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La Rete e il lavoro tra relazioni ed opportunità…

giovedì, Ottobre 17, 2019
La Rete e il lavoro tra relazioni ed opportunità…

Che i tempi attuali siano caratterizzati da una presenza molto forte del web è cosa talmente nota che non è necessario soffermarsi più di tanto a sottolinearla. Che questa presenza di internet abbia cambiato, tra le tante cose, anche il modo di cercare un lavoro, è altrettanto noto a tutti. Ma come questo stia accadendo e soprattutto di quale portata sia il fenomeno sono aspetti meno conosciuti. Forse molti di voi, come faceva il sottoscritto prima di documentarsi per quest’articolo, pensavano che la Rete avesse inciso così profondamente nella modalità di ricerca di un lavoro che questo sarebbe balzato immediatamente agli occhi guardando senza troppi approfondimenti i numeri delle varie statistiche. Invece la ricerca fatta in questi giorni ha svelato una realtà diversa, come spesso accade quando noi giornalisti cerchiamo di documentarci per raccontare un fatto o una tendenza in atto nella nostra società. Cercare statistiche in grado di dire quante persone sono riuscite a trovare un’occupazione attraverso la ricerca online è impresa tutt’altro che semplice. I dati più attendibili che siamo riusciti a trovare, anche noi attraverso il web, risalgono al 2016 e gli occupati di età compresa tra i 15 e i 64 anni. Sono stati elaborati dall’Istat e raccontano che, almeno fino a tre anni fa, il metodo più usato per avere da lavorare era il ricorso a parenti ed amici. Quanto questo metodo sia lontano dall’utilizzo di tastiere, smartphone e pc è facilmente intuibile. Ma la stessa Istat fa notare, nel suo Focus su I giovani nel mercato del lavoro del terzo trimestre 2016:

“La scelta di affidarsi alla rete informale si riduce molto all’aumentare del livello di istruzione perché diventano praticabili altri canali di ingresso, come le inserzioni sulla stampa o via web, la chiamata diretta di un datore di lavoro, le segnalazioni delle università, precedenti esperienze di stage o tirocinio presso la stessa azienda”. Già quì emerge che, quando aumenta il livello d’istruzione, aumenta anche la specializzazione di chi cerca occupazione e, con essa, il ricorso al web, dove si può evidentemente fare una ricerca più mirata per profili professionali più specifici, che richiedono competenze e qualità specifiche. Non solo: l’Istat fa anche notare che, se il ricorso a parenti ed amici in generale era risultato vincente nel 2016 per il 38% degli occupati tra i 15 e i 34 anni di età, al secondo posto nella classifica dei canali più praticati, con il 20,5%, c’era il gruppo di coloro i quali avevano trovato occupazione rivolgendosi direttamente al datore di lavoro. Al terzo poi si trovavano, con il 12,1% coloro i quali avevano avviato un’attività autonoma, mentre il 5,1% era stato contattato direttamente dal datore di lavoro. A leggere questi dati sembrerebbe che la Rete sia stata un’alleata importante solo per alcuni. Ma una maggiore attenzione permette di cogliere dinamiche che, in un primo momento, rischiano di essere sottovalutate: il web è infatti importante sia nella ricerca di informazioni sulle agevolazioni e gli aiuti per le nuove imprese, sia per relazionarsi con possibili datori di lavoro o clienti della propria agenzia o impresa.

In questi ultimi anni si è assistito al proliferare di siti e portali che creano occasioni di contatto tra professionisti e clienti, con tanto di guide online per selezionare i servizi migliori. Basta scrivere su un motore di ricerca la parola il nome di una categoria professionale per averne la prova, soprattutto con categorie come “insegnante” (per ripetizioni e lezioni provate) o “idraulico”. Oltre a questo ormai tutte le aziende, molto spesso anche le PMI, hanno siti web propri. Ma soprattutto c’è un fortissimo utilizzo dei social network, alcuni dei quali specifici per professionisti, attraverso i quali cercare contatti che possono trasformarsi in occasioni lavorative. In questi giorni anche Google ha aperto in Italia un servizio di ricerca del lavoro già attivo in molti altri Paesi. Questo fenomeno prende il nome, tra gli esperti, di social marketing. In un’articolo apparso sulla rivista Internazionale il 20 novembre 2017 e scritto da Alice Facchini, Marco Fattizzo, esperto di risorse umane impegnato in alcuni siti online molto famosi, spiega: ““Bisogna saper distinguere tra due tipi di network marketing. C’è il network marketing fine a se stesso, che mira a vendere solo il kit iniziale a più persone possibile, e poi ci sono le aziende serie che puntano invece a vendere i propri prodotti. Solo un 10 per cento degli annunci andrebbe preso in considerazione, le ditte affidabili sono poche e sempre le stesse. È importante quindi fare una ricerca approfondita su internet, avere una persona fidata che ti inserisca nel giro e controllare anche sul sito dell’Agenzia delle Entrate da quanto tempo esiste l’azienda e dove si trova la sede”. Anche quando si parla di ricerca online, le cose cui fare attenzione sono comunque sempre le stesse: “Capita molto spesso- spiega Fattizzo – che al colloquio il candidato scopra che la posizione è diversa da quella proposta nell’annuncio. Di solito si tratta di aziende che cercano venditori porta a porta e che prenderebbero chiunque, ma per avere più candidature scrivono nell’annuncio che si tratta di un posto da segretaria o magazziniere”.  Attenzione dunque alla chiarezza dell’annuncio e alla credibilità di chi lo propone.

Ma, detto questo, Internet è sicuramente un’opportunità anche per lanciare la propria impresa. Lo dimostra il fatto che persino Inps e Poste Italiane dedicano ormai molta cura ai loro servizi web, mentre il sistema di accesso ai servizi online forniti dalla Pubblica Amministrazione, lo Spid, dà diritto ad una serie di possibili utilizzi anche per chi ha una propria attività ed è fortemente interessato ad abbattere costi e tempi di realizzazione di una serie di compiti e pratiche burocratiche che prima si potevano affrontare solo recandosi di persona nei vari uffici. Grazie ad Internet è possibile consultare bandi pubblici e pagine istituzionali che consentono di conoscere tutte le iniziative che gli enti statali mettono in campo per favorire lavoratori ed imprenditori. Tanto per fare un esempio, a questo link potete trovare un elenco degli incentivi nei quali è coinvolto il Ministero della Sviluppo Economico.

Insomma: il web non è la panacea di tutti i mali ed esistono anche i problemi che l’economia legata anche all’online porta con sè. Ma la rete è per il mondo del lavoro un’innovazione importante in grado, se ben utilizzata, di creare, oltre a nuove professioni, anche nuove relazioni professionali e crescita professionale ed economica.

Massimiliano Spiriticchio

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