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Il museo dell’ottocento, gioiello di Pescara

lunedì, Ottobre 18, 2021
Il museo dell’ottocento, gioiello di Pescara

Il museo dell’ottocento, gioiello di Pescara

La città di Pescara può annoverare, un gioiello museale di tutto rispetto. Parliamo del Museo dell’Ottocento.
Lo storico edificio dell’ex Banca D’Italia ospita la collezione dei capolavori dell’Ottocento italiano e francese dei coniugi Venceslao Di Persio e Rosanna Pallotta.
Duecentosessanta opere che raccontano un secolo ricco di cambiamenti, ideali e innovazioni.
La collezione si distingue anche per la ricerca – unica nel suo genere – sulla scelta delle cornici, dalle più antiche (XVI secolo) alle più recenti (XIX secolo).

Il percorso espositivo:

La visita si articola su tre piani, attraverso 15 sale ordinate per temi, scuole pittoriche e tendenze. Si parte dal contesto Internazionale della Napoli di inizio secolo, giungendo per mappature visive, contaminazioni e confronti all’interazione degli artisti italiani con la grande pittura paesaggistica francese alle soglie del nascente Impressionismo.

La nostra visita per voi lettori di Vortici.it, procede rispettando rigorosamente il percorso, seguiteci dunque tra queste autentiche meraviglie dal valore inestimabile!

Piano rialzato:

La prima sala propone uno sguardo al vedutismo, con protagonista il paesaggio di Napoli e dei suoi dintorni. Qui spiccano le tele di Joseph Rebell, tra queste, personalmente, mi ha colpito particolarmente Il monastero dei Cappuccini sulla costa amalfitana.
La seconda sala introduce alla “Scuola di Posillipo”, al centro troviamo i dipinti dei caposcuola Anton Sminck van Pitloo e Giacinto Gigante.

 

Il museo dell'ottocento, gioiello di Pescara
Anton Sminck van Pitloo – Templi a Paestum 1830 ca.

 

Il museo dell'ottocento, gioiello di Pescara
Giacinto Gigante – Convento dei Cappuccini a Sorrento 1845

La terza sala è dedicata a Domenico Morelli, il maestro dei pittori più grandi della scuola napoletana. In tutti i soggetti delle opere è evidente il rapporto con la pittura europea.

 

Il museo dell'ottocento, gioiello di Pescara
Domenico Morelli – Oro di Napoli 1865 ca.

Primo piano:

In queste sale si entra nel vivo delle ricerche visive della seconda metà dell’Ottocento: si va dalle opere di Alceste Campriani a quelle di Francesco Paolo Michetti, con dipinti e pastelli di vivace modernità, solo per citarne un paio. Insieme a loro, ci sono altri esponenti di spicco particolarmente amati dai collezionisti.
Due sono le sale monografiche: la prima di Antonio Mancini, con 17 quadri e un’altra di Michele Cammarano, pittore di rilievo nel panorama dell’arte napoletana ottocentesca.

 

Il museo dell'ottocento, gioiello di Pescara
Antonio Mancini – Testa di donna 1866

Secondo piano:

Le prime due sale esplorano alcune strade intraprese dall’arte italiana della seconda metà del secolo preso in esame, seguendo i fili conduttori della pittura storica, delle scene di genere e del ritratto. C’è poi un approfondimento del legame tra Napoli e la Francia. Si arriva a una focalizzazione su gli italiani a Parigi, dai fratelli Palizzi a Giuseppe De Nittis solo per citarne alcuni.

 

Il museo dell'ottocento, gioiello di Pescara
Giuseppe De Nittis – A teatro 1883 ca.

Il percorso procede con i pittori della “Scuola di Barbizon”, i cui aspetti salienti della pittura emergono dai lavori di Narcisse Virgilio Diaz de la Peña, Constant Troyon e molti altri, in alcuni casi provenienti da collezioni prestigiose. Chiudono il piano altri dipinti. Tra questi, ci sono quelli di Paul Huet.

 

Il museo dell'ottocento, gioiello di Pescara
Narcisse Virgilio Diaz de la Peña – La foresta di Fontainebleau 1855 ca.

Per poter apprezzare pienamente il museo, vi consigliamo di prendervi il tempo necessario, non bisogna avere fretta… Noi di Vortici.it ci siamo concessi un pomeriggio intero, ne è valsa la pena!(chi non potesse farlo per mancanza di tempo materiale, può comunque decidere di dividere la visita stessa in più giorni, il percorso è così ben organizzato da consentirlo). Riappropriamoci della cultura in presenza. A tal proposito, sento l’esigenza di ringraziare la Fondazione Di Persio – Pallotta per averci fatto scoprire questo loro patrimonio artistico, che ora appartiene non solo ai pescaresi ma al nostro Paese.

Per saperne di più:

Dentro il nuovo Museo dell’800 a Pescara – huffingtonpost.it

Il Museo dell’Ottocento, tesoro di capolavori – ansa.it

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Le Porcellane dei Duchi di Parma: la collezione in mostra alla Reggia di Colorno

 

* Occorre essere tutti responsabili! Abbiate cura di voi, dei vostri cari e dei vostri amici.

 

Immagine di copertina: Antonio Mancini – Prevetariello in preghiera

Annapaola Di Ienno

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