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L’OMS cambia: “Distanziamento fisico, ma rimaniamo socialmente connessi!”

mercoledì, Aprile 22, 2020
L’OMS cambia: “Distanziamento fisico, ma rimaniamo socialmente connessi!”

Non sono in molti a saperlo, ma un’espressione usata per invitarci ad adottare uno dei comportamenti utili nella lotta al Covid-19 dovrebbe essere – per usare il gergo legato una volta alla ristampa con modifiche di certe pubblicazioni – “riveduta e corretta”. A chiederlo, di fatto, è la stessa Organizzazione Mondiale della Sanità, che ha adottato la modifica in questione dal 20 marzo scorso. Stiamo parlando del cosiddetto “distanziamento sociale”, misura utile ad evitare il contagio perchè indica la necessità di stare a “distanza di sicurezza” gli uni dagli altri (almeno un metro) e garantire così che il Coronavirus si diffonda il meno possibile. Intendiamoci: nessuno dice che questa necessità è venuta meno e sarebbe da irresponsabili affermarlo. L’uso delle parole, però, non è privo di conseguenze perchè i termini che utilizziamo servono ad esprimere concetti la cui comprensione può essere intesa in modo fuorviante. Per questo, come si diceva, la stessa OMS ha deciso di cambiare direzione annunciandolo in una conferenza stampa: “Potreste averci sentito usare la frase distanziamento fisico anziché distanziamento sociale. Tenere la distanza fisica dalle persone in modo che possiamo impedire il trasferimento del virus da uno ad un altro è assolutamente essenziale. Ma ciò non significa che socialmente dobbiamo disconnetterci dai nostri cari, dalla nostra famiglia” ha detto in quell’occasione la dott.ssa Maria Van Kerkhove, responsabile tecnico dell’Organizzazione mondiale della sanità ed epidemiologa. “La tecnologia in questo momento è così avanzata – ha aggiunto – che possiamo rimanere connessi in molti modi senza essere fisicamente nella stessa stanza o essere fisicamente nello stesso spazio. Stiamo cambiando espressione di proposito per dire distanza fisica perché vogliamo che le persone rimangono ancora connesse” ha detto ancora l’epidemiologa per poi rivolgere un invito diretto a tutti noi: “Quindi trovate modi per farlo, trovate modi attraverso Internet e attraverso diversi social media per rimanere connessi perché la vostra salute mentale che passa attraverso questo è importante tanto quanto la vostra salute fisica”.

Le parole della dott.ssa Van Kerkhove sono state precedute, nella stessa circostanza, da quelle dello stesso Direttore Generale dell’OMS, il dott. Tedros Adhanom Ghebreyesus, che ha detto: “Prenditi cura della tua salute mentale. È normale sentirsi stressati, confusi e spaventati durante una crisi. Parlare con le persone che conosci e di cui ti fidi può aiutare. Supportare altre persone nella tua comunità può aiutarti tanto quanto può aiutare loro. Controlla vicini, familiari e amici. La compassione è una medicina. Ascolta la musica, leggi un libro o gioca e cerca di non leggere o guardare troppe notizie se ti rende ansioso”. Tutti gli approfondimenti dall’OMS li potete trovare direttamente sul sito ufficiale in varie lingue, anche se non in italiano.

Ma come si è arrivati al cambiamento dell’espressione ufficiale adottata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità? Noi di Vortici.it non sappiamo fornire indicazioni chiare su questo. Possiamo però dirvi che, fin dall’inizio di quella che ora è una pandemia, da più parti si è levato l’invito a considerare l’importanza che la comunicazione riveste anche sulla nostra salute. Tre giorni prima della citata conferenza stampa, quest’articolo pubblicato dall’Agenzia Giornalistica Italia aveva dato notizia di quanto sostenuto da una serie di ricercatori di livello internazionale sulla nota ed autorevolissima rivista scientifica Science, sottolineando il rischio di veder crescere patologie come la depressione, la demenza e le malattie cardiache con conseguenze tutt’altro che trascurabili. Il consiglio venuto da questi esperti era proprio quello di “rimanere in contatto e ad agire in modo positivo” sottolineando che “la presenza di un amico può ridurre la risposta cardiovascolare a un compito particolarmente stressante. Sapere che esiste qualcuno su cui si può contare a volte può essere sufficiente per attenuare la risposta allo stress, anche se quella persona non è fisicamente presente”.

Forti di queste ed altre considerazioni, come quelle venute dalla Società Italiana di Psichiatria e dal suo Presidente, che già il 28 febbraio parlava delle possibili conseguenze sulla nostra vite quotidiane e dava consigli su come fare in modo che la situazione non impatti in maniera troppo decisa su di noi, abbiamo deciso di non restare fermi e di appoggiare, facendo la nostra parte, la richiesta che, di fatto, l’OMS ha rivolto a tutti gli attori istituzionali e a tutti noi: parlare di distanziamento fisico e non sociale, sia ora che siamo in casa sia quando usciremo di nuovo, ma con tutte le precauzioni che prenderemo proprio per tutelare gli altri oltre che noi stessi. La richiesta ha tra l’altro riscosso l’appoggio di alcuni nostri colleghi giornalisti, ma anche quello di alcuni amici di Vortici.it, come la scrittrice e poetessa Michela Napolitano e il politico Mirko De Carli.

Per questo volentieri rilanciamo un servizio del quale vi avevamo già parlato: lo sportello gratuito antipanico messo a punto dall’Associazione Contribuenti Abruzzo in sinergia con il Cipas, Centro Italiano di Proposta e Azione Sociale. Lo facciamo proponendovi l’intervista rilasciata a Radio Speranza InBlu dalla dottoressa che sta coordinando questo sportello:

Ma le iniziative messe a punto da professioniste italiane oltrepassano anche i nostri confini nazionali, arrivando da esperti che però si rivolgono anche a persone che vivono in Italia, oltre che a stranieri o italiani all’estero, come nel caso di quella di cui si sta occupando un’altra dottoressa che l’emittente radiofonica della Chiesa diocesana di Pescara – Penne ha mediaticamente incontrato in quest’altra intervista che vi proponiamo:

Insomma: la necessità di stare vicini ci può aiutare davvero e a suggerirlo non è solo il buon senso comune…

 

 

Massimiliano Spiriticchio

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