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Quattro studentesse, una poliziotta e l’importanza dell’informazione contro la violenza

giovedì, Dicembre 12, 2019
Quattro studentesse, una poliziotta e l’importanza dell’informazione contro la violenza

Uno dei temi su cui ci si interroga sempre quando si impara a fare i giornalisti o si studia la comunicazione è quello del rapporto tra i fatti raccontati e le opinioni di chi li racconta. Su questo punto esistono varie opinioni e differenti stili giornalistici, ma anche norme e linee guida deontologiche, cioè relative all’etica della comunicazione. In questo dibattito si inserisce quello sulla scelta degli argomenti da trattare e su come occuparsene. In particolare, una delle teorie in campo, quella che riguarda la cosiddetta agenda setting, sostiene che i mezzi di comunicazione scelgono gli argomenti ai quali dare maggiore rilievo in base ad una serie di fattori e, quindi, in base anche all’importanza che essi stessi attribuiscono a questo o quel tema. Da questo punto di vista, noi di Vortici.it non abbiamo mai fatto mistero riguardo a due scelte che ci orientano nel nostro appassionante lavoro: l’opzione per le buone notizie e quella per la promozione delle iniziative che, nella nostra società, si occupano di curare la Vita, curare la relazione e la capacità di stare con gli altri.

Proprio in linea con questi principi, abbiamo deciso di tornare ancora su un tema ed un’iniziativa ad esso collegata nonostante ce ne siamo occupati già nelle ultime due settimane: il tema è quello della lotta contro la violenza di genere e l’iniziativa è quella che il Movimento per la Vita di Pescara, il Comune del capoluogo adriatico, la Polizia di Stato e due scuole pescaresi, l’I.P.S.I.A.S. Di Marzio – Michetti e il Liceo Scientifico Leonardo Da Vinci, hanno deciso di portare avanti insieme. Torniamo a parlarne perchè il tema è troppo importante per trattarlo solo in occasione della Giornata Mondiale che su di esso ogni anno viene vissuta, ma soprattutto perchè abbiamo avuto occasione, durante l’ultimo incontro legato a quest’iniziativa, di incontrare quattro studentesse e l’Ispettore Superiore della Polizia di Stato. Così facendo, da un lato ci siamo messi in ascolto della testimonianza di queste ragazze, che ci hanno comunicato i loro pensieri e le loro sensazioni e percezioni anche dal punto di vista emotivo, morale e psicologico, mentre dall’altro abbiamo potuto conoscere più da vicino le forme e le modalità attraverso cui, in caso di necessità, si può chiedere l’intervento di quegli organi dello Stato che sono chiamati proprio ad intervenire per proteggere le vittime della violenza. È stato, il nostro, un viaggio all’interno della prospettiva con cui queste giovani vivono il tema della violenza in particolare contro le donne, ma anche, al tempo stesso, alla scoperta di forme di tutele che l’ordinamento giuridico prevede, ma forse non sono note a tutti, come dimostra l’esperienza legata alla foto che vedete in cima a quest’articolo, che ritrae il Camper Rosa della Polizia di Stato, che fornisce, proprio attraverso una presenza nelle varie località frequentate dai cittadini, informazioni utili sul contrasto proprio alla violenza di genere. Ascoltate dunque con grande attenzione le voci, i pensieri e gli appelli che Carola e Marta, del Liceo Scientifico Leonardo Da Vinci, e Benedetta e Noemi, dell’I.P.S.I.A.S. Di Marzio – Michetti di Pescara hanno voluto condividere con noi:

 

Non possiamo negare che sentire giovani donne dire che non si sentono sufficientemente protette nemmeno dalla presenza della Polizia ci ha fatto davvero pensare a quante volte si sente dire, anche attraverso i media, che chi si rende protagonista di violenza viene troppo spesso messo nelle condizioni di essere ancora pericoloso per se stesso e per gli altri. Ma subito dopo un’altra intervista ci ha dato la conferma che si può contrastare questo fenomeno con vari strumenti, alcuni dei quali caratterizzati da tempi rapidi. L’intervista in questione è quella che abbiamo realizzato con la dott.ssa Cinzia Di Cintio, Ispettore Superiore della polizia di Stato di Pescara:

