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L’Italia e i tumori che sempre più si riesce a curare e a prevenire…

giovedì, settembre 12, 2019
L’Italia e i tumori che sempre più si riesce a curare e a prevenire…

Ci sono due parole nel vocabolario italiano che, al solo pronunciarle, incutono un senso di paura e spesso ancora, in diversi, impotenza, perchè evocano malattie in passato incurabili. Quelle parole oggi le scriviamo noi di Vortici.it. Sono “tumore” e “cancro”. Le scriviamo perchè richiamano malattie che oggi incurabili non sono più. A dirlo sono i numeri, gli stessi che certificano che i tumori (perchè ce ne sono di diversi tipi) non sono sconfitti definitivamente e che la lotta per centrare quest’obiettivo sarà ancora molto lunga e difficile. A sollecitare la nostra attenzione è stata la pubblicazione di un documento che sta diventando una prassi abituale: il Registro dei tumori che viene redatto sia a livello nazionale che nelle varie regioni d’Italia. Proprio in questi giorni è stato pubblicato il settimo report del Registro dei tumori in Abruzzo, secondo cui, in questa regione del Centro Italia sopravvive ad un tumore cinque anni dopo la diagnosi il 55,5% dei pazienti. L’occasione ha spinto noi di Vortici.it ad andare a vedere cosa dicono i dati riguardanti l’intero territorio italiano.

Proprio leggendo questi dati si scopre che, nel 2018, nel nostro Paese la percentuale delle persone che sopravvivono ad un tumore a cinque anni di distanza dalla diagnosi è pari al 56,7%. I dati raccolti nel volume I numeri del cancro in Italia da AIRTUM (Associazione Italiana Registro Tumori) ed AIOM (Associazione Italiana di Oncologia Medica) rivelano anche che a sopravvivere maggiormente sono le donne, tra le quali la percentuale sale fino al 63%, rispetto agli uomini, che fanno registrare il 54%. Gli autori del volume, nell’introdurre le statistiche, spiegano la differenza tra uomini e donne sottolineando la buona prognosi che caratterizza il tumore alla mammella e che garantisce più alte percentuali di guarigione rispetto a quelle relative a tipi di cancro tipicamente maschili. Un altro dato incoraggiante è che le differenze tra Nord e Sud Italia si stanno riducendo perchè il Meridione si sta avvicinando alla parte settentrionale del nostro Paese. Anche quì non tutto è risolto e non siamo in un’Italia senza differenze: Emilia – Romagna, Toscana e Veneto sono le regioni in cui si guarisce di più, mentre Sicilia, Sardegna e Campania sono agli ultimi posti. Però se, per le guarigioni maschili si va dal 56% di Toscana ed Emilia al 49 della Sicilia, per quelle femminili si passa dal 65% veneto ed emiliano al 59% campano, con una differenza significativa ma non larghissima.

Più di tutti gli altri, però, balza agli occhi un dato che il Ministero della Salute, nel riportare sul proprio sito la notizia della pubblicazione del volume I numeri del cancro in Italia non manca di sottolineare con queste parole: “Il 27% dei pazienti vivi dopo la diagnosi torna ad avere (dopo un periodo di tempo diverso in base al tipo di tumore, al sesso, all’età di insorgenza), la stessa aspettativa di vita della popolazione generale: nel 2010 erano 704.648, nel 2018 sono 909.514, con un incremento del 29%”.

Il cancro insomma non è più invincibile e, grazie a terapie appropriate, si può curare. Non solo: si può sempre più prevenire e anche lì stiamo facendo passi avanti. A dirlo sono sempre i dati raccolti nel 2018 nel volume I numeri del cancro in Italia evidenziando che tutti i fattori di rischio hanno fatto registrare un calo. In particolare l’attenzione dei ricercatori si è focalizzata su due di essi: fumo ed alcol. Riguardo al primo, nel periodo compreso tra il 2013 ed il 2016 una persona su quattro era un fumatore, ma una su sei era un ex fumatore. Non mancano però i dati preoccupanti, secondo cui, sia tra gli uomini che tra le donne, le giovani generazioni sono quelle più esposte al fumo, mentre l’abitudine alle sigarette non scende al Sud, dove anzi aumentano le donne fumatrici. Inoltre sono sempre le classi sociali più povere quelle in cui si registra il più diffuso ricorso al fumo. Gli autori del volume parlano di “veri e propri campanelli d’allarme” cui porre attenzione “per un’efficace programmazione di iniziative di contrasto al tabagismo”. Quanto all’uso di alcol, tra il 2013 ed il 2016, la metà degli italiani tra i 18 e i 69 anni ha dichiarato di non usare bevande alcoliche, ma 1 persona su 6  ne fa un consumo a “maggior rischio” per la salute, per quantità o modalità di assunzione. Questi ultimi sono più frequentemente giovani (fra i 18-24enni la quota sfiora il 35%), uomini (22%) e persone socialmente più avvantaggiate, ovvero senza difficoltà economiche (20%) o con alto livello di istruzione (18%). Non mancano poi fenomeni preoccupanti, come il consumo di alcol da parte di persone che non potrebbero farne a causa di problemi di salute: “Gli andamenti temporali mostrano una riduzione del consumo di alcol abituale elevato, dal Nord al Sud del Paese” rilevano però gli autori del volume, che comunque evidenziano, con la forza dei numeri, la necessità di investire sempre più e meglio sull’abbattimento dei fattori di rischio.

Insomma: non siamo destinati alla sconfitta nella lotta contro i tumori. La battaglia è ancora lunga e difficile e le tante storie di malati alle prese con grandi sofferenze ce lo ricordano di continuo. Ma i motivi per sperare ci sono tutti e lo testimoniano le sempre più numerose persone che da un tumore sono guarite. Su cosa serva per fare in modo che i futuri sviluppi di questa lotta siano ancora più positivi gli esperti sottolineano di avere diverse idee. Proprio in questi giorni, dal Presidente della Federazione del Gruppo Italiano di Cooperazione Oncologica, il dott. Carmine Pinto, è arrivata per lettera una richiesta indirizzata al nuovo Governo italiano: “Serve un progetto nazionale per la ricerca che includa e metta in rete i diversi ambiti dell’oncologia clinica e traslazionale in un’unica strategia e con adeguate risorse. Chiediamo di condividere idee e programmi per la ricerca oncologica italiana e che vengano definite linee di indirizzo e realizzate le infrastrutture necessarie. La ricerca dovrebbe essere sempre più rappresentata e considerata nelle strategie di sviluppo del nostro Paese, di cui costituisce un’importante risorsa. Chiediamo alle Istituzioni attenzione e sostegno”. Noi di Vortici.it ci saremo per documentare se, quando e come la risposta arriverà.

 

— Massimiliano Spiriticchio

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