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Il Nobel per la fisica: dopo 37 anni il massimo riconoscimento scientifico torna in Italia

martedì, Novembre 2, 2021
Il Nobel per la fisica: dopo 37 anni il massimo riconoscimento scientifico torna in Italia

Il Nobel per la fisica: dopo 37 anni il massimo riconoscimento scientifico torna in Italia

L’anno in corso, per l’Italia è ricco di riconoscimenti: ci siamo distinti in campo canoro, sportivo, cinematografico, dolciario, scientifico!

Il premio Nobel per la fisica 2021 è andato per metà all’italiano Giorgio Parisi, docente di Fisica all’Università La Sapienza di Roma, per “la scoperta dell’interazione tra disordine e fluttuazione nei sistemi fisici dalla scala atomica a quella planetaria”. Quest’importante riconoscimento, torna in Italia dopo trentasette anni (l’ultimo Nobel per la fisica completamente italiano, fu assegnato, lo ricordiamo a Carlo Rubbia, nel 1984).
L’altra metà del premio è stata congiuntamente assegnata ai colleghi Syukuro Manabe, della Princeton University statunitense, e Klaus Hasselmann del Max Planck Institute for Meteorology di Amburgo, in Germania, “per la modellizzazione fisica del clima terrestre, che ne quantifica la variabilità e predice in modo affidabile il riscaldamento globale”.

Il fisico romano si è concentrato sullo studio dei vetri di spin, un particolare tipo di leghe metalliche in cui gli atomi di ferro, per esempio, sono inseriti casualmente in una griglia di atomi di rame. Anche se il numero di atomi di ferro è relativamente basso, questi bastano a cambiare le proprietà magnetiche dell’intero materiale in modo complesso. In particolare, ogni atomo di ferro si comporta come un piccolo magnete (uno spin, per l’appunto) il cui orientamento è legato a quello degli atomi vicini. In un magnete tradizionale, tutti gli spin puntano nella stessa direzione, mentre in un vetro di spin alcuni puntano in una direzione e altri in quella opposta.

È un problema che ha analogie nascoste con quello dei pattern irregolari dei gas raffreddati e cercare di risolverlo, a detta dello stesso Parisi, “è un pò come guardare le tragedie umane rappresentate da Shakespeare”. In ogni caso, il fisico ha messo a punto un sistema ingegnoso (il cosiddetto sistema delle repliche) che consente non solo di risolvere il problema dei vetri di spin, ma può essere applicato a molti altri sistemi disordinati, diventando una pietra miliare nella teoria dei sistemi complessi.

Il collega Umberto Bottazzini, in un suo articolo di commento pubblicato su il Sole 24 Ore, edizione online, del 6 ottobre 2021 (di cui riporto una parte) scrive: […] «Quest’anno il Premio Nobel per la fisica si concentra sulla complessità dei sistemi fisici, da quelli su più larga scala sperimentati dagli esseri umani, come il clima terrestre, fino alla struttura microscopica e alla dinamica di materiali misteriosi e al tempo stesso comuni come il vetro», si legge nel rapporto del comitato Nobel.
«Ci rendiamo conto che gli scienziati sono consapevoli che nessuna singola previsione di qualunque cosa può essere considerata una verità inattaccabile, e che senza comprendere le origini della variabilità non possiamo comprendere il comportamento di nessun sistema». Così, una metà dell’ammontare del premio Nobel è stato congiuntamente assegnata a Manabe e Hasselmann «per la loro modellazione fisica del clima terrestre, quantificando la variabilità e prevedendo in modo affidabile il riscaldamento globale».
Syukuro Manabe, un metereologo giapponese che lavora a Princeton, «ha dimostrato che livelli crescenti di anidride carbonica nell’atmosfera portano a temperature crescenti sulla superficie terrestre». I suoi lavori negli anni Sessanta del secolo scorso hanno posto le basi per gli attuali modelli climatici. Una decina d’anni dopo Klaus Hasselmann, professore al Max Planck Institute di Meteorologia di Amburgo, «ha creato un modello che collega tempo e clima» che consente di comprendere perché «i modelli climatici possono essere affidabili nonostante il tempo sia mutevole e caotico». Ha inoltre sviluppato metodi usati per provare che l’aumento di temperatura dell’atmosfera è dovuto alle emissioni di anidride carbonica provocate dall’uomo. L’attività di Manabe e Hasselmann riguarda più propriamente l’aspetto modellistico legato alla questione del cambiamento climatico.
L’altra metà del Premio è andata a Parisi per gli aspetti teorici della questione, in particolare «per la sua scoperta dell’interazione tra disordine e fluttuazioni nei sistemi fisici dalla scala atomica a quella planetaria». Verso il 1980, si legge nel rapporto del Comitato per il Nobel, Parisi ha fatto «scoperte che figurano tra i più importanti contributi alla teoria dei sistemi complessi», che hanno permesso di comprendere e descrivere molti materiali e fenomeni differenti e apparentemente casuali nelle aree più diverse. In fisica, certo, ma anche in matematica, biologia e neuroscienze. I contributi di Parisi spaziano dalla fisica delle particelle alla meccanica statistica, ai vetri di spin, la materia condensata, i super computer e le reti neurali.
Le scoperte premiate quest’anno, ha affermato il presidente del Comitato per il Nobel, «dimostrano che le nostre conoscenze sul clima poggiano su solide fondamenta scientifiche, basate su una rigorosa analisi delle osservazioni». Insomma, tutti e tre i vincitori del premio hanno contribuito a «farci acquisire una visione più profonda delle proprietà e dell’evoluzione dei sistemi fisici complessi». Comportamenti di sistemi complessi esemplificati dalle spettacolari evoluzioni di stormi di storni nei cieli di Roma, come Parisi amava talvolta mostrare nelle sue conferenze.[…].

Vi proponiamo anche questo contributo(prendetevi il tempo necessario e vedetelo tutto, possibilmente, senza interromperlo), per farvi conoscere meglio il pensiero del professore sul tema della ricerca e non solo. Come scoprirete, ci troviamo difronte a un discorso molto più ampio che tocca argomenti di stretta attualità e dai quali non possiamo più sfuggire. Da notare la straordinaria semplicità, umanità, umiltà e simpatia del Professore. A completare il tutto, un’inaspettata curiosità finale riguardante Giorgio come persona.

 

Conclusione: è un fatto  che in situazioni difficili L’Italia dà il meglio di se!
Bisogna credere e amare di più il nostro paese, occorrono più investimenti e meno fughe o meglio nessuna, di cervelli made in italy all’estero!

 

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* Occorre essere tutti responsabili! Abbiate cura di voi, dei vostri cari e dei vostri amici.

 

Immagine di copertina: Pixabay

Fonte video: https://www.youtube.com
– L’intervista integrale di Diego Bianchi al premio Nobel Giorgio Parisi(18 Ottobre 2021)
La 7 Attualità

Annapaola Di Ienno

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