Durante l’incontro con gli studenti sono stati anche raccontati alcuni casi nei quali, pur in assenza di denuncia da parte della vittima, la Polizia è comunque intervenuta e sono stati presentati alcuni strumenti che consentono di chiedere l’intervento delle forze dell’Ordine in tempi rapidi. È stato fatto, in altre parole, un lavoro che viene regolarmente svolto, in molte zone d’Italia, in collaborazione con le altre Istituzioni, tra cui scuole e servizi sociali, e con le associazioni di volontariato cui le persone spesso si rivolgono contando sulla possibilità di parlare con le necessarie libertà e riservatezza. Spesso queste possibilità non sono conosciute. Per questo Vortici.it ve le presenta, precisando che per saperne di più è bene rivolgersi direttamente alle Istituzioni.

Innanzitutto va detto che spesso, come accade a Pescara, sono proprio le donne ad occuparsi, in seno alle Forze dell’Ordine, dei casi di violenza di genere, per garantire una maggiore empatia. L’accoglienza di chi va in questura o al comando dei Carabinieri prevede sempre la riservatezza, anche quando è necessario che la persona fornisca le proprie generalità. Inoltre le Forze dell’Ordine possono ricevere segnalazioni da Centri Antiviolenza, scuole, servizi sociali, associazioni ai quali ci si rivolge chiedendo aiuto, a condizione che la persona che chiede aiuto autorizzi la segnalazione. Esiste poi un numero di telefono, il 1522, che si può comporre per chiamare in assoluto anonimato il Telefono Rosa che, promosso dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento per le Pari Opportunità, offre assistenza in varie lingue dal punto di vista culturale, sociale, psicologico e legale.  Ci sono poi le realtà che si occupano dei soggetti maltrattanti, che necessitano di aiuto per affrontare la situazione che vivono ed affrontar la serie di condizioni psicologiche e sociali che li fa sentire “legittimati ad essere violenti, senza mai percepire le proprie azioni come violente” come afferma  Alessandra Pauncz, direttore del  Centro di ascolto uomini maltrattanti di Firenze.

Per quanto riguarda gli strumenti legislativi a disposizione va sottolineato che, oltre alla denuncia, esiste anche l’Ammonimento: “Con il D.L. 93/2013 – spiega sul suo sito l’associazione Casa delle donne – l’Ammonimento è previsto anche per i casi di Violenza Domestica, in cui sono presenti i “reati sentinella”, come percosse o lesioni. In tal caso non sono ammesse segnalazioni anonime, ma è garantita la segretezza delle generalità del segnalante, inoltre l’ammonito deve essere informato dal Questore sui centri di recupero e servizi sociali disponibili sul territorio. Con la consegna di tale istanza – che deve essere compilata in maniera accurata e documentata per dimostrarne la fondatezza – presso qualsiasi ufficio di polizia, il Questore assume, se necessario, le informazioni dagli organi investigativi, sente le persone informate sui fatti, e nel caso in cui ritenga fondata l’istanza, procede ad ammonire oralmente il soggetto nei cui confronti è stato chiesto il provvedimento, invitandolo a tenere un comportamento conforme alla legge, valutando nei suoi confronti l’adozione di eventuali provvedimenti in materia di armi e munizioni. Dell’ammonimento viene redatto un verbale di cui una copia è rilasciata al richiedente ed una all’ammonito. Importante: L’ammonimento è uno strumento amministrativo e non presuppone la prova certa del fatto, ma solo la sussistenza di “indizi” che rendano verosimile l’avvenuto compimento di atti persecutori. La pena per il delitto di cui all’articolo 612-bis del codice penale è aumentata se il fatto è commesso da soggetto già ammonito e inoltre si procede d’ufficio per il delitto previsto dall’articolo 612-bis del codice penale quando il fatto è commesso da soggetto già ammonito”.

Esiste infine una guida consultabile a questo link che il Senato della Repubblica ha elaborato proprio per informare i cittadini su ciò che si può fare sia a livello nazionale che nelle singole regioni.

Insomma l’informazione, come spesso accade, gioca anche in questo caso un ruolo fondamentale, sia quando è data dalle Istituzioni, sia quando è fornita da chi, come noi, se ne occupa per professione e passione. Ascoltando le persone si ha spesso modo di rendersene conto per cercare di svolgere nel miglior modo possibile un servizio che può risultar davvero molto utile.

 

 

Massimiliano Spiriticchio

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