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La finale a Wembley: lo sport può ancora colorare la storia…

venerdì, Luglio 9, 2021
La finale a Wembley: lo sport può ancora colorare la storia…

Ci sono eventi che non possono essere catalogati come semplicemente sportivi perchè non sono soltanto tali. Sono fatti destinati ad entrare nella storia, ad essere ricordati da tutti. Lo sport è in grado di regalare avvenimenti di questo tipo e in questi giorni lo sta facendo, con due competizioni che hanno per protagonista la nostra Italia e per teatro due luoghi molto cari da sempre agli sportivi di tutto il mondo: da una parte il torneo di Wimbledon, la massima aspirazione per ogni tennista, con il nostro Berrettini in grado comunque di regalare emozioni sul prato verde dell’ambitissimo impianto inglese, e dall’altro un evento più che raro, unico, forse irripetibile, ossia la finale di quegli Europei di calcio che si stanno svolgendo con un anno di ritardo, ma che vivranno il loro epilogo vedendo di fronte le Nazionali che forse, più di tutte le altre in Europa, rappresentano il calcio nella sua vera storia, cioè Inghilterra e Italia. Teatro del loro incontro in questa finale dal fascino irresistibile sarà uno stadio che ha una lunga storia: quello di Wembley che, in una nota che gli abbiamo chiesto di redigere appositamente, il nostro webmaster Riccardo Leone, grandissimo conoscitore del calcio, racconta così spiegando come mai venga considerato il tempio di questo popolarissimo sport:

Lo stadio di Wembley fu un impianto sportivo multifunzione britannico situato nell’omonimo quartiere di Londra. Inaugurato nel 1924, ufficialmente chiuso nel 2000 e demolito nel 2002 per fare posto al nuovo stadio con lo stesso nome, Wembley é soprannominato il “Tempio del football”, perché ospitò la finale di un’edizione del campionato mondiale e di una dell’europeo, oltre alle finali di cinque edizioni di Coppa dei Campioni tra il 1963 e il 1992 nonché di due edizioni della Coppa delle Coppe. Inoltre il vecchio Wembley fu per ben 76 anni l’impianto interno della nazionale inglese, ed il Teatro esclusivo della final four di FA CUP (Coppa D’Inghilterra) e delle finali di Coppa Di Lega inglese.

Numeri e fatti che parlano da soli, a testimonianza della lunga tradizione legata a quest’impianto. Ma non c’è solo tradizione antica perchè anche oggi il calcio che conta passa spesso da quelle parti. Ricorda ancora Riccardo:

Sorto sulle ceneri del vecchio Wembley Stadium, la sua realizzazione provocò feroci polemiche. La distruzione del vecchio impianto prevedeva infatti l’abbattimento delle due iconiche Torri sulle quali vigeva dal 1976 il vincolo storico-architettonico. Tuttavia, nel 2002 fu posta la prima pietra, e cinque anni dopo Londra inaugurò il nuovo modernissimo impianto.

Da allora sono stati diversi i momenti storici vissuti in quello stadio che domenica sarà il palcoscenico ideale di una partita destinata ad entrare nella storia, tra le speranze legate al fatto che anche stavolta lo sport possa aiutarci a combattere la dura battaglia che stiamo tutti quanti vivendo. Tra l’altro non è certo la prima volta che le maglie azzurre scenderanno in campo nel nuovo Wembley, come racconta ancora Riccardo:

Era il 24 marzo 2007, una data forse cara anche alla memoria sportiva italiana. Il match di inaugurazione vide affrontarsi le divisioni U-21 di Inghilterra e Italia. In quell’occasione, Giampaolo Pazzini mise a segno una tripletta salutata con grande entusiasmo dal pubblico di Wembley (3 a 3 il risultato finale).

Già, perchè c’è un altro aspetto da sottolineare: se quello stadio, quella cornice sportiva, è così particolare, è anche perchè, a quelle latitudini il calcio è vissuto con grande sportività ed è una cosa di sorprendente normalità vedere il pubblico applaudire i propri beniamini quando sono sotto di tre goals dentro casa. Scene come quelle dei giocatori danesi che hanno dato ancor più che tutto anche per il compagno Ericksen, colpito da un gravissimo incidente in campo e salvato prontamente da medici e personale altamente competente, o scene come quelle viste nella semifinale tra Italia e Spagna, con il capitano azzurro a scherzare con il suo omologo spagnolo prima dei rigori, non sono venute dal nulla. Sono il frutto di una cultura sportiva che si è nutrita soprattutto in questi ultimi tempi e con queste due Nazionali semplicemente di… sport! Sì, perchè sarà pur vero che i Ronaldo sono fuoriclasse dalla tecnica indiscutibile, ma è anche vero che questo torneo ha saputo farci vedere in finale due squadre che hanno espresso finora un gioco collettivo davvero da numeri uno, o, se preferite, numeri dieci. E poi queste due Nazioni, Italia e Inghliterra, sono quelle in cui il calcio moderno è nato. Ad essere onesti c’è da dire che sono stati proprio gli inglesi a giocare le partite con quelle che, dalla metà del XIX secolo, sono più o meno le regole attuali. Ma con altrettanta onestà intellettuale non si può negare che, tra i passaggi storici che hanno preceduto la nascita di questo sport così come oggi lo conosciamo, c’è stato sicuramente il calcio fiorentino del Cinquecento: Le regole certo erano diverse, ma la palla c’era e i giocatori pure e tanto basta a dimostrare l’innato amore per questo tipo di competizione sportiva che a tempo praticamente immemore appassiona in tutto il mondo.

Insomma: quella di domenica non sarà solo una partita. Sarà un grande evento storico. Sta a noi, a noi tutti, saperlo vivere con serenità e responsabilità, con quei gesti che non devono mai mancare quando si parla di eventi di questo tipo e quella speranza che, nei nostri cuori, dev’essere una sola: goderci lo spettacolo e – perchè no? – sognare in grande!

 

Massimiliano Spiriticchio

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