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Quegli angeli custodi chiamati nonno e nonna

giovedì, Ottobre 3, 2019
Quegli angeli custodi chiamati nonno e nonna

Un po’ sotto silenzio rispetto agli ultimi anni è passata anche quest’anno le Festa dei nonni, che in Italia si celebra il 2 ottobre, giorno in cui ricorre la Festa degli Angeli Custodi. Proprio queste due parole vengono infatti utilizzate spesso dai nipoti per descrivere quanto nonno e nonna fanno nelle famiglie e nella società italiane. Istituita nel 1978 dal Presidente statunitense Jimmy Carter su richiesta di una mamma di 15 figli che aveva anche 40 nipoti, questa festa è vissuta anche nel nostro Paese dal 2005, anno della sua istituzione ufficiale in Italia, come un momento speciale per dire grazie a queste figure insostituibili.

L’occasione è parsa propizia alla Fondazione Senior Italia per fornire qualche numero, a testimonianza del ruolo importante delle persone anziane: “In Italia il 33,1% dei nonni si occupa quotidianamente dei nipoti e il 47,6% lo fa una o più volte a settimana. Impiegano l’eccedenza mensile di denaro per aiutare figli e familiari (costituisce il 44,8% delle forme di impiego indicate dai senior intervistati). Hanno un’intensa vita sociale:6,8 milioni incontrano almeno una volta a settimana gli amici. Sono 4,5 milioni gli over 65 che prestano attività o supportano economicamente associazioni di vario tipo. L’Italia è il paese europeo con la più alta percentuale di nonni che si occupano quotidianamente di un nipote”.

Insomma il nostro Paese si caratterizza per la presenza importante ed affettuosa di questi veri e propri “angeli custodi” non solo dei loro nipoti e delle loro famiglie, ma dell’intera società. Il lato negativo non manca, secondo Senior Italia, perchè questo significa che “le famiglie si devono appoggiare a quelle di origine per poter accudire i figli, in tempi di difficoltà economiche ed occupazionali e di carenti investimenti nel settore della famiglia e dei servizi sociali”. Però la stessa associazione sottolinea: “I nonni rappresentano quindi una fondamentale risorsa economica per la nostra società. Non solo. I nonni d’Italia sono sempre più socialmente e culturalmente attivi, con un alto tasso di informatizzazione e interessati a uno stile di vita che possa loro garantire un invecchiamento sano e attivo”.

Alzi la mano chi non ha sperimentato la vicinanza dei suoi nonni, la loro tenerezza, quella capacità tutta speciale di farci “digerire”, quando eravamo bambini e non solo, posizioni e decisioni per noi scomode dei nostri genitori, magari con una carezza o un semplice sguardo pieno di tenerezza. Meno comune, ma comunque radicato, è il sentimento di vicinanza verso quei nipoti che non sono tali biologicamente, ma per via di un legame fortissimo sviluppatosi nel corso del tempo e nato in un momento particolare, di fronte ad una necessità alla quale qualcuno ha deciso di non dire di no: è il caso di Romano Carletti, un signore di 84 anni che per sei mesi ha accompagnato a scuola un bambino ipovedente, e che quest’anno è stato premiato proprio da Senior Italia come “nonno dell’anno”. La storia di Romano è stata raccontata da tutti i giornali nazionali, ma lui, nonno Romano, parla dell’accaduto, in quest’intervista, come di una cosa nata spontaneamente:

Sostiene su Famiglia Cristiana la dott.ssa Elena Urso, pedagogista: “Lontani dalla pressione di educare a tutti costi, i nonni educano in modo naturale: nel loro esserci ed essere naturalmente da esempio. Se il ruolo normativo è delegato ai genitori, loro possono trasmettere ai bambini valori, regole e comportamenti attraverso la relazione stessa; semplicemente stando insieme, ascoltandosi, raccontando”. Facendo insomma proprio quello che fanno tanti nonni Romano in Italia e in tutto il mondo.

Massimiliano Spiriticchio

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