Società

Il Reddito d’Inclusione Sociale è ai blocchi di partenza

mercoledì, Novembre 29, 2017
Il Reddito d’Inclusione Sociale è ai blocchi di partenza

Il budget complessivo (settennale) è pari a un miliardo e duecento milioni di euro. «I beneficiari stimati ad oggi sono circa 500.000 nuclei familiari, 1.800.000 persone, che saliranno di altre 200.000 famiglie raggiungendo quindi una platea di circa 2.500.000 persone, quando la misura assumerà il carattere di universalità» ha dichiarato Giuliano Poletti, ministro del lavoro e delle politiche sociali. «Questi sono dati potenziali, è una stima delle persone che hanno le caratteristiche per chiederlo. In quanti lo chiederanno non lo sappiamo ancora». Ai blocchi di partenza si presenta con questi numeri il Reddito d’Inclusione Sociale, del quale, come ricorderete, avevamo già parlato per spiegare come è nata l’idea e come si sta concretizzando. In quell’occasione avevamo promesso aggiornamenti, arrivati sia dal dibattito parlamentare sia dall’Inps, cioè l’Ente che sta per mettere a disposizione i moduli da compilare e presentare in Comune a partire dal 1 dicembre. In quest’ottica proprio l’Inps ha messo online sia la guida, che vi consigliamo di leggere attentamente per sapere le istruzioni da seguire per compilare la domanda e verificare se avete i requisiti. Ecco entrambe:

La guida dell’Inps

Il modello di domanda da stampare, compilare e consegnare al vostro Comune

Di Reddito d’Inclusione Sociale si sta parlando in Senato, dove è in corso il dibattito sulla legge di stabilità. Ci eravamo lasciati nell’attesa di sapere se la platea dei destinatari di questa misura si sarebbe allargata o no. La notizia è che in sostanza si è deciso di confermare quanto già deciso alla Camera, a meno di novità delle ultime ore che comunque non sembrano all’orizzonte. Nel testo della legge di stabilità, quando la norma sarà definitivamente approvata, si dovrebbe parlare di un impegno ad aumentare i fondi nei prossimi anni, dando la possibilità di accedere a questo strumento solo sulla base del reddito, senza altre limitazioni. Ciò che c’è di realmente nuovo è invece proprio la guida dell’Inps. L’istituto Nazionale di Previdenza Sociale spiega in quel testo alcune cose che normalmente non vengono specificate. La prima da notare è che certamente si può chiedere il Rei (Reddito d’Inclusione Sociale) anche nel caso in cui nella vostra famiglia ci sia una persona con disabilità. A farlo però dev’essere o uno dei suoi genitori, se la persona in questione è minorenne, o chi ne è il tutore legale. Riguardo a questo, noi di Vortici.it abbiamo appurato che, per essere tutore legale di una persona con disabilità, bisogna chiedere ad un giudice di essere riconosciuti amministratori di sostegno di quella persona, preparando la documentazione necessaria con l’aiuto di un patronato. Visto che per presentare le domande per ricevere il Rei già da quest’anno c’è poco tempo, dato che gli assegni cominceranno ad arrivare già a gennaio, la cosa migliore è fare subito tutto questo e chiedere al Tribunale competente di procedere con urgenza. Altro caso citato nella nota è quello delle donne in gravidanza, che possono richiedere il Rei presentando una documentazione che lo attesti. Per tutti (famiglie con disoccupati che abbiano più di 55 anni, donne in gravidanza o persone con disabilità), vale comunque una regola: avere un reddito Isee che non superi i 6.000 euro all’anno.

Nella stessa nota, l’Istituto guidato da Tito Boeri insiste molto sul fatto che chi richiede il Rei viene inserito in un progetto che ha anche una parte riguardante il lavoro e che, se poi, una volta eventualmente ottenuto l’assegno, non si fanno le cose previste nel progetto sottoscritto con lo Stato, si rischia di perdere il beneficio. Un altro chiarimento importante riguarda il modo in cui il Rei arriverà concretamente a chi se lo vedrà riconosciuto: una carta emessa da Piste Italiane, in tutto simile al bancomat, con tanto di pin da inserire ogni volta che la si vorrà usare. Sul sito www.poste.it presto troveremo le informazioni utili per utilizzare la tessera, con cui comunque si potranno pagare diverse cose ed ottenere sconti sulle varie utenze domestiche.

Insomma: non arriva certo la classica panacea di tutti i mali. Anzi: tutti dicono che non è un provvedimento risolutivo e che bisogna fare di più. La direzione però continua ad essere quella di non limitarsi a dare solo un contributo economico, ma di aiutare chi non ce la fa a ripartire davvero, con un lavoro ed una progettualità per il futuro proprio e delle propria famiglia. Speriamo davvero che si decida di proseguire, tutti insieme, su questa strada…

Massimiliano Spiriticchio

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