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Sempre più mamme adolescenti: ecco per loro l’accompagnamento alla genitorialità

giovedì, Aprile 15, 2021
Sempre più mamme adolescenti: ecco per loro l’accompagnamento alla genitorialità

Hanno indicativamente tra i 14 e i 19 anni, in alcuni casi anche 13, eppure sono già mamme o aspettano un bambino: accade ad un numero non altissimo, ma comunque in aumento, di ragazze che si trovano a vivere una gravidanza in un’età in cui non è facile affrontare qualcosa che solitamente si sperimenta quando si è già superata la soglia dei vent’anni. Spesso sole e messe di fronte ad una situazione non semplice, queste adolescenti vivono in situazioni psicologiche tutt’altro che facili. Ma la buona notizia è che diverse tra loro incontrano sulla propria strada persone che non le giudicano con frasi del tipo: “Ma non te l’ha detto nessuno che forse era troppo presto?”. Queste persone, al contrario, le ascoltano, stanno loro accanto, danno concretamente una mano e lo fanno in modo umano e competente.

Accade così che, mentre Il Ministero della Salute nel 2015 rilevava in Italia una percentuale di parti sotto i 20 anni pari all’1,28% (6.120 casi), nel 2019 l’Eurostat, cioè l’Istituto di Statistica Europeo, ha rilevato che due anni prima, nel 2017, la percentuale era salita all’1,6% (8-10.000 casi) sul numero totale delle nascite. Dal 2010 ad oggi le adolescenti che diventano mamme sono aumentate del 31%, I dati, riferiti dal quotidiano della Cei Avvenire nell’articolo a firma di Giovanna Sciacchitano nell’inserto Noi in famiglia datato 11 aprile 2021, raccontano di un fenomeno comunque in crescita che ormai da diversi anni spinge ad interessarsene specialisti ed esperti, alcuni dei quali hanno scelto di non limitarsi ad intervenire in dibattiti o convegni sull’argomento, ma di scendere in campo partecipando ad appositi progetti. Accade ad esempio in Lombardia, dove, con il supporto della Regione, il Centro di Aiuto alla Vita Ambrosiano di Milano, quello di Pavia e quelli di Cernusco sul Naviglio e Busto Arsizio insieme al Movimento per la Vita Lodigiano e FederVita Lombardia hanno messo a punto il Servizio di accompagnamento alla genitorialità in adolescenza, che in realtà riprende un progetto portato avanti dal 2011 e che, partito dal Cav Ambrosiano, coinvolge anche la Fondazione Ambrosiana per la Vita, l’Ospedale San Paolo e il dipartimento di psicologia dell’Università Bicocca, con Fondazione Cariplo. Formazione specifica per intercettare i bisogni legati ad un particolare territorio e competenze con cui affinare la sensibilità necessaria per entrare in contatto con giovani madri che vivono situazioni davvero particolari sono elementi centrali in questo progetto. Le mamme, come racconta proprio l’articolo di Avvenire, vengono seguite fino al compimento di un anno di vita del bambino, ma se è necessario oltre. Anzi: se i papà sono disponibili, il servizio viene offerto anche a loro perché l’idea è quella di occuparsi della coppia, considerando che i figli sono di entrambi i genitori.

Ad offrire uno spaccato della realtà che incontra chi si occupa di questo progetto è Paola Silvia Fruscio, responsabile dei Percorsi Babymamme: “Queste ragazze corrono il rischio dell’isolamento” spiega. “Sono spaventate dalle difficoltà e molto tentate di tagliare i ponti con la rete amicale e con la famiglia di origine. Anche la scuola ne risente perché non è semplice conciliare il tutto. Poi ci sono altri problemi a livello psicologico”. La Fruscio riferisce che, in alcune occasioni, per queste ragazze la gravidanza è addirittura una rivalsa nei confronti delle loro madri e che, a volte, capita che la vogliono portare avanti senza essere consapevoli delle responsabilità che questo comporta. Il lavoro che si fa è, in questi casi, di accompagnamento. Aiuti economici e materiali e, in alcuni casi, interventi per la ricerca di una soluzione abitativa, fanno parte dell’intervento attuato: “Ma il pezzo forte – chiarisce la Fruscio – è costituito dal sostegno e dall’accompagnamento alla genitorialità. Cerchiamo – dice – di attivare le loro competenze e riconoscerle. Non è facile imparare a fare la mamma, ma si può: dalla preparazione della pappa a come giocare. Alcune situazioni sono filmate e vengono riviste insieme. Ogni ragazzina, però, è diversa e noi partiamo dai bisogni di ognuna perché la mamma è sempre la protagonista. Pensiamo che la maternità sia un’esperienza bella se viene vissuta in maniera adeguata. Perché questo si possa realizzare cerchiamo di rendere le mamme consapevoli e di alleggerire i fardelli pesanti”.

Non c’è però soltanto la Lombardia come terra in cui si vedono progetti e realtà che aiutano in queste situazioni: lungo tutto lo Stivale italiano, infatti, si moltiplicano le associazioni e le realtà che danno una mano a chi vive situazioni di questo tipo, tra Case di Accoglienza, Centri di Aiuto alla Vita, organizzazioni di vario tipo e caratteristiche che offrono assistenza materiale e psicologica. Spiega Laura Boati, psicologa e formatrice per i Percorsi babymamme: “Non sempre si riesce a mantenere il rapporto con il padre del bambino e con la propria famiglia, anche perché in molti casi le ragazze arrivano da altri Paesi. Tuttavia, se sostenute, queste mamme riescono a tirare fuori grandi risorse. Succede, così, che trovino lavoro, riprendano gli studi e riallaccino le relazioni familiari”. Lo dimostrano tante storie, tra cui quelle di persone che chi scrive quest’articolo ha potuto incontrare. Storie che, come noi di Vortici.it possiamo personalmente testimoniare, finiscono spesso con un doppio lieto fine perchè, se il bambino o bambina nasce, anche sua madre e suo padre in un certo senso fanno altrettanto, riuscendo a vivere un’esperienza che li spinge a tornare a credere in quel dono straordinario che è la nostra vita! Storie come quella descritta in questo spot, racconto per voci ed immagini di qualcosa che realmente accade…

Massimiliano Spiriticchio

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