Redazione

Elvira e la gioia che va oltre l’angoscia e il dolore mettendo il cuore in Festa

mercoledì, Dicembre 20, 2017
Elvira e la gioia che va oltre l’angoscia e il dolore mettendo il cuore in Festa

Sarà un caso o forse no? Credete quello che volete, ma sicuramente a volte i nomi sembrano davvero strumenti per cominciare a conoscere le persone che li portano. Avevamo conosciuto Elvira qualche mese fa, quando era stata con sua madre ad un evento in cui Michela Napolitano aveva raccontato la loro vicenda, quella cioè della gravidanza da cui Elvira è nata. Già allora, nell’emozione di quell’incontro, aveva cominciato a sorgere una domanda, poi affiorata nella testa col tempo, conoscendola un pò meglio: “Se sentissimo lei? Cosa direbbe della sua vita, di se stessa oggi, di quella gravidanza in cui la madre ha detto di no all’aborto, aiutata da una serie di circostanze e di persone che l’hanno sicuramente aiutata nel far nascere Elvira?”. Già, Elvira: nome dall’origine incerta, perchè c’è chi dice che deriva dall’ebraico e significhi “tempio di Dio” e chi afferma che deriva dall’antica lingua germanica e significa “allegra”. In entrambi i casi, chi l’ha conosciuta un po’ ha la sensazione che davvero questo nome, soprattutto se associato al suo cognome, Festa, dia l’idea della grande gioia di vivere che questa ragazza porta in sè. Questa gioia di vivere Elvira la trasmette con un istinto ed un entusiasmo travolgenti, ma anche con la profondità e la sensibilità tipiche di chi vive la vita come un immenso e meraviglioso Dono, senza dimenticare la concretezza, ma anzi vivendo un connubio di sensazioni tra loro anche contrapposte, che convivono stimolando di continuo in positivo la persona che le prova. Per questo le risposte alle domande che le abbiamo posto e che ci sono venute dal cuore vanno lette con attenzione, dal momento che aprono a riflessioni vere, autentiche, profonde e, al tempo stesso, cariche di gioia e speranza.

Sapere che tua madre e tuo padre hanno vissuto i “venti giorni per un’alba” che cosa ti fa pensare e sentire?

R: Troppe volte ho sentito nominare questo titolo, eppure non riesco mai ad abituarmi alla sensazione che esso suscita in me. Una strana emozione, un connubio di gioia e angoscia. Essere sempre più consapevole del dolore di cui hanno sofferto i miei genitori in quella situazione, con gli anni, ha fatto crescere in me un senso di responsabilità da cui non riesco a distaccarmi. Spesso mi sfiora il pensiero di essere stata la causa di tutto quel dolore, anche se quella bambina era segnata da una colpa innocente. Certo è che se non ci fossi stata quel dolore non sarebbe mai esistito, ma con esso non sarebbe mai esistita neanche la nostra felicità.

Che ruolo ha avuto ed ha nella tua crescita personale tutto quello che è accaduto durante quella gravidanza?

Mia madre continua a ripetere che io le ho cambiato la vita, ma io ribadisco che è stata lei a cambiare la mia! Quella gravidanza  ha segnato la mia vita. Sono nata con una responsabilità sulle spalle che ogni giorno mi ritrovo ad affrontare e che senz’altro ha condizionato il mio pensiero, mi ha regalato una maturità ed una sensibilità più avanzate rispetto alla mia età, forse perché già nella pancia mi sono sentita chiamare in causa troppe volte, quindi ho pensato bene di prepararmi al meglio!

Pensi che ci sia un legame tra il fatto che tua madre, in quel periodo, ha incontrato persone ed associazioni che le hanno dato sostegno ed aiuto ed il tuo orientamento attuale verso la solidarietà o comunque l’aiuto nei confronti del prossimo?

Non credo che questo sia stato un fattore determinante nel mio orientamento attuale, anche perché sostengo che la solidarietà faccia parte di me, forse, ancora prima di averlo deciso. E’ un’inclinazione che proviene dal cuore ma che sicuramente è condizionata dall’ambiente in cui si vive. Nella mia famiglia è un principio che ci ha sempre accompagnati a partire dalle piccole cose. Oggi ho perso il conto di quante persone e di quanti animali abbiamo aiutato e che sono diventati parte della mia vita. Sono cresciuta in un ambiente in cui aiutare gli altri è sempre stato un valore primordiale e che con il tempo per me è diventato un atteggiamento spontaneo.

Tuo padre visse inizialmente con difficoltà la gravidanza dalla quale sei nata tu. Oggi, per quello che puoi dirci, com’è il tuo rapporto con lui?

Straordinario! Conoscerlo è stata una delle fortune più grandi che la vita mi ha regalato! E’ un padre eccezionale, nonché un uomo meraviglioso. Fin da piccola sono stata legata a lui in una maniera sproporzionata. Ricordo che quando partiva mi infilavo nel suo armadio e stavo lì ore ad abbracciare le sue camicie, perché il profumo addolciva la sua mancanza. Inoltre sono nata il 25 Febbraio, la sua data di nascita, perciò il nostro era un legame già previsto da Qualcuno!

