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Pupa e cavallo nella nostra Pasqua “fatta in casa”…

giovedì, Aprile 9, 2020
Pupa e cavallo nella nostra Pasqua “fatta in casa”…

Probabilmente l’articolo che state iniziando a leggere arriverà nelle vostre case proprio mentre vi preparate a vivere le festività pasquali in modo sicuramente inconsueto. Tra i riti religiosi che, anche se in maniera differente e senza alcuni di essi, comunque ci saranno spingendoci a riscoprire l’intima essenza della Pasqua con tutti i suoi significati religiosi e spirituali, c’è qualcosa che molti di noi ritengono evidentemente irrinunciabile, se è vero quanto riporta una nota della Coldiretti, che già il 17 marzo scorso così scriveva: “Con un +80% degli acquisti di farina è boom di pane, pasta e dolci fatti in casa per le famiglie italiane, ma anche per i tanti Vip costretti a rimanere tra le mura domestiche a causa dei limiti alla mobilità. È quanto emerge dall’analisi della Coldiretti su come sono cambiate le abitudini di spesa e consumo al tempo del Coronavirus. A finire nel carrello della spesa degli italiani – sottolinea la Coldiretti – sono stati anche gli altri ingredienti tipici della pasticceria casalinga come lo zucchero che fa segnare un aumento del 28% degli acquisti ed il latte Uht con cresce del 20%”.

Con dati di questo tipo, e con la nostra semplice osservazione che, nei supermercati, proprio farina e prodotti utili per i dolciumi e le pietanze fatte in casa vengono venduti moltissimo, anche se il rifornimento è continuo e non servono corse all’arma bianca, è facile immaginare che anche le vostre cucine siano ormai pronte per la partenza di uno spettacolo che, in Italia, rappresenta qualcosa di assolutamente imperdibile. Come in occasione di qualsiasi festività, anche a Pasqua vale l’adattamento alla circostanza di un vecchio adagio: “Paese che vai, usanza che trovi”. Alzi la mano chi non sa che, ad ogni regione del Belpaese corrisponde una pluralità di tradizioni. Sarebbe impossibile citarle tutte, a meno che non si voglia scrivere una vera e propria enciclopedia della cucina di Pasqua o, più in generale, delle feste più sentite.

Una cosa, però, noi di Vortici.it la possiamo fare: parlarvi di due dolci tipici della terra dalla quale scriviamo, ossia l’Abruzzo: parliamo della pupa e del cavallo. Non siete arrivati nella classica rubrica di cucina, che da anni potete vedere ovunque in tv e non solo con tanto di chef più o meno stellati e cuochi o cuoche che si cimentano ai fornelli. Quello che vogliamo fare con voi è un vero e proprio viaggio all’interno di una tradizione gustosissima e molto profonda che mette in dialogo generazioni diverse, secondo una logica davvero importantissima, come stiamo ancora una volta scoprendo in questi giorni: la Tradizione vuole infatti che questi dolci vengano regalati ai nipoti dalle nonne, che donano i cavalli ai maschi e le pupe alle bambine. Entrambi portano un uovo, che è simbolo di rinascita e di unione. Le origini dell’usanza legata a questi dolci risalgono all’inizio dell’Ottocento, quando, come racconta il blog cookaround.com, le cose erano leggermente diverse perhè le famiglie dei futuri sposi si scambiavano questi dolci durante un sontuoso banchetto a simbolo della futura unione: il cavallo alla famiglia della fidanzata e la pupa per quella del fidanzato. Questo accadeva perchè in quei dolci le famiglie vedevano rappresentati i propri figli, che, con il matrimonio, ne avrebbero formata una nuova con la conseguenza che la “pupa”, cioè la ragazza, sarebbe stata donata allo sposo, mentre quest’ultimo, il “cavallo”, sarebbe stato donato alla sposa. Era insomma una sorta di unione, nel regalarsi a vicenda i figli, tra le due famiglie. Nella tradizione cristiana della Pasqua e della Resurrezione l’atto degli sposi di spezzare con le mani i dolci rievoca il gesto di amore e di solidarietà dell’Ultima Cena in cui Cristo spezzò i pani per distribuirli agli Apostoli.

Anche la preparazione di questi dolci indica l’attenzione ritenuta necessaria nel farli, con tanto di attesa dei tempi ad aumentare il gusto del momento in cui li si potrà assaporare. Pupa e cavallo non si mangiano appena sfornati e richiedono un modo di prepararli che, a ben guardare, può essere anche fonte di divertimento. Ecco allora l’occorrente: 4 uova (di cui 2 sode), 300 grammi di zucchero, 150 ml di olio, 150 ml di latte, scorza di limone, 1 bustina di lievito per dolci, 600 grammi di farina “00” (ma vanno bene anche 0  e 1) e guarnizioni a piacere (che possono essere anche cioccolata, perlomeno lungo il perimetro delle due figure). Per il resto della preparazione, guardate questo simpatico video, realizzato dal canale YouTube “Colori del Gusto”. Prima di guardarlo, però tenete sempre a mente che, come già detto, l’uovo sodo che si mette al centro è simbolo di fecondità, un segno pasquale che sta a significare la Vita che vince sempre:

Da queste semplici immagini potrete sicuramente notare la cura e l’attenzione, ma anche il divertimento che si può sperimentare già in fase di preparazione di questi dolci, con tanti aneddoti che possono capitare mentre si fa l’impasto o ci si occupa delle guarnizioni, magari operando con i propri cari e cogliendo l’occasione per scherzare su qualche “incidente di percorso” o fare un semplice “scherzetto”… Sì! Perchè diciamocelo: uno dei segreti della cucina italiana sta proprio in quel “non prendersi troppo sul serio” che trasforma già l’attesa della festa, magari aiutati proprio dal clima più intimo di quest’anno, in una sorta di “antipasto” (tanto per restare in ambito culinario) della festa stessa…

Massimiliano Spiriticchio

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