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Storia di un’imbarcazione eco-friendly

lunedì, Novembre 4, 2019
Storia di un’imbarcazione eco-friendly

Lo scorso 26 Ottobre, ha fatto tappa a Londra, un’imbarcazione davvero speciale.
Il grande scafo di 30,5 per 12,8 metri, è soprannominato il “Solar Impulse dei mari”, perché, come l’aereo solare, compie il giro del mondo senza consumare una goccia di carburante. Scivola sulle acque, affidandosi solo a vento, sole e mare. Zero detriti, zero emissioni.
Energy Observer”, questo il suo nome è il primo catamarano a propulsione a idrogeno, ecologico al 100%, circumnaviga il globo ricorrendo esclusivamente alle forze della natura, volgendole a favore di rotta. Vi sveliamo, inoltre, una curiosità non di poco conto: ad affrontare questa sfida è una vecchia gloria delle regate(rinata dalle ceneri dell’Enza New Zeland, il celebre catamarano che nel 1994 si aggiudicò il Trofeo Jules Verne, circumnavigando il globo in poco più di 74 giorni), una delle navi più veloci di sempre, chiamata a nuova vita da un’equipe di architetti, ingegneri e navigatori e riconvertita in imbarcazione ultra tecnologica e autosufficiente dal punto di vista energetico.  Il suo obiettivo è promuovere l’utilizzo delle energie pulite.

Il progetto è stato ideato dall’istituto di ricerca Cea-Liten, insieme alla Fondazione dell’ambientalista francese Nicolas Hulot e l’Unesco. La spedizione è partita dal Mar Mediterraneo, per raggiungere le acque dell’Europa del Nord, l’oceano Atlantico e il Pacifico passando per il canale di Panama, e poi… Asia e Oceania, fino ad arrivare all’Africa e al Medio Oriente. Lungo il tragitto le tappe scelte sono state, sono e saranno: le capitali che hanno già avviato la transizione energetica, le isole autonome sotto il profilo dell’approvvigionamento, le città in pieno sviluppo economico, le riserve naturali, i luoghi a rischio scomparsa.

L’operazione è sostenuta da una compagnia assicurativa e da una catena di alberghi pronta a implementare nei suoi edifici le nuove tecnologie testate in mare ed ha un costo complessivo di 30 milioni di euro di cui, 5 per l’acquisto della barca e le attrezzature e 4 all’anno per i costi di gestione.

Sole, vento e idrogeno sono gli alleati indispensabili, utilizzati in una sola imbarcazione, a dimostrare che il futuro per una mobilità verde del mare è già possibile, con le tecnologie a disposizione. Sono questi i contenuti alla base del progetto “Energy Observer”.

Con l’aiuto di sponsor tecnici, tra cui Prysmian, per i collegamenti con cavi ad alta tecnologia ricavati dall’industria aerospaziale, la barca-laboratorio monta un motore elettrico alimentato da 141 metri quadrati di celle fotovoltaiche insieme a un sistema eolico. A questo sistema è stato accostato un sistema di stoccaggio di idrogeno ricavato dall’acqua marina, pompata, desalinizzata, poi ricomposta e immessa nuovamente nel mare. Così viene ridotto l’utilizzo di batterie, che permette di alleggerire notevolmente lo scafo. Il tutto è realizzato utilizzando tecnologie già a disposizione.

“Ero in viaggio nell’Atlantico anni fa con la mia barca – ha raccontato il capitano e ideatore, Victorien Erussard – e ho avuto un blackout di energia dalle parti del Brasile. Avevo un generatore diesel che non funzionava, ero completamente perso, però era pieno di energia intorno a me: c’era il vento, il sole. Mi è sembrato interessante allora cercare di sviluppare uno smart grid galleggiante, che è alla base del progetto Energy Observer”.

“Gran parte degli stakeholder della mobilità – ha affermato il responsabile per la ricerca del team, Louis Noel Vivies – stanno spostandosi verso l’idrogeno, tutti crediamo che l’idrogeno sia la naturale evoluzione dopo il carbone, la benzina, che ci permetterà di andare avanti senza perdere in termini di performance, di comfort, e di poter raggiungere gli obiettivi di zero anidride carbonica. Mescoliamo la nostra cultura di marinai con la ricerca e sviluppo dei leader dell’industria dell’idrogeno per sviluppare un sistema semplice, affidabile e economico dalle molte applicazioni”.

Per Marcelo Andrade, responsabile ricerca e sviluppo di Prysmian Group, “il primo obiettivo è quello di sviluppare una tecnologia derivata dall’aerospaziale a una barca dove non c’è generazione di CO2, per ridurre al massimo il peso.  L’altro punto importante, è che Prysmian conferma il suo ruolo con l’obiettivo di sviluppare ogni volta di più prodotti più sostenibili. Qui abbiamo una grossissima opportunità di far vedere una tecnologia applicata a una barca green”.

In sostanza, si tratta di una spedizione che ha l’obiettivo di testare, in condizioni estreme, un insieme di tecnologie energetiche che si basano su un sistema di produzione, gestione e stoccaggio intelligente dell’energia. Grazie a un mix di energie rinnovabili (solare, eolico e idro-eolico) e a un doppio stoccaggio con batterie alimentate dall’idrogeno prodotto a bordo con l’elettrolisi dell’acqua di mare, l’imbarcazione punta all’autonomia energetica. Questo smart grid (cioè una rete elettrica dotata di sensori intelligenti che raccolgono informazioni in tempo reale ottimizzando la distribuzione di energia) galleggiante, anticipa le reti energetiche del domani, senza combustibili fossili, decentralizzate e digitalizzate, con l’ambizione di rendere il sistema utilizzabile anche su larga scala sulla terraferma. Il progetto è figlio di un approccio eco – friendly orientato alla transizione verso un’esistenza sostenibile, alla valorizzazione della biodiversità e al riconoscimento del valore dei processi virtuosi dell’economia circolare.

Dalla sua partenza a Saint-Malo (Francia) nel Giugno 2017, Energy Observer ha già percorso tantissime miglia lungo le principali rotte commerciali marine. Terminerà la sua “Odissea per il futuro” nel 2022, con lo sbarco a New York alle Nazioni Unite(possiamo addirittura seguire le tappe del viaggio in tempo reale).

Vortici.it è orgogliosa di avervi fatto conoscere da vicino un altro esempio di economia virtuosa e sostenibile, (dopo Waternest), che occorre sviluppare e sostenere ulteriormente.

Immagine di copertina: Energy Observer(Saily.it)

Fonte video: https://www.youtube.com

Annapaola Di Ienno

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