Internazionale Società

La lotta contro Aids e HIV tra Telefono Verde e Case di Accoglienza: “Invece di giudicare, potremmo amare!”

mercoledì, Maggio 10, 2017
La lotta contro Aids e HIV tra Telefono Verde e Case di Accoglienza: “Invece di giudicare, potremmo amare!”

Una telefonata allunga la vita: forse alcuni di voi ricorderanno questo slogan pubblicitario, che andava in onda alcuni anni fa. Ebbene: in alcuni casi accade davvero, tanto che ci sono numeri di telefono che è utile conoscere ed appuntare su tutti i mezzi di cui disponiamo. Uno di questi è il seguente: 800.861.061. Se qualcuno compone questo numero, a rispondere saranno gli esperti del Telefono Verde AIDS e Infezioni Sessualmente Trasmesse, che operano all’interno del Dipartimento Malattie Infettive dell’Istituto Superiore di Sanità. Vortici vi porta oggi a conoscere il mondo con cui si entra in contatto quando si ricorre a quest’aiuto, ma anche quando ci si vuole mettere a disposizione proprio per essere tra coloro i quali quell’aiuto lo vogliono fornire, ciascuno secondo le proprie competenze e capacità, che possono essere di tanti tipi. Nell’arco di circa trent’anni, gli esperti del Telefono Verde hanno risposto in totale a 766.183 telefonate provenienti prevalentemente da persone di sesso maschile (75,4%) e da persone-utenti nella fascia di età tra i 20 e i 39 anni (77,1%). Gli utenti hanno telefonato per lo più dalle regioni del Centro Italia ed il gruppo maggiormente rappresentato è costituito da persone che dichiarano di aver avuto rapporti eterosessuali (56,7%). Il numero totale dei quesiti formulati è di 2.082.326 riguardanti in massima parte: modalità di trasmissione delle infezioni sessualmente trasmesse (27,5%); informazioni sugli esami diagnostici e nello specifico sul test HIV (25,4%); aspetti psico-sociali (13,5%). Inoltre a partire dal 1995 viene rilevata la nazionalità degli utenti che afferiscono al Servizio. Ad oggi il numero delle telefonate provenienti da persone non italiane è pari a 4.701, di cui il 67,1% sono effettuate da persone di sesso maschile. La classe di età maggiormente rappresentata è quella che va dai 20 ai 39 anni (82,5%). Le aree geografiche di provenienza sono nell’ordine: Unione Europea (27,7%), Africa (27,1%), America (23,7%), Europa non UE (13,3%), Asia (7,8%), Oceania (0,2%). Per 5 (0,1%) utenti non è stato possibile individuare la provenienza.

I numeri che abbiamo appena incontrato sono contenuti nel  Rapporto 2017 sull’attività del Telefono Verde AIDS e IST e del sito Uniti contro l’Aids, secondo il quale nel 2016 hanno telefonato prevalentemente persone di sesso maschile (86,7%). Anche durante lo scorso anno, la fascia d’età più rappresentata, per entrambi i sessi, è stata quella che va dai 20 ai 39 anni (65,9%). Per quanto riguarda l’area geografica, il 45,6% delle richieste proviene dal Nord Italia, ma se si considerano i tassi di telefonate per 100.000 abitanti il maggior numero di telefonate giunge dalle regioni del Centro. Si rivolgono al Telefono Verde AIDS Infezioni Sessualmente Trasmesse soprattutto persone che, nel 67,8% delle telefonate, dichiarano di aver avuto rapporti eterosessuali e coloro che, pur non avendo messo in atto comportamenti a rischio, temono di essersi esposti al contagio da HIV e da altri agenti eziologici (20,2%). “Ciò probabilmente è causato da un’errata informazione o da una distorta percezione circa le modalità di contagio delle infezioni a trasmissione sessuale” sottolinea lo stesso Ministero della Salute nel riportare la sintesi dei dati.

Quanto sia importante una corretta informazione su questo tema, lo dimostra l’ampio dibattito che si è sviluppato sulla circostanza se i preservativi siano davvero o no in grado di evitare sempre il contagio attraverso rapporti sessuali. A dare le linee guida, a livello internazionale, ci ha pensato, nel 2014, l’Organizzazione Mondiale della Sanità, chiarendo peraltro che non sempre il condom è una garanzia e ribadendo che esistono altre forme di contagio, ossia il contatto con sangue infetto e la trasmissione verticale da madre sieropositiva a figlio durante la gravidanza, il parto o l’allattamento al seno.

Ma cosa accade quando si scopre di avere l’AIDS? Sul piano strettamente medico scientifico, va innanzitutto detto che ad oggi non si può guarire dall’HIV, ma esistono terapie che consentono a molti soggetti affetti dal virus di vivere una vita piena e lunga, con aspettativa pari a quella di chiunque altro. In particolare, se si ritiene di poter essere stati infettati nelle ultime 72 ore, l’assunzione di farmaci anti-HIV può impedire il contagio. Questo però è consigliato solo in caso di rapporti ad alto rischio, con un partner sieropositivo. Infatti, di solito, ad effettuare questo trattamento sono i medici del Pronto Soccorso,  in collaborazione con il reparto ospedaliero di malattie infettive. Se dal test viene fuori che si è affetti dal virus dell’HIV, si comincia una terapia in cui un ruolo fondamentale lo avranno i farmaci retrovirali, che agiscono bloccando la replicazione del virus nell’organismo, consentendo così al sistema immunitario di ricostituirsi e prevenendo ulteriori danni. Questi medicinali vengono somministrati in combinazione, perché l’HIV può mutare rapidamente e diventare resistente al singolo farmaco. Facendo attenzione ad alcune accortezze da avere quando si è in gravidanza e all’interazione non sempre positiva con altri farmaci anche da banco, si potrà vivere una vita per lo più normale.

