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Il 5 maggio, una Giornata Mondiale per dire grazie alle ostetriche

giovedì, Maggio 6, 2021
Il 5 maggio, una Giornata Mondiale per dire grazie alle ostetriche

Il 5 maggio, che ci siamo appena lasciati alle spalle, non è soltanto l’anniversario della morte di Napoleone, per quanto il sovrano francese sia una delle figure più importanti della storia europea e non solo. È anche, e dal nostro punto di vista soprattutto, la giornata in cui si sottolinea l’importanza di professioniste che si incontrano in uno dei momenti più belli e delicati della nostra esistenza. Stiamo parlando delle ostetriche: proprio il 5 maggio infatti ricorre la Giornata Mondiale dedicata a loro, che anche in questo periodo continuano ad essere generatrici di vita insieme alle madri che fanno nascere i loro bambini e per le quali rappresentano un supporto insostituibile, sia dal punto di vista medico che da quello umano. Per questo noi di Vortici.it non possiamo non sottolineare con grande gioia il gesto di chi ha scelto di accendere le luci dei riflettori su questa realtà e di ringraziare in modo simbolico e sentito le donne e gli uomini (perchè ce ne sono) che svolgono questa professione. Per questo, in diverse zone d’Italia, le ostetriche sono state raggiunte da una grande manifestazione di gratitudine nei loro confronti, a testimonianza del legame forte che si crea ogni volta che nasce una vita tra i genitori e quanti stanno loro accanto in occasione dell’arrivo di una nuova vita. Ecco allora che il racconto procede inevitabilmente per emozioni e che il sottoscritto vi rende partecipi di quanto vissuto all’ospedale di Pescara, dove, presso il reparto di Ostetricia, è stata affissa una targa donata dalle associazioni Adricesta Onlus e Adisco. La targa in questione è proprio una forma di ringraziamento per il ruolo importantissimo che lo ostetriche hanno continuato e stanno continuando a svolgere anche durante la pandemia che stiamo vivendo. I volti raggianti visti in quest’occasione lasciano trasparire la tanta umanità e le tante sofferenze passate insieme alle madri, ma anche l’impegno legato ad un aggiornamento costante in una professione da svolgere con grande professionalità. Appena arrivati è impossibile resistere alla tentazione di guardare un grande pannello, posto sulla parete sinistra proprio accanto alla porta d’ingresso del reparto: al suo interno si leggono i nomi dei bambini che lì sono nati, in costante aggiornamento. sono scritti a mano, con tanto di disegni e decorazioni varie, a sottolineare i sentimenti che chi festeggia l’arrivo di una nuova vita prova e vuole condividere. Il dottor Maurizio Rosati, direttore del dipartimento materno infantile e primario di Ostetricia e Ginecologia del nosocomio pescarese ci tiene subito a precisare: “Le donne quì da noi ricevono tutte le cure più recenti, abbiamo tutta la tecnologia disponibile, però lavoriamo anche sull’umanizzazione del parto. In questo le ostetriche naturalmente sono depositarie di un’antica Arte e si fanno carico di questo proprio perchè, al di là del tecnicismo, c’è anche l’aspetto umano. Vedo che sono molto attente a questo aspetto e noi ne siamo molto contenti”. La cerimonia va avanti e Carla Panzino, Presidente di Adricesta Onlus, spende parole cariche di commozione per sottolineare la gratitudine di tante mamme che hanno avuto accanto proprio le ostetriche nel momento in cui i loro bambini sono nati, soprattutto ora che la pandemia impone cautele particolari, anche se va sempre ricordato che i padri possono assistere al parto. Proprio quest’aspetto però sale prepotentemente alla ribalta durante l’intervista a tre professioniste che lavorano all’ospedale di Pescara. Il loro racconto è intriso di emozioni forti e passione, soprattutto quando si chiede loro dell’importanza del trovare una donna quando si vive l’esperienza del parto. Per questo vi invitiamo ad ascoltarle:

Ha scritto il Lancet Global Health, una delle più autorevoli riviste scientifiche, aggiornando nel 2020 i dati di un’analisi del 2014, che investire e valorizzare il ruolo delle Ostetriche e dei modelli organizzativi di continuità assistenziale (presa in carico della donna e della sua famiglia nel periodo perinatale) può ridurre, entro il 2035, del 67% le morti materne e del 64% le morti neonatali prevedibili. La rivista ha inoltre specificato che anche in Occidente i Modelli di assistenza a gestione autonoma dell’Ostetrica/o sono associati a migliori esiti di salute: riduzione dei parti pre-termine, delle morti endouterine fetali e degli interventi ostetrici, con un maggior grado di soddisfazione materna. “Molti interventi di salute erogati dalle Ostetriche/i italiane in ogni setting assistenziale, 7 giorni su 7, 24 ore su 24, si sono dimostrati efficaci” fa notare la Federazione Nazionale Collegi Ostetriche “nel ridurre la diffusione della pandemia e nel garantire standard assistenziali raccomandati anche alle donne con malattia da SarsCovid-19. In particolare, sono state attivate strategie per intercettare e assistere le donne che, temendo il contagio, avrebbero rinunciato all’offerta di incontri ed esami perinatali raccomandati e indifferibili” spiegano le rappresentanti nazionali della professione Ostetrica. La Fnopo chiede dunque di investire di più sulle ostetriche per investire sulla salute delle donne e sul futuro del Paese, garantendo la migliore assistenza possibile nel momento della nascita di una nuova vita. Noi di Vortici.it, dal canto nostro, non possiamo che apprezzar la grande umanità mista a professionalità e concludere che preparazione e passione sono come due braccia dello stesso corpo: se sono in sintonia, possono davvero fare un gran bene…

 

Massimiliano Spiriticchio

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