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Pentothal, Zanardi, Pompeo e tanti altri: sguardi di un grande artista sulla sua e la nostra società…

venerdì, Dicembre 14, 2018
Pentothal, Zanardi, Pompeo e tanti altri: sguardi di un grande artista sulla sua e la nostra società…

Ci sono artisti la cui grandezza si mescola alla freschezza dei contenuti da loro proposti, all’originalità dei loro sguardi su una società che, oltre ad essere quella del loro tempo, è anche indubbiamente quella del nostro. Geni assoluti, in grado di presentare volti sempre nuovi, anticipare tempi e tecniche, attraversare diversi generi artistici mantenendo ferma quell’originalità, quella capacità di indurci ad andare oltre le cose che vediamo apparire nelle loro opere per fare, nell’ammirarle, un nostro percorso personale, grazie al quale le opere da loro realizzate sono al tempo stesso loro e nostre e la società e i personaggi che essi raccontano sono al tempo esterni ed interni sia al mondo dell’artista che li ritrae e li racconta, sia a quello nostro personale e sociale. Uno di questi grandi artisti è Andrea Pazienza, al quale a Pescara, nella sede della Fondazione Pescarabruzzo, è in questi giorni dedicata una mostra che dà risalto in modo particolare ad alcuni tratti della sua arte poliedrica: “Disegnatore incredibile, inventore di storie fantastiche e crude, unico autore in grado di trasformare in fumetto le avventure di un Presidente della Repubblica, Pazienza – scrivono nella presentazione della mostra i suoi curatori – è stato voce e matita del Movimento del ’77 e della disperazione dei favolosi anni ’80. Se ne andò lasciando orfana un’intera generazione di lettori che attraverso i volti di Pentothal, Zanardi, Pompeo e tanti altri vedevano in qualche modo riflesse allo specchio le proprie vite”.

In effetti, noi di Vortici.it, girando all’interno della Masion des Arts della Fondazione Pescarabruzzo, ci siamo subito accorti di essere entrati in una sorta di affresco a fumetti di un’Italia che sicuramente era quella della fine degli anni ’70 e dell’inizio degli anni ’80, ma con altrettanta sicurezza può essere identificata, in fondo, anche in quella di oggi. Anzi: non solo di Italia si tratta, ma, a pensarci bene, più in generale della società contemporanea, con le sue contraddizioni e i suoi lati oscuri o, per meglio dire, in chiaroscuro, messi in mostra in personaggi apparentemente lontani, ma in realtà al tempo stesso vicini alla nostra interiorità. Ci siamo resi conto, in altre parole, che questo disegnatore e fumettista, il quale proprio a Pescara visse quello che gli organizzatori definiscono “il momento più intenso di studio dedicato all’arte, grazie alla frequentazione del Liceo Mesticoni-Bellisario fin dai 13 anni di età”, viaggia tra generi e stili diversi e presentandoci personaggi che sono “alter ego” (come nel caso di Zanardi) o parodie (come in quello del Presidente Pertini), ci regala in realtà un viaggio dentro noi stssi, occasione per riflettere sorridendo su quelli che siamo e sul contesto in cui viviamo la nostra vita.

Ecco dunque che, complice la frequentazione da parte di “Paz”, avvenuta nel capoluogo adriatico abruzzese, con artisti del calibro di Tanino Liberatore, professori che hanno influenzato la sua formazione come Sandro Visca e Albano Paolinelli o Giuseppe D’Emilio, il direttore di “Convergenze”, non poco determinanti per il suo definitivo orientamento al fumetto, si vede affiorare in quest’eclettico genio italiano la capacità di affrontare i temi più diversi con una libertà impressionante, come quella sprigionata in questa vignetta, nella quale a fatica forse riconosceremmo un Papa oggi addirittura Santo: Giovanni Paolo II.

La critica è apparentemente sferzante, ma in realtà in quest’opera si avverte quasi un “Paz” mistico, che, pur volendo sottolineare il contrasto tra la vita mondana e la fede, mette anche in evidenza una profonda inquietudine esistenziale. La stessa appare anche in altre opere, come quelle che ritraggono il suo famoso Zanardi, personaggio capace di uccidere a sangue freddo, ingannare, fare azioni molto malvagie e spregiudicate, ma anche di commuoversi per gesti altrui, icona perfino nella grafica delle diverse sfaccettature che può assumere l’animo umano.

Le tante facce sono anche protagoniste in Francesco Stella, quando Pazienza racconta le tante e contraddittorie biografie del suo protagonista quasi riassunte in un’immagine sola.

In quella stessa opera si incontrano però immagini nitide e poetiche, che lasciano incantati nell’ammirare paesaggi bellissimi

Contraddizioni che si ripresentano puntuali anche in Il perchè delle anatre, una storia che parla di una quasi rissa tra amici legata all’uccisione di una lontra fatta da uno dei tre con il fucile di un altro, con l’autore del gesto che ne ricava una pelliccia che vorrebbe regalare alla moglie, incontrando però l’opposizione degli altri due.

Non c’è un giudizio morale esplicito in Andrea Pazienza. C’è invece il volerci far riflettere su quei personaggi e quei gesti per farci capire, forse, che dovremmo, per poterne esprimere uno noi, prendere le distanze proprio da noi stessi, dai nostri sentimenti più reconditi e inconfessati.

Si giunge così anche a toccare autentici “mostri sacri” dei fumetti, come i personaggi di Walt Disney, che mostrano anch’essi un “retrogusto” diverso da quello che ci si aspetterebbe da loro, un aspetto disincantato e indifferente, con cui fanno da alter ego ironico ai nostri difetti, in quello che sembra quasi un completamento di personaggi che, nella versione originale, dovevano apparire a “Paz” troppo perfetti per essere veri.

Potevano mancare, in tutto questo, alcuni sguardi originali sulla nostra Italia, la sua storia e la sua identità. Assolutamente no! Eccoli con la forza di immagini che davvero parlano da sole: quella della nostra storia “secondo Paz” e di Pompeo, sorta di antieroe, opera da molti considerata poetica, qualcosa che va ben oltre una semplice autobiografia, che è un intimo dialogo di Pazienza con il suo “pubblico”

In questo percorso c’è spazio anche per un Grande della nostra storia: il Presidente Sandro Pertini, ritratto da Andrea Pazienza con tratti umoristici e amorevoli, in grado di cogliere l’essenza del personaggio reale. Vi invitiamo a gustarvi un assaggio di questa serie con questa galleria fotografica:

L’Andrea Pazienza che emerge da questa mostra è, insomma, un artista dalle mille anime, sempre percorso da una tensione capace di mettere insieme buono e cattivo, bello e meno brutto, inquietudini e tensioni, facendo diventare fumetti e vignette forme d’arte in grado di esprimersi in modo assolutamente e pienamente “metafisico”, cioè in grado di andare oltre la dimensione fisica, come accade in quest’opera dal titolo significativo ed evocativo: Frizzer

Massimiliano Spiriticchio

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