Non c’è più traccia, dunque, di quegli inviti ad evitare qualunque tipo di contatto con persone sieropositive che tanti anni fa invece venivano ripetuti a spron battuto da tutti i media. Purtroppo, però, ancora oggi i malati di AIDS vengono a volte emarginati e subiscono discriminazioni legate alla provenienza sociale oltre che alla malattia. Ecco perchè sono nate in Italia, come in moti altri Paesi, le Case di Accoglienza, che accolgono i malati affetti da questo virus con patologie correlate, privi di una rete familiare e/o incapaci di condurre una vita in autonomia. Siamo andati a visitare una di queste Case e abbiamo incontrato due volontarie, con le quali abbiamo parlato di cosa, come e perchè si fa nel luogo di accoglienza che esse frequentano quotidianamente: Tania ci racconta con entusiasmo travolgente e grande allegria di un progetto che punta sulla comunicazione e sulla musica, sia come possibilità di occupare in maniera costruttiva parte del tempo trascorso in Casa, sia per poter verificare gli “effetti benefici e positivi che solamente la musica ed il canto possono dare da un punto di vista emotivo”.  “È un’esperienza per me importante di crescita personale” ci racconta invece Marilena, che ha scelto di fare servizio civile proprio lì. “Spero che il mio servizio possa aiutare chi si trova in situazioni di disagio, difficoltà o sofferenza. Nell’aiutare gli altri non soltanto trasmetti qualcosa a loro, ma anche loro, attraverso le loro esperienze di vita, danno un arricchimento”. Marilena ci racconta di aver visto un bando e di aver deciso di rispondere: “Ho scelto perchè si trattava di un progetto legato all’area sociale, in cui sono laureata, e perchè si trattava di una Casa – Famiglia. Ci hanno fornito una formazione incentrata principalmente sui temi dell’aiuto e dell’ascolto. Io consiglio ai ragazzi un’esperienza di volontariato” ci dice Marilena con il tono tranquillo, ma appassionato di chi vive quest’esperienza come qualcosa che va oltre lo svolgimento di un’attività. “Lo consiglio perchè impari la relazione e l’ascolto degli altri. Oggi tutto è telematico: i ragazzi non si conoscono e possono nascondersi. Quì non puoi. All’inizio non è semplice, però poi – racconta mentre tutto, nel suo viso, indica partecipazione ed attenzione alle persone con cui entra in contatto ogni giorno – nonostante la loro storia ed il loro vissuto, le persone si aprono a te ed è bellissimo. La relazione sta proprio nel creare una relazione che permetta di far sì che loro si fidino di te, senza giudizi o pregiudizi nei confronti di persone che hanno un vissuto diverso dal nostro. Ecco perchè facciamo anche un progetto di sensibilizzazione per far conoscere la malattia”. Poi, Marilena conclude con una frase che pronuncia con una tenerezza profonda: “Invece di giudicare, potremmo amare!”

 

 

Massimiliano Spiriticchio

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked

Acconsento alla conservazione ed al trattamento dei miei dati personali, secondo le regole descritte nella Privacy area di Vortici.it, per inviare questo commento

Instagram @ Vortici
  • Ma le periferie esistono davvero? Forse qualcuno di voi, leggendo il titolo di quest’articolo, ha pensato che la risposta alla domanda in esso contenuta sia scontata. Molto spesso, in effetti, capita di vedere che, nelle nostre città, le zone sono ben distinte, tra quelle più ricche, sicure, colorate e quelle invece più degradate, che appaiono scolorite e povere. Leggi su vortici.it
  • Le giornate d'Autunno alla scoperta di un'Italia bellissima. Leggi su vortici.it
  • Il ruolo della luce nella medicina rigenerativa. Leggi su vortici.it
  • Immagine di Instagram
  • La scadenza del copyright e le sue bellissime conseguenze per gli autori del 900’
Per saperne di più:
http://vortici.it/la-scadenza-del-copyright-e-le-sue-bellissime-conseguenze-per-gli-autori-del-900/
  • Per saperne di più:
http://vortici.it/frodi-tranelli-e-raggiri-sul-web-stopparli-si-puo/
  • Riscaldamento in casa con stufe a pellet? Sì, ma…
Per saperne di più:
http://vortici.it/riscaldamento-in-casa-con-stufe-a-pellet-si-ma/
  • Articolo su antitruffa
Per saperne di più:
http://vortici.it/frodi-tranelli-e-raggiri-sul-web-stopparli-si-puo/

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. Utilizziamo i cookie per personalizzare contenuti ed annunci, per fornire funzionalità dei social media e per analizzare il nostro traffico. Condividiamo inoltre informazioni sul modo in cui utilizza il nostro sito con i nostri partner che si occupano di analisi dei dati web, pubblicità e social media, i quali potrebbero combinarle con altre informazioni che ha fornito loro o che hanno raccolto dal suo utilizzo dei loro servizi. Nella nostra privacy Cookie area hai la possibilità di revocare il tuo consenso ai cookies di navigazione in ogni momento. Inoltre, sempre nella privacy cookie area sono illustrati i vari tipi di cookies in dettaglio, oltre alla nostra privacy policy per la sicurezza dei tuoi dati personali ed i tuoi diritti. Acconsenti all'uso dei cookies di navigazione? maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi