul Reddito di Cittadinanza e ci si chiede come attuare la parte del provvedimento che lo ha introdotto e che prevede di dare a quanti lo percepiscono la possibilità di trovare un lavoro, esiste uno strumento messo in campo con fondi europei che interviene proprio sulla possibilità di trovare un’occupazione. Il suo nome è particolarmente evocativo: si chiama infatti GOL, cioè Garanzia di Occupabilità dei Lavoratori, ed ha come obiettivo proprio quello di raggiungere entro il 2025 almeno tre milioni di beneficiari da individuare tra alcune categorie: almeno il 75% infatti devono essere donne, disoccupati di lungo periodo, persone con disabilità, giovani con meno di 30 anni o lavoratori che ne abbiano più di 55. Di questi almeno 800.000 dovranno essere coinvolti in attività di formazione che in circa un terzo dei casi dovranno riguardare il digitale.

Sul piatto ci sono per l’Italia 4,9 miliardi di euro, di cui 4,4 dall’ormai noto Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Saranno da spendere nei quattro anni tra il 2021 e il 2025. Nel momento in cui scriviamo non c’è ancora il Decreto attuativo destinato a far partire questa misura che la legge già prevede. Tale Decreto dovrebbe arrivare a breve, come annunciato dal Ministro del Lavoro Andrea Orlando. Servirà per conoscere alcuni dettagli relativi a come si dovrà procedere operativamente. Ma comunque la rotta è ormai segnata, tanto che una descrizione di quanto si prevede è stata fatta alle parti sociali dallo stesso Ministro, come racconta pmi.it, il portale web italiano che si occupa esclusivamente di informazione rivolto alle piccole e medie imprese. Il Piano che il Ministero proporrà nei prossimi giorni alle Regioni, che dovranno attuarlo mediante i Centri per l’Impiego ma forse anche attraverso le agenzie per il lavoro private, prevede scadenze piuttosto rigide da osservare: se passerà la proposta ministeriale, entro il 2022 ogni Regione dovrà adottare un suo Piano ed eseguire almeno il 10% delle attività previste. Quanto ai Centri per l’Impiego, almeno il 25% di quelli presenti in ogni regione italiana dovrà aver portato a termine il 50% delle attività previste per il singolo Centro, mentre negli anni successivi si dovrà arrivare ad una situazione in cui a fare questo sia almeno l’80% dei centri per l’Impiego regionali. Certo non sarà facile riuscirci soprattutto in alcune zone d’Italia, ma ora l’attenzione appare destinata a salire su questo tema anche da parte dei sindacati, che si dicono pronti a proseguire il confronto con le Istituzioni nazionali e locali.

Ampia la platea di coloro che potranno avere accesso a questo strumento: lavoratori in Cassa Integrazione, percettori di Naspi (indennità mensile di disoccupazione) e Dis-Coll (indennità di disoccupazione mensile per collaboratori coordinati e continuativi), ma anche percettori del Reddito di Cittadinanza e lavoratori cosiddetti vulnerabili o disabili. Saranno divisi in cinque categorie, la prima delle quali sarà quella dei più facilmente occupabili, che potranno puntare ad un reinserimento lavorativo con una formazione leggera. La seconda sarà invece quella di coloro per i quali è previsto l’aggiornamento con percorsi formativi brevi che punteranno sulle competenze da acquisire o migliorare. La terza categoria sarà quella della riqualificazione, che prevederà una formazione più forte per fare in modo che il lavoratore potenziale sia più in linea con le richieste del mondo del lavoro. Il quarto percorso sarà quello di “lavoro ed inclusione” e coinvolgerà servizi del territorio, educativi, sociali, sanitari, di conciliazione per arginare le barriere che le persone cui esso si rivolge incontrano e che vanno oltre l’ambito lavorativo. Infine il quinto percorso sarà quello “di ricollocazione collettiva” e riguarderà le crisi aziendali.

GOL camminerà dunque sulle gambe del sistema che si occupa di ricerca del lavoro e formazione professionale. Al momento non è chiaro se si punterà esclusivamente sui Centri per l’Impiego o si deciderà di coinvolgere anche le agenzie per il lavoro private, così come si attende di sapere quale sarà il ruolo dell’Anpal, Agenzia nazionale per le politiche attive del lavoro, il cui Presidente, Raffaele Tangorra, parla già di “mini-rivoluzione” sulle politiche attive del lavoro, di “percorsi mirati rispetto alle caratteristiche dell’utenza” e di programma “finalizzato a migliorare le chances di occupabilità, soprattutto di chi è più in difficoltà”. Vedremo se davvero GOL farà fare – ci sia consentito il gioco di parole – goal all’Italia, se davvero cioè questa rivoluzione, per quanto “mini”, ci sarà. La cosa sicura è che ora ci sono fondi e strumenti e che noi di Vortici.it continueremo a tenerci e tenervi aggiornati per capire quali saranno i prossimi passi, mano a mano che saranno compiuti, e soprattutto come andranno le cose quando GOL sarà attuativo nelle varie zone d’Italia per tutti quelli che vorrebbero, ma purtroppo al momento non possono, avere una vera occupazione.

Massimiliano Spiriticchio

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