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“Detta moda” da 145 anni e un giorno…

lunedì, Maggio 21, 2018
“Detta moda” da 145 anni e un giorno…

Meno male che esistono i jeans! Si adattano con tutto, stanno bene a tutti e sono il capo d’abbigliamento preferito dai giovani così come dai più “grandi”.  Indubbiamente è una tipologia di pantalone che più di ogni altro ha rivoluzionato il modo di vestire moderno e contemporaneo e per chi vuole seguire la moda, è diventato un accessorio indispensabile. Con il tessuto denim, non vengono realizzati soltanto i pantaloni ma anche altri elementi che costituiscono il nostro abbigliamento: scarpe, borse, portafogli, bracciali…
Il jeans ha compiuto proprio ieri, 20 maggio, 145 anni! e a noi di Vortici.it l’avvenimento non poteva non incuriosirci, del resto chi vi scrive, usa abbastanza questo capo, certamente casual ma all’occorrenza anche chic…

I blue jeans hanno conquistato tutte le generazioni in un secolo e mezzo di storia, senza mai invecchiare. Il loro segreto sta nella capacità di rinnovarsi a ogni stagione, cambiando pesi, colorazioni e modelli.

Jeans femminili

Dei jeans si sono innamorati tutti: dalle star del cinema ai presidenti degli Stati Uniti, da Reagan a Clinton fino a Obama. Marilyn Monroe negli anni 50’ li indossava con una semplice camicia bianca, Farrah Fawcett è indimenticabile con i jeans a zampa, sneakers e t-shirt rossa a spalle scoperte, per mettere in risalto la sua chioma bionda. C’è poi l’iconica Audrey Hepburn che in uno dei suoi film più famosi, Colazione da Tiffany, li indossa con estrema spontaneità con un asciugamano tra i capelli.

Come non menzionare poi la pop-star Madonna che negli anni 80’, giovanissima e trasgressiva anticipava la moda indossando jeans strappati, borchie e chiodo di pelle o Sarah Jessica Parker che in Sex and The City porta il jeans stretto sopra alla caviglia con la camicia a quadri legata in vita.

Tutte le top model più imitate, da Naomi Campbell a Kate Moss non possono fare a meno dei jeans anche nelle occasioni speciali.

Scopriamo dunque insieme la storia di questo capo che mi permetto di definire a questo punto universale. Nonostante si pensi(visto il suo nome) che sia una creazione d’oltreoceano, i jeans nascono a Genova nel XVI secolo e solo a fine Ottocento raggiungono San Francisco, dove nel 1873 sarà avviata la prima produzione, esattamente il 20 maggio. Pensati originariamente come capo da lavoro, negli anni hanno conquistato il pubblico e grazie agli stilisti, oggi sono stati sdoganati per le occasioni più disparate, dalle situazioni più casual e sportive a quelle più eleganti e sofisticate.

Ma come vengono fatti i Jeans? scopriamolo con l’aiuto di questo contributo:

Tanti sono i modelli che si accumulano nei guardaroba di anno in anno, secondo le mode del momento: dal jeans a vita alta a quello a vita bassa, dallo skinny(aderente) alla zampa d’elefante, dal boyfriend ai jeans strappati, con toppe, glitter e scritte.

La moda in questi 145 anni ha visto la nascita di tanti modelli di jeans. È un capo che si presta alla personalizzazione. Sul tema tornano in questa stagione toppe, spillette e applicazioni, fiori, teschi, frasi celebri.  Per chi con ago e filo non ha grande dimestichezza, ci sono i patch termo adesivi: due minuti di ferro da stiro e un pò di fantasia sono sufficienti.

Prima di concludere eccovi alcune interessanti curiosità:
– Non bisogna confondere il termine denim (che indica il tessuto) con il termine jeans che identifica il taglio dei pantaloni.
– Il termine Denim deriva da una contrazione di “de Nimes”, città di tessitori in Provenza.
– Giuseppe Garibaldi indossò un paio di “genovesi” durante lo sbarco dei mille a Marsala(sono conservati oggi a Roma presso il Museo centrale del Risorgimento all’interno del Vittoriano).
– Negli anni 50’ il jeans torna in Europa, insieme al prestigio delle truppe americane. Di lì a poco il boom del cinema statunitense porta nelle case il mito del casual.
– 1955: esce Gioventù Bruciata. Gli indumenti di James Dean (maglietta bianca e blue jeans) diventano un’icona dell’immaginario giovanile.
– Il nome della linea di Blue jeans della Blue Bell è stato scelto grazie ad un referendum dei dipendenti. La scelta cadde su Wrangler, che in inglese significa “attaccabrighe”, mentre per l’americano del West indica proprio il “cowboy in azione”.
– Negli anni 60’ il jeans diventa l’indumento della ribellione giovanile, manifesto della voglia dei giovani di prendere le distanze dall’ipocrisia del mondo adulto.
– Nel 1968 le rivolte giovanili scelgono il pantalone azzurro quale uniforme.
– Dagli anni 70’ anche le grandi marche si “impadroniscono” di questo indumento, introducendolo nel loro prêt-à-porter.

Immagine di copertina: Pixabay
Miniatura: Pixabay

Fonte video: https://www.youtube.com/
Come è fatto JeansDiscovery Channel(23 Maggio 2011)

Annapaola Di Ienno

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