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Lo spot con i robot per una vita che sia più di una festa

mercoledì, Dicembre 6, 2017
Lo spot con i robot per una vita che sia più di una festa

Metti che nel mondo, tra cent’anni, gli esseri umani sono fuggiti nella campagne, mentre le città, praticamente spettrali, sono abitate dai robot. E metti anche che uno dei piccoli robot si accorga “per caso” di un manifesto di un gran bel film di Frank Capra dal titolo “La vita è meravigliosa”. Cosa succederebbe se tutto questo accadesse davvero? Non è la trama di una nuova pellicola di fantascienza, magari firmata da un grande regista contemporaneo. È lo spot messo in onda in questi giorni da una grande azienda di supermercati tedesca, che quì potete vedere con i sottotitoli in inglese, ma che è facile da seguire anche per chi non conoscesse questa lingua.

“Senza amore è solo una festa” si legge nella scritta finale, che contiene il messaggio che lo spot vuole lanciare. Non è la prima volta che l’azienda in questione lancia segnali forti. Gli esempi di questo tipo di comunicazione si sono moltiplicati negli ultimi anni, sempre ad opera della stessa azienda, il cui nome appare solo alla fine del video: dallo spot natalizio in cui un nonno si fingeva morto pur di passare questa festa con la sua famiglia a quello anti – obesità in cui, in un mondo di extra – large, un bimbo si rende conto che per volare, come sogna, deve mangiare in modo più corretto, fino alla campagna che aveva portato a togliere dagli scaffali di un punto vendita di Amburgo i prodotti provenienti dall’estero per poi mostrare in un video con le reazioni dei clienti nel tentativo di far capire gli aspetti positivi legati alla presenza degli stranieri.

La pubblicità, insomma, può essere non soltanto veicolo promozionale per i propri prodotti, ma anche strumento per far passare messaggi che vanno ben al di là del semplice aspetto commerciale. Certo, la questione apre annosi dibattiti sul punto fino al quale può spingersi una comunicazione di questo tipo e su quanto sia lecito “osare” nelle provocazioni. Eppure, quando un’azienda avverte la necessità di ricordare quale sia l’ingrediente fondamentale per rendere il Natale qualcosa di più di una semplice festa, la notizia è sicuramente buona. Quante volte ci siamo lamentati per l’eccessiva commercializzazione delle festività di fine anno che ci apprestiamo a vivere? Quante volte abbiamo tutti denunciato i limiti evidenti di un’economia che punta solo a business e profitto senza curarsi delle relazioni sociali? Anche in questi giorni questi temi sono alla ribalta per recenti casi che si sono verificati nel nostro Paese e che sono soltanto la classica “punta dell’iceberg”.

Eppure un’altra economia c’è: quella solidale, riguardo alla quale si moltiplicano gli esempi, tra gruppi di acquisto sempre più sociali e iniziative di solidarietà sempre più rispettose della dignità di chi è bisognoso. In quest’ambito si colloca anche quella che è stata chiamata anche “economia di comunione”, capace di mettere insieme aziende diverse per fornire ai cittadini un servizio migliore e più soddisfacente proprio sul piano delle relazioni umane. Dai supermercati ai servizi bancari, passando per locali e perfino tabaccherie c’è davvero di tutto in questo settore economico che non manca di lanciare messaggi forti, come quelli della campagna “stop slot”, messa in moto da cittadini che non comprano in esercizi commerciali dove ci sono slot machines.

C’è insomma un’economia davvero umana e non solo a Natale, un’economia che non teme nemmeno l’avvento dei robot e che anzi già cerca di utilizzare proprio la tecnologia, e in particolare il web, per includere e diffondere quei sentimenti positivi e quelle relazioni che sono insiti proprio in quell’amore senza cui, parafrasando lo spot natalizio tedesco, non ci potrebbe essere nessuna vera festa.

Massimiliano Spiriticchio

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