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Halloween, Holyween e la fiducia nei giovani (e non solo)…

mercoledì, ottobre 31, 2018
Halloween, Holyween e la fiducia nei giovani (e non solo)…

“Credo che dobbiamo tutti avere molta fiducia nei giovani. Non è vero che sono attratti dal male, dalle zucche vuote e dall’horror. Il problema è che non hanno alternative. Ma quando si presenta loro l’ideale di una vita spesa per gli altri, eroicamente dedicata al bene, come è stato per i santi, essi ne sono attratti, perché nel cuore di ogni giovane c’è un’irresistibile passione per lasciare una traccia, per essere un “qualcuno”. I santi li ricordiamo ancora oggi – benché talvolta giovanissimi – per la loro gioia contagiosa. Dobbiamo, quindi, chiedere ai giovani molto e proporre loro una misura alta della vita cristiana”. Queste parole sono state pronunciate nel 2013, in un’intervista al giornale online zenit.org da don Andrea Brugnoli, fondatore della Sentinelle del Mattino, un gruppo cattolico nato sotto l’impulso provocato dall’uso fatto di quell’espressione da San Giovanni Paolo II, che definì “sentinelle del mattino” i giovani. Le parole di don Andrea appaiono di grande attualità per almeno due motivi: il primo è che, come ormai accade ogni anno, ci apprestiamo a vivere la serata del 31 ottobre e la giornata del 1 novembre, in cui, mentre ci sarà chi festeggerà la serata a base di zucche legata ad Halloween, cui sarà anche chi festeggerà la ricorrenza di Tutti i Santi e chi ha deciso di fare entrambe le cose. Il secondo è che viene da più parti sottolineata la mancanza di fiducia nei giovani, al centro della riflessione di don Andrea. Per questo lui e le Sentinelle del Mattino hanno deciso di non limitarsi ad una sterile denuncia o lamentela, ma di scendere in campo facendo, tra l’altro, da motore propulsore di un’iniziativa che sta sempre più prendendo piede lungo tutte le regioni della nostra Italia.

Il suo nome è Holyween ed ha un funzionamento molto semplice: si tratta infatti di proporre le immagini di santi per riflettere su esempi positivi con i quali confrontarsi e che si può scegliere di indossare e interpretare almeno per un giorno. Da ormai undici anni quest’iniziativa è presente e, come sempre, quando si tratta di festeggiare, gli italiani non sono secondi a nessuno. Per questo non si meraviglierà nessuno nell’apprendere che sono ormai molte la parrocchie in cui si fanno feste per i bambini, nelle quali i piccini insieme ai grandi si vestono da angioletti o da santi, ridono, giocano, scherzano e ovviamente… mangiano in un clima di festa ed allegria nel quale non mancano il ricordo degli esempi di vita dati dai santi, il racconto magari giocoso delle loro storie e il ringraziamento a Dio nella preghiera. Oltre questo non manca la diffusione in rete, con tanto di immagini dei santi messe nei profili Facebook, WhatsApp, Twitter, Instagram e via discorrendo.

L’idea di festeggiare Holyween prende le mosse dall’intento di riappropriarsi di una festa il cui significato è quello di celebrare la vita, cosa che, secondo la dottrina cristiana, accade anche il 2 novembre, nel giorno della commemorazione di tutti i fedeli defunti, quando si celebra in realtà la fede nella vita eterna. In effetti, già solo nel ripercorrere un po’ di storia, ci si imbatte in un dato che fa riflettere su quanto la dinamica in atto non abbia in realtà molto di nuovo: da tempi lunghissimi, infatti, ci si divide tra due idee: quella di origine celtica legata ad Halloween e quella cristiana, legata invece alla fede nella vita eterna e alla venerazione dei santi. La festa vissuta dai Celti prima dell’avvento del cristianesimo aveva l’intento di celebrare il ritorno in vita dei morti che si credeva vagassero proprio la sera del 31 ottobre sulla Terra alla ricerca dei viventi ai quali magari combinare qualche “scherzetto” da impedire, nel periodo in cui ci si poteva godere il raccolto, offrendo loro dei dolci. Tali “scherzetti” provocati dai morti, che si riteneva venissero chiamati da una divinità, potevano essere molto spiacevoli e non si esclude che tra essi potessero esserci anche malanni di vario tipo, anche fisico. Lo stesso nome della festa, nella lingua originale All Hallows’ Eve, significa “vigilia di Tutti i Santi”, ma non manca chi afferma che in realtà la parola Halloween derivi da All Allows Even, ossia “tutto è permesso”. Contro questo modo di intendere la vita e la morte il cristianesimo, nel suo intento evangelizzatore, cercò di cambiare il significato di questa festa. Per questo Papa Gregorio IV decise di spostare al 1 novembre la festa di Tutti i Santi, inizialmente celebrata il 13 maggio. Le tradizioni precedenti il cristianesimo, però, pur modificate, rimasero e, quando nell’Ottocento, in seguito ad una crisi economica, molti irlandesi si trasferirono negli Stati Uniti, si portarono dietro la loro tradizione che ora dagli Usa sta espandendosi in molti altri Paesi, Italia inclusa.

Dunque le due tradizioni, pre-cristiana e cristiana, si sono sempre ritrovate a condividere territori e culture nelle quali si sono inserite, una con l’idea di richiamare in vita i morti dovendoli però “tenere a bada”, l’altra invece con la ferma intenzione che la vita va molto oltre la dimensione che viviamo e l’idea che anche il rapporto con quanti fisicamente non sono più con noi debba essere vissuto con la certezza che, anche se in un altro modo, ci sono ancora. La questione dunque va molto oltre la semplice serata tra parenti ed amici e l’evasione di un momento di allegria. Per questo diversi educatori sottolineano l’importanza di dare a bambini e ragazzi l’occasione di riflettere su questi temi senza noiose disquisizioni, ma offrendo loro contenuti e modi di vivere queste giornate ispirati all’idea di sottolineare l’importanza di valori positivi, che possano aiutare bambini e ragazzi nel prosieguo della loro vita, seminando in loro speranza, fiducia e positività e spingendo gli adulti a stare con i giovani, e parlare con loro senza inutili contrapposizioni o esagerati allarmismi, ma con un linguaggio ed uno stile che risultino accattivanti, interessanti e (perchè no?) anche divertenti. Ecco, ad esempio, un video in inglese (ma comprensibilissimo anche in italiano) che invita a festeggiare Holyween:

Insomma: festeggiare non è affatto vietato. Ma della festa si approfitti per recepire e condividere messaggi positivi…

— Massimiliano Spiriticchio

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