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“Io, mago per far divertire attraverso l’umiltà”

giovedì, Novembre 26, 2020
“Io, mago per far divertire attraverso l’umiltà”

Chi di noi non ha mai sognato di poter fare qualche magia? Chi di noi non ha mai desiderato di poter sfidare le leggi della fisica per trovare il modo di migliorare il mondo circostante? Oppure chi di noi, più semplicemente, non ha mai cercato uno spazio anche solo immaginario in cui tutto questo potesse anche solo per un breve momento accadere? Diciamoci la verità: siamo in tanti a provare una sorta di sana invidia nei confronti di chi la magia intesa come arte la coltiva davvero. Eppure, proprio tra i maghi, ce ne sono alcuni ai quali il solo fatto di poter apprendere – è proprio il casi di dirlo – i trucchi del mestiere sembrava qualcosa di assolutamente irrealizzabile. Oggi conosciamo uno di loro, che da persona sorda è oggi diventato uno dei più conosciuti ed apprezzati artisti italiani in questo campo. Lo abbiamo incontrato grazie all’Associazione Accessibilità & Eventi Deaf Aps. Si chiama Andrea Truffa, alias Andrew Magic, e ci sorprende già affermando che il suo obiettivo è donare divertimento con l’umiltà.

Cosa ti ha spinto ad intraprendere il tuo percorso artistico?

Da bambino avevo dei problemi di salute e facevo sempre sotto e sopra con l’ospedale per vari controlli.

Nel periodo natalizio mi ricoverarono in ospedale e mio zio mi regalò una scatola di magia del mago Silvan che custodisco ancora gelosamente.

All’età di 14 anni cominciai a studiare magia. Compravo vari materiali nei negozi specializzati di magia per esercitarmi. Io chiedevo a un amico udente e a sua moglie sorda di andare a Roma vicino al Parlamento perché c’era un negozio di magia molto famoso che purtroppo ora è chiuso.

Sono molto dispiaciuto perché cominciai in quel negozio il mio primo percorso.

Feci il mio primo spettacolo nel 1988 in una scuola di preti.

Nel 1989 mi iscrissi al club magico Marche. Mio padre mi accompagnava ogni due settimane per imparare.

Nel 1991 mi iscrissi al club magico nazionale, dove ci sono tantissimi maghi famosissimi, tra cui il mago Silvan, il mago Binarelli di Roma, il mago Cremona mio grandissimo amico, mago Forest, etc.

Grazie all’ex presidente del club magico Marche, ho conosciuto un amico di Torino, da cui andavo spesso e che mi insegnò la magia delle colombe. Si chiama mago Milton.

Viaggiavo sempre tra Torino, Cattolica e Bologna per vari aggiornamenti e ho fatto anche parte di una giuria.

Andavo anche sempre al club magico Pesaro ad insegnare ai nuovi corsisti udenti la magia.

Poi causa Covid si sono dovuti interrompere gli insegnamenti.

Cosa intendi comunicare attraverso la tua arte?

Voglio trasmettere al pubblico che anch’io sordo posso fare il mago.

Voglio far divertire attraverso l’umiltà.

C’è qualche artista che ammiri e da cui, guardandolo, hai imparato qualcosa?

Mago Silvan per la magia generale. Lo conoscevo già in passato, poi con l’ occasione del raduno dei maghi a Montesilvano tre anni fa,  tramite il club magico Abruzzo, ci siamo rincontrati. Un altro che ammiro è mago Frate.

Qual’è il tuo personale rapporto con le persone che partecipano alle tue esibizioni?

Il mio rapporto con le persone è dare soddisfazione, divertimento.

C’è un episodio in particolare che ricordi con piacere?

Nel 2008, grazie a una persona americana, mi hanno affidato l’incarico di organizzare in Italia a livello mondiale il campionato di tutti i maghi. È stata la mia prima esperienza.

Ho scelto di fare il coordinatore e il membro della giuria. Ho scelto di non gareggiare perché avevo già vinto due premi.

Poi quanto accaduto nel 2010 non lo dimenticherò mai: col sindaco di Cattolica feci un esperimento alla guida incappucciato, grazie anche all’aiuto della Polizia Municipale e al blocco delle strade per evitare il traffico. Volevo dimostrare agli udenti che ci siamo anche noi.

Quali sono i tuoi progetti futuri?

Mi piacerebbe fondare una scuola per sordi maghi, ma non è facile. Quando sarò pensionato continuerò l’insegnamento.

Ma è arrivato il momento di vedere all’opera il nostro amico Andrew Magic. Eccolo in un servizio dei colleghi di Tele2000 che documenta proprio la sua esperienza alla guida con gli occhi incappucciati di cui ci ha appena parlato.

Massimiliano Spiriticchio

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