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“Il sentimento”di un libro? Può essere descritto e rappresentato parola di…

lunedì, Dicembre 4, 2017
“Il sentimento”di un libro? Può essere descritto e rappresentato parola di…

L’approccio alla lettura è diverso da persona a persona. Quando uno scrittore nel corso del tempo s’identifica in un genere specifico, per il lettore è più difficoltoso, accettare eventuali cambiamenti temporanei o definitivi che siano. In questo caso lo scrittore in questione è riuscito a raccontare e a raccontarsi(uscendo dai generi trattati fino ad ora), con una semplicità sbalorditiva.

“Ogni mattina alle sette, lavato, sbarbato, vestito di tutto punto mi siedo al tavolo del mio studio e scrivo. Sono un uomo molto disciplinato, un perfetto impiegato della scrittura. Forse con qualche vizio, perchè mentre scrivo fumo, molto, e bevo birra. E scrivo, io scrivo sempre”. 

“Questo è Camilleri. Poi a novant’anni arriva il buio. E così come non era terrorizzato dalla pagina bianca, combatte anche l’oscurità della cecità e inizia a dettare. La sua produzione letteraria trova nell’oralità una nuova via per raccontare le sue storie. Ma se forte era la sua disciplina prima, lo è ancor di più oggi che può contare esclusivamente sulla sua memoria. E quindi occorre tenerla in esercizio: osservare nei dettagli i ricordi, rappresentarsi nella mente le scene.  Quelli qui pubblicati, come dice lui, sono i compiti per l’estate: 23 storie pensate in 23 giorni, che raccontano come nitide istantanee la sua vita unica e, sullo sfondo, quella del nostro Paese. La memoria qui non è mai appesantita nè dalla malinconia nè dal rimpianto. Per questo Camilleri ha chiesto a chi parla attraverso i colori, le forme, e i volumi di rendere il suo esercizio più godibile, più leggero, più spettacolare”.

Sono ancora le sue parole a descrivere perfettamente(come nel corsivo riportato all’inizio), quella che personalmente definisco la sua attuale condizione creativa:  L’ideale della mia scrittura è di farla diventare un gioco di leggerezza, un intrecciarsi aereo di suoni e parole. Vorrei che somigliasse agli esercizi di un’acrobata che vola da un trapezio all’altro facendo magari un triplo salto mortale, sempre con il sorriso sulle labbra, senza mostrare la fatica, l’impegno quotidiano, la presenza del rischio che hanno reso possibili quelle evoluzioni. Se la trapezista mostrasse la fatica per raggiungere la grazia, lo spettatore certamente non godrebbe dello spettacolo”.

Preferisco(eccezionalmente), affidarmi e affidarvi ancora alle parole dello scrittore Andrea Camilleri, proponendovi la presentazione che lui stesso fa della sua ultima fatica letteraria, di cui solo alla fine scoprirete il titolo.

 “Questo libro nasce appunto come un esercizio, una sorta di compito per le vacanze. Nell’estate 2016, infatti, in prossimità dei miei 91 anni, mi sono portato il lavoro sul Monte Amiata dove da sempre passo le mie ferie agostane. Non potendo dettare in vigatese, allora la gentile Isabella Dessalvi si è prestata a venire ogni mattina a scrivere i miei ricordi.

Ora non avevo messo in conto la pubblicazione del libro, non perchè non mi piacessero i racconti, ma perchè avendo una certa età, avendo da poco festeggiato il centesimo libro, essendo oramai cieco(e quindi come fa a scrivere? ) e ricevendo quindi ogni giorno accuse di assoldare dei “negri” che scrivono al posto mio, mi ero proposto di lasciarlo nel cassetto e buonanotte. Poi mi è stato suggerito di provarne a fare un libro diverso: perchè non chiedere a sei tra i più apprezzati illustratori italiani, di differenti generazioni, di contribuire con un disegno che potesse rappresentare il “sentimento” del mio libro? Vi chiederete: e perchè mai, essendo appunto diventato cieco, l’idea di avere delle illustrazioni che non avrei mai potuto vedere mi ha convinto a pubblicare i miei esercizi? Perchè io ho sempre amato l’arte, perchè io quando non ne posso più del buio nel quale sono costretto, mi ristoro nel ricordarmi pennellata dopo pennellata l’immagine dei quadri che ho amato e così nella mia mente tornano i colori.

E allora, anche se non li vedo, mi sono fatto raccontare nei minimi particolari le illustrazioni dei miei compagni di libro, me le sono ricostruite nella mia immaginazione e, lo confesso, mi sono piaciute assai. Quindi grazie a Gipi, Alessandro Gottardo, Lorenzo Mattotti, Guido Scarabattolo e Olimpia Zagnoli. Un ringraziamento particolare a Tullio Pericoli per la copertina”.

Non resta che immergersi nella lettura di: ANDREA CAMILLERI Esercizi di Memoria(Rizzoli).

Immagine di copertina: Instagram

Foto: – Credit: Associazione Amici di Piero Chiara, su Flickr

 

Annapaola Di Ienno

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