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Simulato il ciclo del brillamento solare

lunedì, Gennaio 28, 2019
Simulato il ciclo del brillamento solare

Vi ricordate cos’è un’eruzione solare? Personalmente no e ho fatto con piacere, un ripasso generale per voi, poiché questa settimana torniamo a parlarvi di Astronomia, portando alla vostra attenzione una notizia curiosa.
Per capire meglio l’argomento che tratteremo, occorre necessariamente ripartire dall’inizio. Decido di proporvi un’introduzione generale in modo da darvi le giuste coordinate.
In astronomia il brillamento solare o eruzione solare(o stellare) è un’improvvisa liberazione di energia, da una regione localizzata del Sole, sotto forma di radiazione elettromagnetica e, usualmente, anche di particelle energetiche (in ingl. flare). L’intervallo spettrale della radiazione può estendersi dalle onde metriche ai raggi γ. La durata del fenomeno va da un’ora a un giorno. I brillamenti si verificano nelle regioni attive del Sole, soprattutto nelle zone di confine fra macchie di polarità magnetica opposta; la loro frequenza varia durante il ciclo solare, in modo simile al numero delle macchie. Lo studio dei brillamenti è importante anche per la geofisica, in quanto le radiazioni elettromagnetiche e corpuscolari, emesse dal Sole nel corso di questi eventi, hanno effetti perturbativi sull’ambiente terrestre (vedi tempeste geomagnetiche, aurore polari, disturbi alle radiocomunicazioni ecc.).
Riassumendo: l’intero fenomeno complessivamente sprigiona un’energia equivalente a varie decine di milioni di bombe atomiche, ed è causato da un improvviso rilascio di energia in occasione di un fenomeno di riconnessione delle linee del campo magnetico.

Recentemente, ed è questa la notizia curiosa, è stato simulato per la prima volta al computer l’intero ciclo di un’eruzione solare. Mostra gigantesche fontane di gas a temperature misurabili in milioni di gradi che si sollevano dalla superficie del Sole, ricadendo in parte sulla stella e proiettando nello spazio una pioggia di particelle cariche di vento solare. È ciò che emerge dallo studio pubblicato sulla rivista Nature Astronomy, condotto dal gruppo dell’Università americana di Stanford coordinato da Mark Cheun, in collaborazione con l’Università norvegese di Oslo, il Centro Nazionale per la Ricerca Atmosferica di Boulder, in Colorado, e il Laboratorio Lockheed Martin di Astrofisica Solare di Palo Alto, in California.
Le immagini ricostruiscono l’esplosione di fontane di materia multicolori, legate alle differenze di temperatura, che si proiettano nell’atmosfera solare per migliaia di chilometri. Il colore viola rappresenta il gas con temperature inferiori a un milione di gradi kelvin (1 kelvin equivale a -273,15 gradi centigradi), il rosso il gas a temperature tra 1 e 10 milioni di kelvin e il verde le temperature superiori a 10 milioni di kelvin.

La simulazione indica come le eruzioni solari siano spesso associate alla comparsa di macchie solari e legate all’attività del campo magnetico della nostra stella. Secondo i ricercatori, aiuterà a comprendere meglio l’attività del Sole che, attraverso il vento solare, investe la Terra. Incontrando il campo magnetico terrestre, il vento solare se da un lato può generare bellissime aurore polari, dall’altro può essere considerato anche una fonte di rischio, causando interferenze con le comunicazioni radio, danni ai satelliti e pericoli per la salute degli astronauti in orbita.

Pensando sempre in positivo(escludendo per una frazione di secondo i rischi citati), visto il tripudio di colori, vi invito tutti a fantasticare un po a riguardo…

 

Immagine di copertina: Brillamento solare (Wikipedia)

Fonte video: https://www.youtube.com
Spettacolare eruzione solare in HD (16 settembre 2012)
FateSpazio con AstroLabo

From emergence to eruption: A comprehensive simulation of a solar flare (14 Gennaio 2019)
NCAR & UCAR Science

 

Annapaola Di Ienno

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