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La psicologia alla scoperta del papà e del suo essere centrale

giovedì, Aprile 22, 2021
La psicologia alla scoperta del papà e del suo essere centrale

Ci sono figure essenziali che influenzano la nostra vita in modo molto forte, ma che sono persone che non hanno imparato a svolgere il proprio ruolo in un’apposita scuola o leggendo qualche libro o ancora navigando sul web. I nostri genitori non hanno imparato ad esserlo in questo modo. Lo hanno imparato vivendo, facendo in conti con le nostre vite, con noi, con la società in cui viviamo e i tempi nei quali si svolge la nostra esistenza. Lo hanno imparato e lo stanno ancora imparando attraverso i propri successi e i propri fallimenti, in quel viaggio sempre ricco di imprevisti chiamato vita. Ma c’è una differenza o perlomeno una diversità tra l’essere madre e l’essere padre? E soprattutto: chi è il padre? A questa domanda tutt’altro che scontata è la risposta, come ci suggeriscono due professionisti autori di un contributo sul tema: Massimiliano Stocchi, Responsabile di IGEA Centro Promozione Salute – A.P.S., psicologo e psicoterapeuta, professore a contratto presso l’Università degli Studi G. D’Annunzio di Chieti – Pescara, e Sara D’Ambrosio, collaboratrice IGEA Centro Promozione Salute – A.P.S., psicologa e psicoterapeuta in formazione. I due specialisti hanno partecipato alla realizzazione della raccolta di studi curata da Elena Bonanno, pedagogista, intitolata La formazione dell’educatore prenatale e neonatale (Pensa multiMedia editore, 2019) con un contributo dal titolo davvero significativo: Alla scoperta del papà. Il ruolo paterno come opportunità di crescita personale. Il solo leggere il titolo di questo contributo fa sorgere una domanda: davvero è da scoprire il padre? Si potrebbero, a riguardo, citare grandi classici della letteratura e a chi scrive quest’articolo ne viene in mente in particolare uno: La coscienza di Zeno, il grande capolavoro di Italo Svevo che proprio nel rapporto tra padre e figlio con le relative difficoltà che esso comporta da parte di quest’ultimo che si sente sempre inadeguato anche perchè non in grado di soddisfare le aspettative (o presunte tali) del padre. Ma, in fondo, probabilmente molti di noi non dovranno fare ricorso che alla propria esperienza per sapere della centralità che tale rapporto riveste nella nostra vita. Eppure, se per quanto concerne la nostra esperienza quotidiana all’interno della famiglie suggerisce tutto questo, non è da molto tempo che la psicologia sta focalizzando la sua attenzione su questo tema, mentre anche le leggi restituiscono in Italia l’idea di una grande focalizzazione sul ruolo della madre e di un’attenzione minore rispetto a quello del padre. Stocchi e D’Ambrosio nel loro lavoro evidenziano che, in questi ultimi decenni, il ruolo del padre è stato messo maggiormente al centro dell’attenzione da parte degli studiosi, mentre alcune norme hanno riconosciuto meglio il diritto dei padri a stare con i propri figli anche in caso di separazione dalla madre del bambino: “Quella del padre – scrivono – è una figura dalle mille sfaccettature, spesso conflittuali, difficili da identificare, nel suo ruolo e nella sua funzione. Ciò, essenzialmente, potrebbe essere collegato al fatto che la relazione madre – bambino si configuri come più stabile e biologicamente determinata, mentre la relazione padre – bambino tende a mutarsi in risposta ai cambiamenti sociali e alla modificazione delle strutture familiari”. In altre parole essere padri oggi non è lo stesso che esserlo stati nel Medioevo o al tempo dell’Antica Roma. Se un tempo l’uomo era ritenuto come responsabile principalmente della sicurezza economica della famiglia e dei figli, oggi il suo ruolo non è più soltanto questo e, anche attraverso la consapevolezza dei problemi legati alla carenza della figura paterna, si sta riscoprendo un’altra caratteristica dei padri. Esistono diversi studi secondo i quali il bambino è orientato da subito ad una relazione triadica, che cioè coinvolge anche il padre e non solo la madre. “È noto ormai – scrivono Stocchi e D’Ambrosio – che la presenza del padre sia un elemento centrale per un sano e corretto sviluppo psicosociale del bambino”. I due specialisti citano poi altre ricerche e vari contributi, sottolineando il ruolo del padre, che utilizzando di più il linguaggio verbale rispetto alla madre, prediligendo il gioco e l’attività fisica che fanno sviluppare i comportamenti esplorativi ed autonomi, sostenendo l’emancipazione dei figli durante l’adolescenza, traghettano questi ultimi gradualmente “dal territorio materno a quello della società favorendo l’emancipazione dall’infanzia e il suo ingresso nel mondo adulto”. La conseguenza dell’estromissione del padre sarebbe, secondo vari studi, l’indebolirsi di legami sociali fondati sul principio “paterno” di responsabilità, l’aumento della violenza e la perdita di senso e orientamento nella vita.

Tutti elementi, questi, davvero suggestivi, che ci spingono a salutare senza dubbio come una buona notizia il crescente interesse della psicologia e della pedagogia verso il padre. Ma ci sono due frasi, nel lavoro di Stocchi e D’Ambrosio, che non possono non stimolare, secondo noi di Vortici.it, una riflessione profonda che davvero inevitabili: “La madre, in quanto portatrice di affetto e fiducia, è fondamentale per favorire il dialogo e la stima di sè. Il padre, inoltre, favorisce l’evoluzione dell’affettività adulta, in quanto è proprio l’amore paterno, non scontato ma condizionato, che va conquistato e quindi richiede uno sforzo che si avvicina all’amore umano”. L’amore, insomma, è anche una scelta e come tale va sostenuta anche dalla nostra società. Chi vive esperienze di appartenenza all’interno di associazioni di volontariato che sostengono le famiglie sa quanto possa essere importante proprio quell’aiuto esterno che consente alle famiglie di non sentirsi sole. Avendo personalmente incontrato la dottoressa D’Ambrosio in occasione di una puntata della rubrica Finchè c’è vita, c’è Speranza, curata dal Movimento per la Vita e da noi condotta su Radio Speranza InBlu, la Radio della Chiesa diocesana di Pescara – Penne, il sottoscritto e la direttrice di Vortici.it Annapaola Di Ienno hanno potuto rendersi conto della sua empatia, della passione e delle competenza con cui sostiene  l’importanza della figura e della funzione del padre nella nostra società. Per questo vi invitiamo ad ascoltare quella conversazione con l’invito, se volete farlo, a farci arrivare alcune domande da porre alla dottoressa su un tema davvero carico di suggestioni e consigli anche pratici da richiedere.

Massimiliano Spiriticchio

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