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La grande rivoluzione digitale: tra storia, curiosità e qualche riflessione…

lunedì, Ottobre 8, 2018
La grande rivoluzione digitale: tra storia, curiosità e qualche riflessione…

Ogni rivoluzione, nel momento in cui si compie, può avere una valenza apparentemente minore rispetto a quanto dimostrano i fatti in anni successivi.
La celebre frase di manzoniana memoria: “Ai posteri l’ardua sentenza” è quanto mai calzante visto che ci apprestiamo a parlare di un’autentica rivoluzione digitale dove la tecnologia, la comunicazione e l’informazione cambiano.
Tutto inizia con la nascita della rete Internet nei primi anni 90’: il mondo si ritrova connesso globalmente le distanze sono azzerate e ci si scambiano informazioni a flusso continuo.
Grazie agli statunitensi Larry Page e Sergey Brin il 4 settembre 1998(vent’anni fa), nasce Google anzi Googol, un termine strano se vogliamo, inventato dal matematico Edward Kasner negli anni 30’(per indicare un numero che ha un uno e cento zeri), il resto lo fece un errore ingenuo di sillabazione.
Parliamo di un colosso che macina milioni di dollari, perché quasi tutti utilizziamo il suo motore di ricerca con i servizi collegati annessi in una sorta di ciò che potremmo chiamare o meglio definire auto fruizione.
Il suo indice è basato su un algoritmo che analizza la quantità di riferimenti e collegamenti ai singoli siti, stabilendone l’importanza. Questa è la grande rivoluzione che senza alcuna esitazione definisco “copernicana”.
“Con Google, Facebook e Amazon è nato il Web così come lo conosciamo, ma anche i grandi monopoli digitali”, sottolinea Roberto Liscia, capo di Netcomm, il consorzio del commercio elettronico italiano. “Hanno inventato servizi gratuiti straordinari. Ognuno di noi li usa dando in cambio i propri dati, che messi insieme forniscono informazioni su come si muove un’intera società”.
Le grandi rivoluzioni hanno sempre delle pecche ma, fanno parte dell’inevitabile rovescio della medaglia. In questo caso abbiamo voluto celebrare doverosamente un progresso straordinario che nell’arco di un ventennio ha portato con sé un cambio radicale ma… ricordiamoci che dipende solo da noi farne un buon uso(a questo proposito non va dimenticato un fatto: i dati che obbligatoriamente forniamo per usufruire di qualsiasi servizio proposto dalla rete sono nostri). Da tutto questo non va esclusa nemmeno l’informazione in generale poiché solo informandoci correttamente impariamo a decifrare la realtà.
In un discorso molto più ampio, riguardante l’informazione in generale, il decano dei reporter statunitensi, Dan Rather, si domanda: “Come garantire un buon giornalismo che non sia succube della logica del click? Non ci sono risposte certe”. C’è però una sua affermazione che mi ha particolarmente colpito riferendosi alla nostra categoria: “Se avete il fuoco, il desiderio di fare il giornalismo che conta, ricordatevi: i cuori possono ispirare altri cuori con il fuoco. Il Paese e il mondo hanno bisogno del vostro lavoro. Adesso più che mai.” Concordo e aggiungo: “non fermatevi al primo comodissimo click, non perdete mai la voglia di approfondire ora che il sapere non ha confini”.

Immagine di copertina: Pixabay

Annapaola Di Ienno

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