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Quando i rifiuti e l’arte diventano mezzo e messaggio

giovedì, Aprile 4, 2019
Quando i rifiuti e l’arte diventano mezzo e messaggio

Diceva un grandissimo intellettuale, tale Marshal McLuhan, che “il mezzo è il messaggio”, cioè che già nello strumento che si sceglie di utilizzare per comunicare è insito un messaggio, dato che non è la stessa cosa, ad esempio, dire un semplice “ti voglio bene” scrivendo una lettera, facendo una telefonata, vedendosi di persona, mandando un sms o scrivendo su WhatsApp, dal momento che cambia sia l’atteggiamento di chi invia la comunicazione sia quello di chi la riceve a seconda del mezzo utilizzato. Quando però il concetto appena espresso si applica all’arte, emergono dall’utilizzo che gli artisti ne fanno risvolti del tutto particolari ed originali, grazie ai quali possiamo capire che persino un rifiuto può essere davvero molto comunicativo. Noi di Vortici.it ce ne siamo resi conto, per l’ennesima volta, sabato scorso, quando, capitanati dalla nostra direttrice Annapaola Di Ienno e invitati dall’amica Rosetta Clissa, che voi lettori di recente avete potuto conoscere con noi grazie ad una sua poesia, siamo entrati nel Circolo Aternino di Pescara, dove abbiamo letteralmente passeggiato dentro una comunicazione artistica moderna e fortemente espressiva dal titolo Rifiuti, Uomo, Natura, di cui Rosetta è stata ideatrice e coordinatrice. Non la chiamiamo mostra, perchè sarebbe riduttivo, dal momento che il concetto di “mostra” richiama l’idea di qualcosa che lo spettatore osserva, magari spinto ad una riflessione, ma comunque restando al di fuori rispetto a quanto osservato. Noi invece tutto abbiamo fatto tranne che sentirci esterni, avvolti da una comunicazione che abbiamo sentito molto vicina a noi. Del resto, non poteva essere altrimenti se si considera che il materiale con cui sono state realizzate le varie opere è costantemente reperibile nella nostra quotidianità. Addirittura, cammin facendo, abbiamo incontrato diversi esempi di Arte realizzata con materiale di riciclo, cioè con quelli che comunemente chiamiamo rifiuti, grazie all’intuizione di Fabrizio Sola (che potete vedere nella foto che apre quest’articolo con Rosetta Clissa e la nostra direttrice Annapaola Di Ienno), un artista che, per dirla con le sue stesse parole, “guarda a superfici a Km 0 provenienti dal mondo del riuso. I cassonetti sono (da lui) presi di mira per vedere a chi dare una seconda possibilità di vita. Sportelli di mobili, vecchie tavole di legno, lastre di plastica e ogni superficie pitturabile. Materiali che potremmo definire non proprio adatti per la pittura, ma che sicuramente hanno un’anima”. Ne nascono opere davvero incantevoli, che ritraggono paesaggi legati alla natura i quali, come accade con quest’albero, mettono in primo piano la tematica della tutela dell’ambiente.

Facciamo letteralmente non più di due passi e ci scopriamo “rapiti” da una foto che ritrae una bambina intenta ad esibire un cartello su cui c’è scritto “Sono quì per il mio futuro”, ma costretta anche a riscontrare l’indifferenza di tutti quelli che, in quel momento, sono lì, compreso il signore che le passa proprio accanto. La sua espressione è perplessa, ma il suo sguardo ci appare subito deciso, tipico di chi comunque sta pensando di andare avanti, nella speranza che la reazione altrui possa cominciare a cambiare. Di fronte a questa fotografia Rosetta Clissa si ferma, pone le mani sulla cornice del quadro, ci guarda e ci introduce all’opera. Ma nel suo atteggiamento e nel suo sguardo si coglie la stessa passione, la stessa tenacia positiva (che poi è speranza) di quella bambina. Lo scatto parte spontaneo e lo condividiamo con voi…

Il cammino prosegue e Rosetta ci presenta un amico: Loreno (Lollo) Ricci. Delle sue opere sono protagonisti gli scarti di fabbrica, come rondelle e bulloni. Con questo materiale sono fatte le sculture con cui l’artista ha realizzato la serie I guardiani della Dea che spinge a riflettere sul fatto che il cuore umano non può diventare una macchina, ma deve restare qualcosa di molto più grande, quasi indefinibile come, in fondo, l’uomo stesso, intriso com’è di tante cose. Anche quì parte lo scatto, che stavolta raffigura Lollo Ricci insieme a Rosetta e alla nostra direttrice Annapaola in un inconsapevole fermo immagine sulla variegata umanità com’è e come potrebbe diventare se non ci prendiamo cura della nostra Terra e, in definitiva, di noi stessi.

Il cammino prosegue ancora e ci imbattiamo nelle opere realizzate da un altro nostro graditissimo compagno di strada: Paride Mariotti, uno scultore che usa anche un po’ di sana ironia per farci entrare dentro alcune bizzarrie della nostra società. Guardate questo video, che ritrae un personaggio da noi ribattezzato Selfina, una ragazza di oggi particolarmente attratta dagli autoscatti, che adesso vengono chiamati “selfie”. Ecco la descrizione che ne fa Rosetta parlando con noi:

I giovani e i giovanissimi, però, come abbiamo raccontato diverse volte anche sul nostro giornale, hanno anche molte caratteristiche positive, da sviluppare ed incoraggiare. Alcuni sono stati impegnati nel laboratorio sorto in occasione di questa comunicazione artistica e di cui sono stati protagonisti i bambini e le loro insegnanti di arte-terapia dell’Associazione Art Inside. In esso si è lavorato partendo da una domanda: “Come sarà la vostra città del futuro?”. Non era dunque generalizzata a tutti i giovani l’ironia di Paride Mariotti, che anzi anch’egli utilizza materiale di ogni tipo per un’Arte che tocca davvero molti aspetti del nostro vivere: da D’Annunzio alle lenzuola stese, dall’Abruzzo del futuro alla 50 Special, da Frida Kahlo all’incredibile Hulk…

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Insomma: diteci voi adesso se non è vero che tutto, ma proprio tutto, può essere Arte e comunicazione vera…

Massimiliano Spiriticchio

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