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La storia curiosa degli occhiali…

lunedì, Settembre 27, 2021
La storia curiosa degli occhiali…

La storia curiosa degli occhiali…

Gli occhiali sono uno strumento ottico costituito da una montatura che può essere realizzata in fogge e materiali diversi, su cui sono montate due lenti trasparenti. Servono a correggere i difetti della vista oppure a proteggere gli occhi dai raggi del sole (gli occhiali da sole, infatti, sono diventati anche un accessorio irrinunciabile nonchè indicativi di uno stile personale), poi esistono quelli chiamati protettivi che servono a schermare gli occhi da polvere, schegge, schizzi o altro, nei luoghi di lavoro.

Noi di Vortici.it, questa settimana, ci siamo incuriositi e posti una sola domanda: cosa sappiamo di quest’utilissimo strumento, necessario per correggere la nostra vista o per proteggerla? In realtà pochissimo, rispetto a ciò che leggerete.

L’invenzione degli occhiali è considerata un momento di svolta nella storia culturale dell’umanità: improvvisamente, chi aveva qualche difetto visivo non solo non aveva la possibilità di partecipare serenamente alla vita di tutti i giorni, ma anche di studiare, ampliare le proprie conoscenze e trasmetterle agli altri. Il grande oratore romano Cicerone (106-43 a.C.) si lamentava di quanto fosse scomodo far leggere i testi ad alta voce agli schiavi. L’imperatore Nerone (37- 68 d.C.) possedeva un particolare dispositivo visivo: nella speranza che la luce rinfrescasse i suoi occhi, guardava i suoi adorati gladiatori lottare, attraverso una pietra verde trasparente. Questa credenza si è protratta fino al XIX secolo. Gli “occhiali da sole” di quel periodo avevano lenti verdi e venivano indossati anche nei luoghi interni.

Ma quando e dove ebbe luogo l’invenzione di un vero e proprio ausilio visivo?

Lo studioso e astronomo arabo Ibn al-Heitam (ca. 965-1040 d.C.) fu il primo a suggerire che un paio di lenti levigate potesse essere d’aiuto a chi aveva disturbi visivi. Tuttavia, la sua idea di utilizzare parti di una sfera di vetro per l’ingrandimento ottico è stata messa in pratica solo molti anni dopo.

Il suo “Libro dell’ottica” fu tradotto in latino nel 1240 e trovò un pubblico interessato di lettori in molte comunità monastiche. È qui che le idee di Ibn al-Heitam divennero realtà: nel XIII secolo, alcuni monaci italiani svilupparono una lente semi- sferica in cristallo di rocca e quarzo in grado di ingrandire le lettere se posizionata su una pagina scritta! Questa “pietra da lettura” fu una vera benedizione per molti monaci anziani che soffrivano di presbiopia e migliorò notevolmente la qualità della loro vita.

Durante questo periodo cominciò a diffondersi la parola tedesca per occhiali (Brille). Questo termine deriva da berillo, ovvero il cristallo di rocca che veniva levigato per formare le prime lenti. Mentre le pietre da lettura riuscivano ad aiutare molte persone nella vita di ogni giorno, erano ancora molto lontane dall’essere dei veri e propri occhiali come li conosciamo oggi.

Il passo successivo fu un’invenzione nata nel XIII secolo nelle famose vetrerie di Murano (una piccola isoletta a nord di Venezia), da molto tempo considerata uno dei centri della lavorazione del vetro. Le tecniche della realizzazione del vetro erano custodite gelosamente: le formule erano tenute segrete e i cristalleri, o mastri vetrai, avevano il divieto di lasciare l’isola. Ci fu un periodo in cui chiunque fosse trovato a violare queste regole poteva rischiare la vita. In quegli anni, tutto il mondo aveva gli occhi puntati sull’Italia perché il vetro bianco necessario per creare gli ausili visivi era prodotto solo in queste vetrerie.

