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L’uso della stampa 3D in campo biomedico….

lunedì, Giugno 29, 2020
L’uso della stampa 3D in campo biomedico….

Nonostante l’emergenza sanitaria e il periodo di chiusura vissuto, il progresso tecnico-scientifico non si è certo fermato raggiungendo un nuovo obiettivo, dimostrando nuovamente come poli d’eccellenza sanitaria esistano ovunque nel nostro Paese, senza distinzioni regionali (solitamente pensiamo il contrario).
Giorni fa a Napoli, presso l’ospedale pediatrico Santobono-Pausillipon, è stato eseguito un intervento unico nel suo genere in Italia: la ricostruzione dell’osso temporale per recuperare l’udito. Occorre ricordare come l’osso temporale è una parte fondamentale della scatola cranica: esso contiene e protegge la coclea e i canali semicircolari, organi preposti(destinati) rispettivamente all’udito e all’equilibrio. Al suo interno, inoltre, sono contenuti gli ossicini dell’udito.

La paziente coinvolta è stata una bimba affetta da ipoacusia (cioè assenza parziale o totale di udito), a causa di una malattia dal nome strano: Atresia Auris. Questa patologia determina l’arresto, completo o parziale, della crescita del padiglione auricolare, a tutto questo, si aggiunge la presenza di un muro osseo imperforato, laddove avrebbe dovuto formarsi il condotto uditivo esterno. L’intervento chirurgico è stato eseguito dall’equipe composta dai dottori Antonio della Volpe, direttore del dipartimento, De Lucia, Varicchio e Granata della Chirurgia Protesica della Sordità Infantile, il centro di riferimento regionale per gli impianti cocleari pediatrici del Santobono. Nel caso specifico è stata utilizzata, per la prima volta, una tecnica innovativa in campo otochirurgico per la pianificazione preoperatoria.

Per consentire alla bambina il pieno recupero, è stata fatta un’attenta analisi dell’area interessata. I moderni macchinari e i relativi software, hanno permesso di realizzare un modello 3D il più vicino possibile al sistema uditivo umano. L’ingegnere biomedico Luigi Iuppariello, ha aiutato l’equipe nella realizzazione del modello, eseguito grazie alla stampa 3D. In proposito è stato necessario non solo un piano chirurgico ma, anche preoperatorio, allo scopo di definire tutti i dettagli anatomici della piccola paziente. La minuziosità e la precisione adottata hanno permesso il raggiungimento del risultato sperato.

L’intervento, è riuscito brillantemente, per la gioia della bambina(che a causa del deficit aveva dei problemi anche a scuola) e di tutta la sua famiglia.

Il futuro dunque, si avvale dell’utilizzo sempre più frequente della stampa 3D in campo biomedico.

In generale, lo sappiamo, gli organi deformati o assenti, a causa d’incidenti o malattie, prevedono spesso la possibilità di essere donati da un’altra persona. In tal senso, ci sono comunque degli inconvenienti, primo tra tutti: trovare un donatore(molto spesso richiede molto tempo), passo successivo verifica della compatibilità, per poi procedere. In queste circostanze, ovviamente la tempestività è vitale! Le nuove tecnologie a disposizione sono comunque fondamentali, non solo nel caso che vi abbiamo illustrato riguardante l’udito, ma anche per recuperare la vista, ricostruendo una retina artificiale o attraverso l’occhio bionico. Il medesimo discorso vale anche per altri organi.

Vortici.it, vi  ha fatto già conoscere questa nuova frontiera della medicina, parlandovi di una sfida affrontata alcuni mesi fa e dall’esito tutt’altro che scontato.

Tornando al traguardo che vi ho sopra descritto, abbiamo imparato come la realizzazione degli organi tridimensionali in quanto tale non è molto complessa: basta dotarsi una stampante 3D! Prima del caso napoletano, abbiamo avuto all’estero un precedente: protagonista è stato un bambino con un problema simile. Ricercatori americani, in poche settimane hanno ideato un sistema uditivo molto efficiente: l’organo è stato disegnato al computer con un sistema CAD (comunemente utilizzato nella progettazione industriale) e il modello, diviso in 7 parti, è stato stampato in 3D. Il calco è stato poi riempito con un gel la cui base è una cartilagine ottenuta da bovini e topi. Il risultato finale? in tre mesi il tessuto ha colonizzato interamente lo stampo e il nuovo orecchio era pronto per il trapianto ed anche in questo caso il piccolo paziente ha ottenuto la guarigione completa!

Da noi, non mancano progetti validi e innovativi ma… occorrono forti investimenti nel settore. Ricerca e sviluppo non portano crisi ma solo ricchezza…

 

* Andrà tutto bene se continueremo ad attenerci scrupolosamente e responsabilmente alle regole che conosciamo, abbiate cura di voi, dei vostri cari e dei vostri amici.

 

Immagine di copertina dimostrativa: Orecchio umano per la stampa 3D(Free3D.com)

Annapaola Di Ienno

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