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Il riciclo dell’alluminio in Italia: modello di economia circolare

lunedì, Luglio 5, 2021
Il riciclo dell’alluminio in Italia: modello di economia circolare

Il riciclo dell’alluminio in Italia: modello di economia circolare

Questa settimana, Vortici.it, torna a parlare di ambiente e di riciclo, prendendo in esame un materiale specifico.

Il riciclo dell’alluminio in Italia è da considerarsi una pratica consolidata.

Nel 2018, l’Italia ha confermato il suo impegno nell’attività di ricerca propedeutica riguardo il riciclo dell’alluminio e degli altri rifiuti: secondo il rapporto nazionale del CIAL (Consorzio Nazionale per il recupero e il riciclo degli imballaggi in alluminio), i dati sono in crescita in quasi tutte le filiere e le aspettative sono positive considerando le nuove direttive europee in termini di economia circolare.
Partiamo prima dai dati in generale riguardanti la raccolta differenziata. L’anno scorso, l’Italia ha raggiunto il 55,5% e il riciclo dei rifiuti urbani è pari al 44% e il 67,5% di questi sono immessi al consumo, una soglia già superiore al 65%, identificata come minimo da raggiungere entro il 2025.

È nel riciclo dell’alluminio che l’Italia spicca.

Sono oltre 6700 i comuni italiani nei quali è attiva la raccolta differenziata degli imballaggi in alluminio (l’85% del totale), con il coinvolgimento di circa 53,9 milioni di abitanti (l’89% della popolazione italiana). La tendenza generale inoltre dimostra come l’Italia, sia al primo posto in Europa con oltre 955mila tonnellate di rottami riciclati (tra imballaggi e altri oggetti).

Va inoltre ricordato che la totalità dell’alluminio prodotto in Italia proviene dal riciclo ma non differisce rispetto al materiale originale. Il riciclo dell’alluminio in Italia e nel mondo, è uno degli esempi più efficaci di economia circolare, capace di coniugare qualità e sostenibilità.

Prima di proseguire la nostra trattazione occorre ricordare quali sono i rifiuti in alluminio e i relativi imballaggi:

– lattine per bevande
– scatolette e vaschette per alimenti,
– foglio sottile in alluminio
– bombolette spray
– tubetti
– tappi e chiusure.

Tutti questi materiali rinascono grazie al riciclo, dando vita a nuovo alluminio e a nuove e infinite applicazioni.

Il riciclo dell’alluminio in Italia: modello di economia circolare

Vi siete mai chiesti come si ricicla l’alluminio? Ve lo spieghiamo, partendo prima da un dato:

Tutto l’alluminio prodotto nel nostro Paese proviene dal riciclo e il processo per la sua produzione richiede solo il 5% di energia elettrica, rispetto alla produzione di quello primario.

L’alluminio, una volta raccolto, viene separato, pressato in balle e poi avviato alla fonderia dove il materiale viene dapprima pre-trattato a circa 500° per essere epurato da vernici o altre sostanze e poi fuso a 800° per ottenere alluminio liquido. Da questo si possono ottenere placche destinate a essere lavorate per la produzione di semilavorati e nuovi manufatti.

L’alluminio riciclato ha le stesse proprietà e qualità dell’alluminio originario e in Italia viene utilizzato nell’industria automobilistica (55%), nell’edilizia (26%), nei casalinghi e per nuovi imballaggi.

Cosa si ottiene dall’alluminio riciclato? L’alluminio viene riutilizzato per produrre nuovi oggetti o viene riutilizzato in alcune parti di automobili (i cerchioni sono costituiti al 90% da alluminio riciclato, i pistoni al 30%) mezzi pubblici, motocicli, biciclette (con 800 lattine se ne può fare una), monopattini (si possono realizzare con 130 lattine), barche, vagoni, ski-lift, aerei e perfino razzi.
È utile anche all’industria meccanica (in particolare nei macchinari per stampa; negli impianti di riscaldamento, nella rubinetteria industriale, nei dadi, bulloni, viti, chiodi) e a quella elettrica (batterie, fili, generatori elettrici, torri per antenne). L’alluminio viene re-impiegato anche negli altoparlanti, apparecchi radio e TV, telefoni cellulari, cavi telefonici, telecomandi, radar e negli attrezzi da cucina: se le pentole sono realizzate con il 90% di alluminio riciclato, per fare una caffettiera bastano, invece, 37 lattine.
Con oltre il 70% di materiale derivante da imballaggi di alluminio riciclato, l’Italia ha già superato gli obiettivi che l’UE ha posto”, in altre parole il 50% entro il 2025 e il 60% entro il 2030. Lo afferma Stefano Stellini, Responsabile comunicazione e relazioni esterne di CIAL, che riunisce l’intera filiera industriale: dai produttori di materia prima ai fabbricanti d’imballaggi fino agli utilizzatori finali, ai recuperatori, ai riciclatori.

Con questi risultati l’Italia sale sul podio, insieme alla Germania e dopo Stati Uniti e Giappone, per quantità di materiale riciclato, secondo i dati emersi durante il Forum Alluminio Italia Russia, organizzato da METEF, la fiera dedicata all’alluminio, e dall’Associazione Alluminio Russa RAA.

È opportuno segnalare però un peggioramento delle performance di riciclo: nel 2019, infatti, CIAL dichiarava 54.300 tonnellate d’imballaggi in alluminio riciclate nel 2018, pari all’80,2% delle complessive 67.700 tonnellate immesse sul mercato.
Nel 2020, invece, le tonnellate d’imballaggi in alluminio riciclate, dalle lattine alle vaschette, alle scatolette, al foglio sottile, ai tubetti, alle bombolette, tappi e chiusure, sono scese a 47.400, pari al 68,7% delle complessive 69mila tonnellate immesse sul mercato, cui vanno aggiunte 4.500 tonnellate d’imballaggio sottile destinato alla termovalorizzazione.

Questo risultato ha comunque consentito di evitare emissioni di gas serra pari a 355mila tonnellate di CO2 e di risparmiare energia per oltre 153mila tonnellate equivalenti di petrolio.
Nonostante questo calo, i risultati sono sorprendenti e l’Italia ne è protagonista!

 

* Occorre responsabilizzare noi stessi! rispettare e attenerci tutti, scrupolosamente e responsabilmente alle regole che abbiamo ricevuto in attesa di ricevere il vaccino. Abbiate cura di voi, dei vostri cari e dei vostri amici.

 

Immagine di copertina e altre immagini: Pixabay

Annapaola Di Ienno

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