Sports

Le Paralimpiadi la loro storia e la loro attualità: quando i “Superumani” sono normali campionissimi…

giovedì, Marzo 22, 2018
Le Paralimpiadi la loro storia e la loro attualità: quando i “Superumani” sono normali campionissimi…

Delle Olimpiadi Invernali si è molto parlato; come noi stessi abbiamo fatto, per i suoi risvolti non solo sportivi. Non si è parlato moltissimo invece, almeno in Italia, delle Paralimpiadi, che hanno avuto lo stesso teatro, Pyeongchang, e la stessa partecipazione delle due Coree sotto un’unica bandiera. Eppure lo sport assume davvero un significato autentico quando a contendersi le medaglie sono atleti con disabilità, campioni paralimpici in grado di affrontare tutto, nella vita proprio come nello sport, con l’entusiasmo e la voglia di affrontare sfide, ma anche con la semplicità di chi sa che, di fronte agli ostacoli, a volte è inutile ribellarsi come don Chisciotte contro i mulini a vento.

Quella dello sport paralimpico è però una storia lunga, raccontata, qualche anno fa, da due croniste ammirate dalle straordinarie capacità di questi atleti. “George Eyser – ci raccontano  Elena Sandre e Silvia Galimberti sulla Gazzetta dello Sport del 31 agosto 2016, alla vigilia della Paralimpiadi Estive di Rio de Janeiro – vinse sei medaglie alle Olimpiadi del 1904. Fu il primo atleta con disabilità a competere in un evento sportivo internazionale di questo calibro. Eyser era un ginnasta americano di origini tedesche, amputato a una gamba a causa di un incidente ferroviario che lo aveva coinvolto in giovane età. Anche dopo il suo infortunio, continuò a far parte di una società di atletica – la Concordia Turnverein – a St Louis, proprio dove si svolsero le Olimpiadi estive del 1904. Eyser, in quell’anno, vinse l’oro nel volteggio. Un successo che risuonò come antesignano dello sport paralimpico di oggi”.

Le due giornaliste, da sempre attente al movimento sportivo delle persone con disabilità, raccontano la nascita e lo sviluppo di questa grande manifestazione attraverso le sue varie tappe, una delle quali segna davvero un passaggio molto importante: “Dopo la Seconda Guerra Mondiale, un gran numero di veterani tornò dal fronte con lesioni spinali dovute agli scontri bellici. Incidenti che obbligarono i militari a muoversi su sedie a rotelle, con la paura di rimanere in disparte e senza un futuro. Queste persone furono trascurate da un sistema medico che non era abbastanza all’avanguardia per curare le loro ferite. Ma quando il dottor Ludwig Guttmann arrivò a Stoke Mandeville, nell’ospedale di Buckinghamshire in Inghilterra, rivoluzionò tutto. Con la sua competenza medica, i suoi metodi progressivi e la sua passione, Guttmann aiutò i veterani a riabilitarsi attraverso lo sport competitivo. Nel 1948, lo stesso giorno dell’apertura delle Olimpiadi di Londra, si diede il via anche ai primi Giochi di Stoke Mandeville ai quali parteciparono 16 militari e un numero non precisato di donne ferite in guerra”. Il dott. Guttmann, inventore della fisioterapia, aveva inventato anche, di fatto, i Giochi Paralimpici: “Sogno – diceva – il giorno in cui i Giochi di Stoke Mandeville diventeranno un evento davvero internazionale e la fama mondiale delle donne e degli uomini con disabilità sarà pari a quella degli atleti olimpici”.

Il racconto della Sandre e della Galimberti si fa sempre più intriso di quell’emozione che lascia trasparire dalle loro parole tutta la loro partecipazione allo sport paralimpico: “Se a livello internazionale il padre fondatore dello sport paralimpico fu Ludwig Guttman, in Italia questo ruolo fu ricoperto da Antonio Maglio, dottore in medicina e chirurgia che, al pari del collega tedesco, affermò e promosse il concetto di sport terapia come forma riabilitativa dei pazienti neurolesi. Nel maggio del 1957, Maglio fu nominato primario del Centro paraplegici di Ostia “Villa Marina”, luogo che in Italia divenne un punto di riferimento analogo all’ospedale di Stoke Mandeville. Grazie all’attività di Maglio in campo sportivo, nel 1974 si arrivò alla costituzione dell’Associazione nazionale per lo sport dei paraplegici italiani (ANSPI), primo ente ufficiale che disciplinava e sviluppava lo sport per persone con una disabilità”. Il passo da quì al grande evento fu davvero molto breve: “Quelli di Roma – scrivono la Sandre e la Galimberti arrivando al 1960 – sono considerati, a tutti gli effetti, i primi Giochi Paralimpici. Quest’edizione fu molto significativa perché, per la prima volta, i Giochi si svolsero lontano da Stoke Mandeville e, per di più, nella città olimpica. Si realizzò quella condivisione di ideali e di valori tanto auspicata da Guttmann. I circa 400 atleti provenienti da 23 paesi condividevano le stesse strutture e gli stessi impianti degli olimpionici. Da questo momento in poi, fu deciso che i Giochi Paralimpici avrebbero seguito la stessa cadenza delle Olimpiadi. Bisognerà aspettare Seoul 1988 per avere la coincidenza anche del luogo ospitante. Quell’anno l’Italia si piazzò al primo posto del medagliere con 82 medaglie, 28 d’oro”.

