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Il coraggio della verità

lunedì, Febbraio 3, 2020
Il coraggio della verità

L’editoriale che state per leggere, era nell’aria da qualche tempo e aspettava solo il momento giusto per irrompere, in tutta la sua “cortese” incontenibilità.
Tutto parte da un bracciale di plastica giallo, un accessorio, forse, scontato per molti, ma non per me che lo indosso con convinzione dal primo momento.
Su quest’ultimo è incisa una frase pesantissima: #verità per giulioregeni, venuto a mancare nel 2016 in Egitto.
Questo è solo l’ennesimo caso italiano, dove la verità è così scomoda, ingombrante, terribile nella sua crudeltà, che si tenta di lasciarla cadere nell’oblio per tanti motivi di pura convenienza.
Questa tendenza è agevolata, quasi sempre, dalla convinzione (molto spesso comprovata dagli stessi accadimenti) che noi italiani abbiamo non solo la memoria corta, ma cosa ancor più grave, probabilmente, siamo poco disposti ad accogliere la verità dei fatti, forse perchè, in generale, preferiamo ignorarla.
Per uno strano scherzo del destino, troviamo, invece, facilissimo definire e relegare ogni evento clamoroso e di difficile comprensione a un mistero italiano, l’ennesimo…
Troviamo comodissimo trincerarci nella menzogna e nell’indifferenza (purtroppo in questo ci asseconda anche la politica).
Questa comodità è fortunatamente spazzata via dal coraggio della verità.
Un coraggio che, come spesso accade (dipende dai casi ovviamente), vede direttamente coinvolti genitori che, avendo perso un figlio/figlia, in circostanze poco chiare o peggio avvolte nel mistero, hanno fame, voglia, di verità e di giustizia.
È capitato con il caso della la collega del Tg3 Ilaria Alpi, dove entrambi i genitori, hanno lottato strenuamente fino all’ultimo giorno della loro vita(senza riuscirci completamente), per conoscere la verità dei fatti riguardo la sua uccisione. Il caso non è stato ancora chiuso, unicamente perché i colleghi della testata, coraggiosamente, caparbiamente, puntano, nel più assoluto riserbo a centrare l’obiettivo, avvalendosi di tutti strumenti legislativi a disposizione. Questo dovrebbe farci pensare…
A questo elenco di persone coraggiose e dignitose, dobbiamo annoverare a malincuore mamma Paola Deffendi e papà Claudio Regeni.
Chiediamo una verità processuale nei confronti di chi ha deciso sul destino della sua e delle nostre vite, di chi lo ha torturato, chi ha sviato le indagini, chi ha permesso e permette tutto ciò. Su Giulio sono stati violati tutti i diritti umani, compreso il diritto ad avere verità.
Alla tragedia di Giulio Regeni, scomparso il 25 Gennaio 2016 al Cairo, il mondo della politica non ha ancora risposto.
Non ha risposto l’Egitto di Al Sisi. Che continua a sabotare le indagini sul sequestro, la tortura e l’omicidio del figlio di Paola Deffendi e Claudio Regeni: in quattro anni gli egiziani hanno ucciso cinque innocenti, inventato storie incredibili, falsificato documenti per allontanare i sospetti dai loro apparati. Senza però riuscirci: cinque funzionari dei servizi segreti del Cairo, sono sotto inchiesta con l’accusa di aver partecipato al sequestro di Giulio. Non ha risposto l’Europa, a parte qualche passaggio di circostanza. Non ha risposto l’Italia che, anzi, ha rimandato il suo ambasciatore al Cairo. A combattere per ottenere verità e giustizia per Giulio e per tutti i Giulio d’Egitto ci sono però i genitori, Paola e Claudio, insieme al loro avvocato Alessandra Ballerini. Ma non sono soli. Con loro c’è l’onda gialla che parla di Giulio, indossa i braccialetti, appende quello striscione giallo per chiedere verità e giustizia. Perché Giulio era un cittadino italiano, un cittadino europeo che aveva scelto lo studio e la cultura come strumento di solidarietà e giustizia sociale. E che il 3 Febbraio 2016, quando il suo corpo fu trovato ai bordi dell’autostrada che collega Alessandria al Cairo, aveva 28 anni.


Questa toccante testimonianza è tratta dal libro di Paola Deffendi e Claudio Regeni: Giulio fa cose – con Alessandra Ballerini (Feltrinelli), uscito pochissime settimane fa.
Dovremmo davvero riflettere tutti, ricordandoci che la verità e la giustizia non sono solo indissolubilmente legate ma, costituiscono un Diritto inalienabile per ognuno e dunque non calpestabile. In realtà sappiamo benissimo che accade l’opposto… Tutto questo è ingiustificabile oltre ad essere intollerabile.

Annapaola Di Ienno

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