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La voce di un innocente: viaggio nella memoria e nel sentimento

lunedì, Aprile 19, 2021
La voce di un innocente: viaggio nella memoria e nel sentimento

La voce di un innocente: viaggio nella memoria e nel sentimento

Ci sono libri che a lettura ultimata, sai già che rimarranno dentro di te per sempre. Questo è ciò che è accaduto alla sottoscritta leggendo: La voce di un innocente (Carabba Editrice) di Giuseppe Aronne Cicchini.
Sono rimasta talmente colpita da questa testimonianza scritta da proporgli un’intervista. Consiglio di prendervi il tempo necessario, non siate troppo frettolosi nella lettura della medesima. Vi arricchirete sicuramente con degli spunti di riflessione ricchi di umanità, oggi una dote rarissima, per poi soddisfare ogni altra curiosità procurandovi il testo (disponibile cliccando su questo link ma anche in altre piattaforme online). Posso tranquillamente affermare che sono ben descritti alcuni dei sentimenti più importanti della nostra vita quali: Sofferenza, Speranza, Amore, insieme a molto altro ovviamente.

Colpisce la seguente dedica: “A quegli umili di cui la storia non parla mai” e l’Avvertenza al lettore. Sono scelte importanti. Da cosa sono state dettate?

In tanti libri letti nella mia vita, non mi è mai capitato tra le mani, sia pure per caso, un libro che ricorda gli umili. La storia è scritta dai vincitori, e tra di loro si scelgono le storie più straordinarie. Io però sentivo una profonda esigenza: ricordare e far capire i sacrifici vissuti da quelle persone che, in silenzio, lontano dai riflettori della storiografia, hanno invece fatto la storia.
Prima della Seconda Guerra Mondiale era una vita che aveva molto poco di umano: dall’alba al tramonto in campagna e dal tramonto all’alba sul giaciglio! Era una vita vissuta con spirito di sacrificio, abnegazione, ma anche con momenti di gioia e di ilarità. È una dedica per dire loro grazie con questo modestissimo lavoro.
Quanto all’ “Avvertenza”, è presto detto: guardandomi intorno possono venire in mente tanti pensieri poco edificanti. Da un punto di vista culturale il mondo cittadino ha travolto e colonizzato quello rurale. C’è stato molto progresso ma sarebbe sbagliato dimenticare quel modo di vivere in cui i rapporti umani, nel bene o nel male erano il cardine della vita. Comunque niente drammi! In fondo, sono un inguaribile ottimista e perciò invito a sognare e ad impegnarsi per realizzare quei sogni per un futuro migliore.

Esordisci con un capitolo inaspettato intitolato: “L’elogio del sentimento”.  La trovo una scelta azzeccata e ricca di umanità. Dov’è quel mondo, ti cito: “di sentimenti puri senza tempo”?

Purtroppo, ho fatto riferimento alla magia per evidenziare ai giovani di oggi i sentimenti dei giovani di allora: l’amore, gli affetti sentiti, le carezze, il rispetto sono merci sempre più rare. Bisognerebbe ripartire da questi, ma la storia non torna indietro perciò pensando ad essi adattiamo la nostra vita di oggi per un futuro in acconcio con i tempi.
Oggi viviamo un mondo fatto di uomini “a pila”, senza valori, che mi ha indotto a ricordare con il libro quei valori che non si percepiscono più e che sono a fondamento di una società civile. Eppure se guardiamo dentro noi stessi, tutti possiamo trovare un mondo di sentimenti puri senza tempo. Non bisogna andare lontano, basta trovarli e soprattutto, coltivarli.

In questo libro, racconti la tua esistenza di bambino, scandendo tutto attraverso i sentimenti più veri che hai vissuto dentro di te. Che cosa si prova quando si decide di raccontare tutto ai propri nipoti?

Per un attimo, penso ad occhi chiusi “a quella mano nella mano per quei sentieri impervi intorno alla Morgia, per quelle viuzze strette del paese vecchio” e al sentimento inesprimibile che l’accompagna… Alla mia età, c’è spazio anche per essere sentimentale, ma con l’idea chiara che le nuove generazioni, a cui affidiamo il futuro, devono capire chi siamo stati per sapere dove andare. In un certo senso si sente un po’ di responsabilità quando si racconta ai propri nipoti, ed io ne ho tre stupendi. Ma c’è anche un senso di fortuna nel poter raccontare come eravamo sapendo che può portare ad un futuro più equilibrato e sano. E poi immenso è il piacere nel ricordare i giochi della nostra infanzia, giochi avvincenti ma quasi perduti. Devo dire mi emoziono ancora vedendo nelle strade del paese bimbi di oggi fare gli stessi gesti che facevamo noi più di settanta anni fa!

Sei proprio sicuro quando affermi che… forse il mondo ti ha cambiato? Scusa la mia provocazione personale amorevole…

La risposta è secca: “No”, infatti dico “Forse mi ha cambiato”. Forse la mia storia è comune a tutti i sognatori. Crediamo in un mondo di rispetto e di amore, ma ogni giorno dobbiamo constatare come non tutti vivono secondo questi principi. Era così ai miei tempi, è così adesso. Con un mondo così forse si dovrebbe cambiare? forse si dovrebbe perdere la fiducia negli uomini? Forse bisognerebbe farsi plasmare da questo mondo che pur cambiando non migliora? Non c’è chi non lo auspica, ma alla fine tutto rimane come prima, peggio di prima. Sentimenti come l’altruismo, la comprensione, la genuinità sono beni troppo preziosi per perderli, ti scaldano troppo il cuore. Non puoi non raccontarli.

 

* Colgo l’occasione per ringraziare con immenso affetto l’amico Giuseppe non solo per aver soddisfatto la mia curiosità ma per avermi affidato questa sua splendida testimonianza.

 

Giuseppe Aronne Cicchini: è nato nel 1934 a Gessopalena(Chieti). Si è diplomato all’Istituto Magistrale “Isabella Gonzaga”di Chieti e laurato in Pedagogia nella facoltà di Magistero dell’Università di Urbino. In Italia ha insegnato nelle scuole di ogni ordine e grado: dalle elementari alle medie, allo scientifico al classico. All’estero ha insegnato nella Scuola Primaria Italiana di Madrid e ha diretto la Scuola “Al Maziri” di Tripoli, la Scuola Italiana di Atene e la Scuola Internazionale “Leonardo da Vinci” del Cairo dove ha insegnato anche Storia e Filosofia. Nel 1994 è tornato in Italia dove vive da pensionato.

 

* Occorre responsabilizzare noi stessi! rispettare e attenerci tutti, scrupolosamente e responsabilmente alle regole che abbiamo ricevuto in attesa di ricevere il vaccino. Abbiate cura di voi, dei vostri cari e dei vostri amici.

 

Immagine di copertina: Carabba Editore

Annapaola Di Ienno

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