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La scuola, il suo “lato umano” e quel web che aiuta la relazione…

giovedì, Maggio 21, 2020
La scuola, il suo “lato umano” e quel web che aiuta la relazione…

Parafrasando il titolo di una nota canzone, ci si potrebbe chiedere cosa resterà di questo 2020, a parte il ricordo – che speriamo presto diventi tale – della pandemia contro cui stiamo combattendo adesso, anche ricominciando a prenderci spazi di libertà dei quali, negli ultimi tempi, ci siamo dovuti privare, tra un caffè al bar, una chiacchierata con un amico di persona, una passeggiata e una Messa in chiesa o una messa… in piega dal parrucchiere, con un pizzico di sana allegria e la dovuta prudenza che ci porta a rispettare tutte le regole.

Una risposta a questa domanda sembrano averla alcune persone che abbiamo avuto il piacere d’incontrare, sia pure solo telefonicamente (ma con la promessa di vederci di persona appena possibile) in queste ultime settimane: per alcuni studenti e professori dell’ITC Tito Acerbo di Pescara resterà, in parte, l’uso maggiore e più consapevole di Internet a scuola, che però si affiancherà alla didattica in aula. Quello nel mondo degli studenti e dei professori è un viaggio che, come sapete, da sempre entusiasma ed affascina noi di Vortici.it, che anche durante la quarantena, abbiamo acceso i riflettori sulla loro vita quotidiana e la loro capacità di continuare ad andar avanti, sfruttando tutte le opportunità che il web offre. Per questo, quando alcuni prof e studenti ci hanno raccontato come stanno vivendo questo periodo, abbiamo colto in diversi di loro aspetti positivi che non hanno mancato di sottolineare. Uno su tutti è il fatto che le piattaforme online consentono di interagire in una maniera innovativa con i professori, per esempio dando la possibilità di contattarli in privato per chiedere chiarimenti su una lezione e superando così quella ritrosia che alcuni studenti più timidi potrebbero avere in classe, dove dovrebbero alzare la mano e parlare davanti a tutti. Ma c’è anche un altro aspetto positivo che qualcuno non manca di sottolineare: “Forse di persona non ci guardavamo così tanto e tralasciavamo molte cose…” ci dice Martina, studentessa del quinto anno dell’indirizzo turistico. “Questa didattica penso ci abbia dato la possibilità di conoscerci in modo diverso, anche forse un po’ più personale perchè forse, guardandoci effettivamente tutti, anche se purtroppo solo in web, per quanto riguarda gli argomenti io personalmente seguo molto molto di più perchè penso che la Rete ti permetta di svolgere la lezione in maniera più ordinata, tale che per me sottoscritta è molto più semplice capire l’argomento. Quindi, in realtà, la trovo veramente un’ottima situazione questa che è stata adottata quasi forzatamente come soluzione”. Martina spiega che ha un ottimo rapporto con i suoi professori: “Hanno come tutti un loro lato umano, anche se a volte noi non ci pensiamo” dice tra il serio e il faceto. “Mi sono ritrovata a chiedere alcune spiegazioni e chiedere il loro parere su alcuni argomenti ed è una cosa che effettivamente non mi sarei permessa di far a scuola anche per senso di pudore e per quella vergogna, in un certo senso, che è vero che magari posso non avere, ma c’è”. Martina sostiene che la scuola è diventata “un po’ più umana perchè è proprio l’ultimo anno che te lo fa capire. È proprio – aggiunge – una visione diversa da tutti gli altri anni”.

Anche un altro studente, Nicola, anche lui al quinto anno nell’indirizzo costruzioni, ambiente e territorio, definisce positiva la sua esperienza con la didattica a distanza: “Riesco a fare del mio meglio” dice. “Quasi quasi preferisco farla a distanza la scuola” commenta Nicola. “Non mi sento dire dagli atri, ad esempio, suggerimenti” spiega. “Ci vediamo e sentiamo tutti i giorni con i miei compagni” dice ancora Nicola, che chiede al prof di rispiegare via web un argomento che non ha capito o cerca di approfondire autonomamente. Per Nicola la chat in privato col professore è, ad esempio, da salvare: “Se non sai un argomento, e vuoi che venga rispiegato a te, puoi prendere il telefono e chiedere al prof”.

Dal canto suo, invece la prof.ssa Milena Cristiano, docente di matematica e tutor digitale per la formazione alla Didattica a distanza proprio all’Istituto Tecnico Statale “Tito Acerbo” di Pescara, si sofferma anche sul rapporto con gli altri insegnanti: “Sono miei colleghi, ma durante la fase di apprendimento su come utilizzare la didattica a distanza, si sono trasformati in studenti. Quindi abbiamo fatto delle postazioni – racconta – sia per capire noi quale fosse il lato studenti, sia per imparare ad utilizzare quest’approccio dal punto di vista del docente”. La prof.ssa Cristiano racconta delle difficoltà iniziali come opportunità a capire quelle che avrebbero potuto essere le difficoltà dei ragazzi, anche se la sua scuola ha provveduto ad aiutare tutti. “La didattica a distanza priva il nostro lavoro di quella che è la base del nostro lavoro, che è la relazione” ammette. “Parlo di contatto visivo, umano, di vicinanza. quando faccio le mie spiegazioni – aggiunge – questo incrociare i loro sguardi e capire anche dalla loro postura come stanno, cosa pensano, se sta andando tutto bene, se è il caso di fermarsi… Però, affiancato a questo aspetto negativo, abbiamo riscontrato da parte di alcuni studenti appartenenti a classi diverse, un approccio migliore, perchè la chat privata ha fatto venire fuori alcuni ragazzi che non hanno avuto paura a far emergere i loro lati deboli, a chiedere spiegazioni perchè lì non avevano paura dei giudizi dei loro compagni. Da questo punto di vista ho notato per alcuni notevoli miglioramenti”. La prof.ssa Cristiano afferma che la didattica a distanza può rappresentare un passo verso il futuro: “Abbiamo acquisito strumenti nuovi e, quando gli strumenti nuovi portano aspetti positivi, secondo me è il caso di approfittarne. Mi auguro che le due didattiche possano essere integrate”.

Insomma: questo periodo non sarà breve e ancora ci dovrà vedere impegnati in questa lotta. Ma in essa abbiamo degli alleati perchè la scuola, la famiglia, le relazioni, anche tramite il web, possono essere vere e forti, se si utilizzano in modo costruttivo con tutti i loro aspetti positivi gli strumenti che compongono Internet. Basta ascoltare studenti e professori dell’Acerbo di Pescara per capire che la Rete, le chat e le piattaforme per la didattica online potranno servire per stare uniti e vivere con consapevolezza, positività e – perchè no? – un pizzico di sana allegria le nostre relazioni umane dandoci anche un abbraccio caloroso e gioioso che ora può essere solo – si fa per dire solo – con il cuore, ma, quando sarà possibile, tornerà ad essere anche fisico.

 

Massimiliano Spiriticchio

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