Alla fine del XIII secolo, i cristalleri realizzarono un qualcosa di portentoso: per la prima volta riuscirono a molare due lenti convesse e a incastonarle in due cerchi di legno uniti da un segmento e un rivetto. Eureka! Il primo paio di occhiali aveva appena visto la luce! Questo primo paio di “occhiali a rivetto” non presentava alcun elemento che li tenesse attaccati alla testa del portatore. Ciononostante, a quell’epoca erano il miglior ausilio desiderabile per il confort visivo. Per vedere meglio, chi indossava questi occhiali doveva tenere la “doppia lente” con le mani e ferma davanti agli occhi.

Nel 1352, Tomaso di Modena realizzò gli affreschi nella Sala del Capitolo del convento domenicano di San Nicolò a Treviso dipingendo anche un paio di occhiali da lettura e a doppio rivetto. Nonostante tutti gli sforzi dei mastri vetrai, non fu possibile mantenere segrete le tecniche di realizzazione del vetro. Per assicurarsi che Venezia rimanesse comunque il leader del mercato dell’industria del vetro, dopo il 1300 soltanto coloro che si attenevano completamente alle regole dei cristalleri avevano il permesso di fabbricare il “vetro per gli occhi”. Nel corso del tempo, gli occhiali a rivetto giunsero fino in Germania: l’esemplare più antico è stato trovato nell’Abbazia di Wienhausen, a Nord del paese.

Con il passare degli anni, i mastri vetrai sostituirono il segmento degli occhiali a rivetto con un arco e il materiale della montatura passò dal legno al piombo. Questo risultato segnò un altro passo nell’evoluzione degli ausili visivi: dotati di aste, gli occhiali somigliavano molto a quelli che conosciamo oggi. I materiali utilizzati divennero sempre più vari: all’inizio del XVI secolo si cominciarono a lavorare pelle, guscio di tartaruga, corno, stecca di balena, ferro, argento e bronzo. Questi materiali erano unicamente alla portata di persone facoltose.

La storia curiosa degli occhiali...
Occhiali in ferro
manifattura italiana fine XVI sec, inizio XVII sec.

Gli occhiali che vediamo e indossiamo oggi cominciarono a prendere forma all’inizio del XVIII secolo.

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Occhiali in corno
manifattura veneziana XVIII sec.

Il problema principale era l’aderenza al volto: gli occhiali tendevano a scivolare lungo il naso e tenerli fermi era molto difficile e per questo motivo costituivano una fonte di frustrazione per il portatore. Il vantaggio degli “occhiali con aste” che poggiavano sulle orecchie rispetto ai modelli precedenti, era la loro struttura che presentava un ponte sul naso e aste per tenere le lenti ferme facendo presa sulle orecchie. Un anello in metallo era spesso attaccato all’estremità delle aste per un’aderenza più confortevole. I primi esemplari di occhiali di questo tipo comparvero a Londra e la loro presenza è confermata da una brochure promozionale dell’ottico inglese Scarlett datata 1728. Anche negli Stati Uniti si studiava il modo di migliorare gli occhiali. Per Benjamin Franklin crearono nel 1784 un paio di lenti bifocali, ovvero le antesignane delle lenti multifocali di oggi. Per questo motivo le lenti bifocali sono chiamate ancora oggi “occhiali Franklin”.
I moderni “occhiali con aste” iniziarono a diffondersi all’inizio del 1850. La loro forma è rimasta per lo più identica nell’ultimo mezzo secolo. Tuttavia, il confort per l’indossatore è aumentato nel corso del tempo, grazie al miglioramento del design delle aste e dei naselli, fino al raggiungimento della perfezione anatomica all’inizio del XX secolo.

Oggi è stato raggiunto un perfetto equilibrio degli elementi strutturali degli occhiali grazie a una ricerca continua promossa specialmente in certi contesti, dove l’utilizzo degli occhiali è obbligatorio come protezione per gli occhi.

 

* Occorre essere tutti responsabili! Abbiate cura di voi, dei vostri cari e dei vostri amici.

Immagine di copertina: Pixabay
Altre immagini: Focus Junior

Annapaola Di Ienno

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