Cosa provi quando ascolti tua madre dare una testimonianza su quella gravidanza o partecipi ad eventi in cui si parla di quanto accaduto?

Accompagno sempre mia madre in questo percorso e l’emozione che provo non è mai la stessa. Pur conoscendo la storia in ogni minimo dettaglio, ad ogni testimonianza riesce sempre a sorprendermi. La sento parlare e non esiste musica più emozionante della sua voce. Sul mio volto le lacrime scorrono dall’inizio alla fine della testimonianza, per poi finire nel nostro abbraccio. E’ una sensazione forte e le parole non bastano mai a descriverla. Ascolterei quella testimonianza per ore ed ore senza mai stancarmene, ma la cosa più bella per me è guardare  i suoi occhi mentre racconta la nostra storia che non smettono mai di brillare. Di quell’amore non ne avrò mai abbastanza!

La spiritualità che posto occupa nella tua vita?

Nella mia vita la fede ha sicuramente un ruolo centrale. Non c’è giorno in cui non ringrazio Dio per tutto quello che ho! Ho una famiglia meravigliosa, una storia incredibile e dei valori stabili che arricchiscono la mia vita. Non sono praticante, non conosco tutto della mia religione, ma sento di essere una vera cristiana. Posso dire che Dio è la certezza più grande della mia vita; certezza perché a me non serve una prova scientifica della sua esistenza, Lui esiste in me, è nel mio cuore!

Tu sei impegnata nel volontariato. In che modo cerchi di essere vicina agli altri? Che cosa ti spinge in questa direzione?

Io non faccio parte di nessuna associazione di volontariato se non il “Movimento per la vita– Voce senza confini” di cui mia madre è presidente, ma cerco di aiutare gli altri quotidianamente, cominciando dalle piccole cose. Spesso si pensa che per aiutare gli altri sono necessarie grandi azioni e si tralasciano i piccoli gesti apparentemente ininfluenti: una preghiera, un consiglio, un abbraccio…è così che aiuto gli altri, dedicando loro le mie attenzioni, il mio tempo.

Tra le tue attività c’è la pagina “Buone notizie”, in cui, un po’ come sul nostro Vortici.it, si cerca di dare notizie positive. Perché ad un certo punto hai avvertito la necessità di dar vita a quest’esperienza?

La pagina “Buone notizie” non è stata una mia iniziativa; mia madre ha creato questa pagina e io cerco di mantenerla attiva il più possibile. Amo le cose belle, amo tutto ciò che c’è di colorato nel mondo e attraverso le buone notizie che pubblico in questa pagina cerco di diffondere serenità. Nel nostro mondo purtroppo le belle notizie sono passate in secondo piano e con questa pagina vorrei ricordare alla gente che siamo circondati da cose belle, basta solo guardare il mondo con gli occhi della vita.

Oggi sei quasi maggiorenne e ti appresti a vivere un nuovo capitolo della tua vita in una città diversa dai luoghi in cui finora sei vissuta. Cosa speri per il tuo futuro?

Fin da piccola il mio cassetto dei sogni è sempre stato troppo grande! Con il passar del tempo ho cominciato a trasformare quei sogni in obiettivi ed uno di questi è proprio vivere in un’altra città. Io sono molto ottimista, ho tante speranze e questo entusiasmo mi permette di fronteggiare la paura  che spesso si ha in questa fase della vita. Scegliere la strada non è facile, ma ogni scelta è un gradino in più per arrivare fino in cima all’obiettivo. Il mio più grande sogno è vivere vicino alla mia famiglia. Trasferirmi nella città in cui studia mia sorella per me significa dare forma a questo sogno. E’ con entusiasmo che guardo al futuro ed ogni progetto è una pagina di un grande libro che spero si riveli molto soddisfacente.

Come si potrebbe, secondo te, migliorare la vita dei giovani in Italia? Te la sentiresti di dare qualche suggerimento su cose concrete che pensi si possano fare?

Inutile negare che noi giovani siamo un pò delusi dalla nostra Italia. Vivo in prima persona questo malcontento. Senza dubbio non è facile avere speranza in un ambiente così poco attento alle nostre esigenze, ma io, personalmente, cerco sempre di soffermarmi sugli aspetti positivi della nostra terra. Si potrebbero intraprendere molte attività che migliorerebbero la vita di noi giovani, ma l’iniziativa non può che partire da noi stessi. Il primo consiglio che posso dare è quello di iniziare ad essere più intraprendenti. Partecipo a molte manifestazioni ed eventi e vedo che sono pochi i ragazzi che, come me, sono disposti a perdere un’ora del loro tempo per ascoltare qualcosa che potrebbe rivelarsi interessante. Noi giovani tendiamo sempre a desiderare ciò che non ci viene offerto, ma quando bisogna mettersi in gioco nessuno ne ha il coraggio. Il mio consiglio è quello di far sentire la nostra presenza e dimostrare al mondo che la nostra generazione vale più di quanto si pensi!

Massimiliano Spiriticchio

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