“Trattali come se fossero persone normali. Aiutali solo se ti chiedono aiuto” diceva Antonio Maglio. Una frase, la sua che la dice lunga sullo spirito di chi vive la sua disabilità in pista, in vasca, su un campo di un gioco di squadra o sulla neve e sul ghiaccio. Da Roma di strada, fisicamente e metaforicamente, se ne è fatta davvero tanta, passando per tutte le Olimpiadi estive ed invernali, passando anche per edizioni in cui furono gli stessi appassionati a far sentire la loro voglia di seguire gli atleti paralimpici, come fecero molti americani quando, nel 2004, le TV degli Stati Uniti non trasmisero le Paralimpiadi di Atene.

Come non ricordare poi un momento magico, stupendo, per la storia dello sport in generale: i Giochi Paralimpici di Londra 2012. Elena Sandre e Silvia Galimberti lo fanno con questo racconto: “Le Paralimpiadi di Londra 2012 hanno invitato una nazione intera a incontrate i superhumans (#MeetTheSuperhumans), ovvero i Superumani. Un evento che ha evocato un cambiamento senza precedenti del pubblico nei confronti dello sport per persone con disabilità. Un record fatto di 2,7 milioni di biglietti venduti, di 500 ore di trasmissioni televisive, un aumento del 400% rispetto ai Giochi di Pechino. In totale, le Paralimpiadi di Londra 2012 sono state guardate da 40 milioni di persone nel mondo e 6,3 milioni di sono sintonizzate per vedere la medaglia d’oro di Jonnie Peacock contro Oscar Pistorius nei 100 metri, categoria T44. L’Italia fece incetta di medaglie nell’edizione inglese: alla fine dei Giochi, saranno 28, tra le quali 9 ori”. Il ritorno di popolarità fu immediato, se è vero che da allora celebriamo atleti del calibro di Bebe Vio e se è vero che in occasione di eventi sportivi le telecamere e i taccuini dei cronisti, come mi è capitato di poter testimoniare, erano tutti, in quel periodo, per il grande Presidente del Comitato Paralimpico Italiano Luca Pancalli.

A dare l’idea di quanto il pubblico inglese così come quello italiano si appassionò furono in particolare le gare di nuoto, con la nostra Cecilia Camellini, non vedente, a vincere in diverse discipline riuscendo a farlo addirittura con il record del mondo nei 50 stile libero categoria S11. Questo fu il racconto della Rai:

Ma torniamo alle Paralimpiadi Invernali, cominciate in Svezia nel 1976. Quelle coreane hanno visto vincere gli Stati Uniti con 13 ori, 15 argenti e 8 bronzi, davanti a una “Nazionale” molto particolare, quella degli Atleti Paralimpici Neutri, che vengono da Paesi in guerra o situazioni difficilissime, con 8 medaglie d’oro, 10 d’argento e 6 di bronzo. Terzo posto per il Canada, davanti a Francia, Germania ed Ucraina. Per l’Italia c’è soddisfazione, grazie ai 2 ori, 2 argenti e 1 bronzo valsi la dodicesima posizione. a fare incetta di medaglie è stato soprattutto Giacomo Bertagnolli, ipovedente e vincitore con la sua guida Fabrizio Casal, dell’oro nello slalom e nello slalom gigante, dell’argento in Super – Gigante e del bronzo in discesa libera. D’argento è anche la medaglia portata a casa da Manuel Pozzerle nello snowborad. E allora conosciamo meglio questi Campioni in questi video in serie che propongono le loro imprese sportive, la loro capacità di reagire agli imprevisti in gara e uno spaccato della loro vita che loro stessi raccontano.

 

 

 

Massimiliano Spiriticchio

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked

Acconsento alla conservazione ed al trattamento dei miei dati personali, secondo le regole descritte nella Privacy area di Vortici.it, per inviare questo commento

Instagram @ Vortici
  • Ma le periferie esistono davvero? Forse qualcuno di voi, leggendo il titolo di quest’articolo, ha pensato che la risposta alla domanda in esso contenuta sia scontata. Molto spesso, in effetti, capita di vedere che, nelle nostre città, le zone sono ben distinte, tra quelle più ricche, sicure, colorate e quelle invece più degradate, che appaiono scolorite e povere. Leggi su vortici.it
  • Le giornate d'Autunno alla scoperta di un'Italia bellissima. Leggi su vortici.it
  • Il ruolo della luce nella medicina rigenerativa. Leggi su vortici.it
  • Immagine di Instagram
  • La scadenza del copyright e le sue bellissime conseguenze per gli autori del 900’
Per saperne di più:
http://vortici.it/la-scadenza-del-copyright-e-le-sue-bellissime-conseguenze-per-gli-autori-del-900/
  • Per saperne di più:
http://vortici.it/frodi-tranelli-e-raggiri-sul-web-stopparli-si-puo/
  • Riscaldamento in casa con stufe a pellet? Sì, ma…
Per saperne di più:
http://vortici.it/riscaldamento-in-casa-con-stufe-a-pellet-si-ma/
  • Articolo su antitruffa
Per saperne di più:
http://vortici.it/frodi-tranelli-e-raggiri-sul-web-stopparli-si-puo/

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. Utilizziamo i cookie per personalizzare contenuti ed annunci, per fornire funzionalità dei social media e per analizzare il nostro traffico. Condividiamo inoltre informazioni sul modo in cui utilizza il nostro sito con i nostri partner che si occupano di analisi dei dati web, pubblicità e social media, i quali potrebbero combinarle con altre informazioni che ha fornito loro o che hanno raccolto dal suo utilizzo dei loro servizi. Nella nostra privacy Cookie area hai la possibilità di revocare il tuo consenso ai cookies di navigazione in ogni momento. Inoltre, sempre nella privacy cookie area sono illustrati i vari tipi di cookies in dettaglio, oltre alla nostra privacy policy per la sicurezza dei tuoi dati personali ed i tuoi diritti. Acconsenti all'uso dei cookies di navigazione? maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi