Cultura Lifestyle Società Storia

La Pasqua, da sempre passaggio all’amore oltre le difficoltà…

giovedì, Aprile 8, 2021
La Pasqua, da sempre passaggio all’amore oltre le difficoltà…

Ci sono cose che hanno attraversato la storia dell’umanità nei millenni e che nemmeno guerre, carestie e pestilenze sono riuscite a fermare: si tratta, in particolare, di feste la cui forza è talmente grande da resistere a queste ed altre difficoltà ed essere anzi vissute con maggiore intensità proprio nei periodi più difficili. Una di queste è la festa che stiamo ancora celebrando, talmente importante da durare addirittura 50 giorni (lo scriviamo in cifre per dare anche graficamente il senso dell’importanza della durata): la Pasqua cristiana non si limita ad un giorno solo, ma prosegue per più di un mese e mezzo, dal giorno in cui si celebra la Resurrezione di Cristo a quello della Pentecoste, in cui si celebra la discesa dello spirito santo sugli Apostoli. Anche quest’anno la Pasqua sta venendo celebrata e la Chiesa non manca di proporre i momenti liturgici intensi che la contraddistinguono, nonostante le norme di sicurezza che si osservano anche nei luoghi di culto. Ha detto Papa Francesco nell’omelia pronunciata proprio durante la Veglia della Notte Pasquale: “È possibile ricominciare sempre, perché sempre c’è una vita nuova che Dio è capace di far ripartire in noi al di là di tutti i nostri fallimenti. Anche dalle macerie del nostro cuore – ognuno di noi sa, conosce le macerie del proprio cuore – anche dalle macerie del nostro cuore Dio può costruire un’opera d’arte, anche dai frammenti rovinosi della nostra umanità Dio prepara una storia nuova. Egli ci precede sempre: nella croce della sofferenza, della desolazione e della morte, così come nella gloria di una vita che risorge, di una storia che cambia, di una speranza che rinasce. E in questi mesi bui di pandemia sentiamo il Signore risorto che ci invita a ricominciare, a non perdere mai la speranza”. Da sempre la Pasqua ripropone la storia dell’unione tra Dio e l’uomo, il Creatore e la creatura, presentata come una grande storia d’Amore in cui Dio non cancella la sofferenza, ma la condivide con noi per farci davvero rinascere. La storia stessa di questa grande festa è impregnata proprio del tema della rinascita: il suo stesso nome, in ebraico “Pesach”, significa “passaggio” e nei tempi antichi indicava quello dalla morte dell’inverno alla vita della primavera, con la rinascita di fiori e piante ed il risveglio degli animali. Poi, però, per il popolo d’Israele, è arrivata un’altra motivazione per celebrare la Pasqua, ossia la liberazione dalla schiavitù vissuta in Egitto e il cammino attraverso il deserto verso la Terra Promessa, svoltosi tra cadute, vittorie e fallimenti, in un costante rapporto con un Salvatore potente che, nonostante le mormorazioni del popolo contro di lui, lo conduce alla libertà, a quella terra fertile che aveva promesso di dargli. Da allora gli ebrei celebrano quella che definiscono la manifestazione di Dio con loro e il suo aver fatto ritrovare loro la libertà. Ma è con Gesù Cristo che la festa, vissuta ai tempi in cui Egli era sulla Terra in ambito familiare dagli Israeliti, assume un altro significato per coloro i quali cominciarono a credere in Lui. Quel pane e quel vino, che durante la Notte di Pasqua gli Israeliti consumano facendo presente in quello stesso momento il passaggio dalla schiavitù alla libertà, per i cristiani non sono solo segno dell’Alleanza tra Dio e il suo popolo celebrata dal vino e della riconquista della libertà celebrata invece dal pane azzimo, lo stesso che non c’era stato il tempo di far lievitare nella fuga dall’Egitto dopo che il faraone li aveva addirittura cacciati a seguito dei prodigi operati da Dio contro gli egiziani che tenevano in schiavitù gli Israeliti. Quel pane, con Cristo, diventa segno del suo stesso corpo, dato da Lui per amore a tutti gli uomini. Quel vino diventa, per i credenti in Cristo, segno del sangue di Gesù, da lui dato perchè il sangue è vita e, quindi, per dare a chi se ne nutre, la sua stessa vita, una vita cioè divina. In altre parole c’è nella Pasqua cristiana l’idea id un abbattimento di confini: quelli in particolare che separano il Cielo e la Terra, l’umano e il divino. il temporale e l’eterno. Si tratta dunque di una festa perfetta, tanto che anche la sue durata è legata ad un numero fortemente simbolico: 50 infatti è il risultato di una moltiplicazione e di un’addizione. La moltiplicazione è 7×7 perchè 7 è il numero che indica, nella cultura ebraica, i giorni della Creazione e quindi la perfezione legata all’opera divina. Moltiplicare il 7 per se stesso significa ottenere la perfezione al quadrato. Aggiungere poi 1 per ottenere 50 significa andare addirittura oltre la perfezione, arrivando al massimo del massimo.

Celebrata sempre dai cristiani, la Pasqua è stata al centro di messaggi forti dei santi di tutte le epoche, anche in periodi tutt’altro che facili. C’era, ad esempio, la dura persecuzione dell’Imperatore Diocleziano, quando, nel II secolo dopo Cristo, visse sant’Ireneo, vescovo, che disse: “Cristo si è addormentato nella morte e si è risvegliato nella Risurrezione perché Dio lo sosteneva”. Non è difficile cogliere in queste parole un incoraggiamento proprio per far fronte alle sofferenze che comportava all’epoca l’essere credenti in Gesù. Un altro Santo, Francesco di Assisi, in un periodo segnato anche dalle pestilenze, parlò della Pasqua in questi termini: “Quanto deve essere santo, giusto e degno colui che tocca con le sue mani, riceve nel cuore e con la bocca ed offre agli altri perché ne mangino, Lui non già morituro, ma in eterno vivente e glorificato, sul quale gli angeli desiderano volgere lo sguardo!” Quel riferimento al non morituro, ma eterno, detto da un Santo che non aveva timore ad incontrare i contagiosi malati di lebbra era un messaggio quanto mai chiaro in un’epoca nella quale il terrore della malattia era molto diffuso.

Potremmo continuare a lungo e citare tanti protagonisti della storia, tanti santi e beati capaci di lanciare messaggi oltre la paura in tutte le epoche, anche in mezzo alle guerre e alle carestie più dure. Ma noi di Vortici.it preferiamo limitarci ad alcune frasi, cinque in tutto. Le prime due sono di una piccola grande suora albanese che, vissuta per tanti anni in India tra poveri ritenuti intoccabili da molti, ha deciso di lasciare a tutti noi un invito che anche oggi possiamo sicuramente recepire: “La gente – diceva Madre Teresa di Calcutta – è affamata d’amore perché siamo troppo indaffarati. Aprite i vostri cuori oggi, nel giorno del Signore risorto, e amate come non avete mai fatto”. Le altre tre arrivano invece da un sacerdote che ha vissuto al fianco delle donne vittime di tratta e sfruttamento: “Gesù sa che viene rifiutato e crocifisso – afferma don Oreste Benzi – e già sa con certezza che risorgerà. È così, per sempre. È la nostra storia, fratelli miei!”

 

Massimiliano Spiriticchio

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked

Acconsento alla conservazione ed al trattamento dei miei dati personali, secondo le regole descritte nella Privacy area di Vortici.it, per inviare questo commento

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. Utilizziamo i cookie per personalizzare contenuti ed annunci, per fornire funzionalità dei social media e per analizzare il nostro traffico. Condividiamo inoltre informazioni sul modo in cui utilizza il nostro sito con i nostri partner che si occupano di analisi dei dati web, pubblicità e social media, i quali potrebbero combinarle con altre informazioni che ha fornito loro o che hanno raccolto dal suo utilizzo dei loro servizi. Nella nostra privacy Cookie area hai la possibilità di revocare il tuo consenso ai cookies di navigazione in ogni momento. Inoltre, sempre nella privacy cookie area sono illustrati i vari tipi di cookies in dettaglio, oltre alla nostra privacy policy per la sicurezza dei tuoi dati personali ed i tuoi diritti. Acconsenti all'uso dei cookies di navigazione? maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi