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Dalla lungimiranza di un uomo nasce un’idea concreta e duratura…

lunedì, Febbraio 11, 2019
Dalla lungimiranza di un uomo nasce un’idea concreta e duratura…

Ci sono uomini che hanno lasciato tracce importanti e indelebili nella storia del nostro Paese(la p maiuscola non è un errore di battitura…).
Qualche settimana fa è venuto a mancare Giuseppe Zamberletti (1933-2019). Probabilmente la maggior parte di voi si chiederà, come ho fatto io: chi è? cosa ha fatto? Perché è stato importante? Da queste tre domande prende spunto l’articolo di questa settimana.
Giuseppe Zamberletti è stato un uomo politico, eletto alla Camera dei deputati nel 1968, 1972, 1976, 1979, 1983, 1987 e al Senato nel 1992 nelle fila della Democrazia Cristiana. Fondatore della moderna Protezione Civile Italiana, si è sempre occupato di tematiche riguardanti la sicurezza dei cittadini. Ha introdotto il concetto di previsione e prevenzione distinto dalle attività di soccorso e intuito la necessità di un supporto tecnico-scientifico alla politica. La sua esperienza di riordino del sistema è culminata con una legge del 1992, che certifica il traguardo di un progetto durato anni. È stato sottosegretario all’Interno nei governi Moro e nel governo Andreotti (1974-1978), Ministro della Protezione Civile nei governi Spadolini, Craxi e Fanfani (1982-1987), ma anche ministro dei lavori pubblici nel 1987 e Commissario straordinario in seguito ai terremoti in Friuli nel 1976 e in Irpinia nel 1980. Nel 2007 è stato nominato Presidente della Commissione Grandi rischi, di cui è stato poi presidente emerito. Nel 1996 infine, è stato insignito del titolo di Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana.
Grazie a quest’uomo nasce dunque, un Dipartimento che adesso è diventato vitale nella gestione di ogni tipo d’emergenza. Conosciamone da vicino storia, compiti e funzioni per capirne meglio l’effettiva importanza.

In generale, quella della Protezione Civile è un’attività svolta dall’amministrazione pubblica per la protezione della pubblica incolumità, con particolare attenzione alla previsione e prevenzione delle varie ipotesi di rischio, il soccorso delle popolazioni colpite da catastrofi o eventi calamitosi, nonché al superamento dell’emergenza connessa ai predetti eventi. Tali attività sono rivolte a tutelare l’integrità della vita, dei beni, degli insediamenti e dell’ambiente dai danni o dal pericolo di danni derivanti da calamità naturali, catastrofi e altri grandi eventi, che determinino situazioni di grave rischio.

Politiche e compiti riguardanti quest’ultima sono coordinati e attuati nell’ambito di un sistema reticolare incardinato presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, che prevede l’istituzione di un Servizio Nazionale di Protezione Civile. Alla realizzazione di tali compiti provvedono, infatti, le amministrazioni centrali e periferiche dello Stato, le Regioni, le Province, i Comuni e le Comunità montane. Vi concorrono gli enti pubblici nazionali e territoriali, ogni altra istituzione e organizzazione pubblica e privata presente sul territorio nazionale e vi partecipano, inoltre, i cittadini e i gruppi associati di volontariato civile, gli ordini e i collegi professionali. Il Servizio Nazionale di Protezione Civile, peraltro, dispone di una serie di strutture operative, quali ad esempio il Corpo nazionale dei vigili del fuoco, il Corpo Forestale dello Stato, ecc..

Dopo il susseguirsi di una legislazione piuttosto frammentata e un primo tentativo di disciplina unitaria compiuto con una legge del dicembre 1970, il quadro normativo di riferimento in materia è rappresentato da una legge del febbraio 1992, che ha istituito il Servizio Nazionale della protezione civile corredata da una serie di provvedimenti che sono intervenuti a disciplinarne vari aspetti. Tra abrogazioni e riforme successive, il primo governo della XIV legislatura (siamo nel 2001), ha anche attribuito al Presidente del Consiglio e al ministro dell’Interno da lui delegato, il compito di determinare le politiche di protezione civile, affidandogli i poteri di ordinanza in materia e il compito di promuovere e coordinare le attività delle amministrazioni centrali e periferiche dello Stato, delle regioni, delle province, dei comuni, degli enti pubblici nazionali e territoriali e di ogni altra istituzione e organizzazione pubblica e privata presente sul territorio nazionale, finalizzate alla tutela dell’integrità della vita, dei beni, degli insediamenti e dell’ambiente dai danni o dal pericolo di danni derivanti da calamità naturali, da catastrofi o da altri grandi eventi che determinano gravi situazioni di rischio.

Per quanto concerne la ripartizione di funzioni e compiti amministrativi, allo Stato spetta l’indirizzo, la promozione e il coordinamento delle attività di tutte le amministrazioni e/o enti presenti sul territorio nazionale, la deliberazione e la revoca, d’intesa con le Regioni interessate, dello stato di emergenza al verificarsi di calamità naturali, catastrofi o altri eventi che devono essere fronteggiati con mezzi e poteri straordinari e funzioni operative, quali ad esempio la predisposizione e l’attuazione, d’intesa con Regioni ed Enti locali interessati, dei piani di emergenza al verificarsi di tali eventi.

Nell’ambito della Presidenza del Consiglio operano il Servizio sismico nazionale, la Commissione nazionale per la previsione e la prevenzione dei grandi rischi, quale organo di consulenza tecnico – scientifica del Dipartimento della protezione civile e il Comitato operativo della protezione civile, che assicura la direzione e il coordinamento delle attività di emergenza, stabilendo gli interventi di tutte le amministrazioni e enti interessati al soccorso.

Con riferimento alle Regioni, le funzioni amministrative assegnate alle stesse riguardano, in particolare, la predisposizione dei programmi di previsione e prevenzione dei rischi, sulla base degli indirizzi nazionali, l’attuazione d’interventi urgenti in caso di crisi determinata dal verificarsi o dall’imminenza di eventi naturali o connessi con l’attività dell’uomo che per loro natura ed estensione comportano l’intervento coordinato di più enti o amministrazioni.

Alle Province e ai Comuni, in riferimento al proprio ambito territoriale, spetta, tra l’altro, l’attuazione delle attività di previsione e degli interventi di prevenzione dei rischi, stabilite dai programmi e piani regionali, nonché la predisposizione dei piani di emergenza. Il Comune, peraltro, è l’ente competente ad adottare i provvedimenti necessari ad assicurare i primi soccorsi in caso di eventi calamitosi verificatisi nel rispettivo ambito. Inoltre, presso la Presidenza del Consiglio dei ministri è istituito un Comitato paritetico Stato – Regioni – enti locali, a garanzia del coordinamento tra i vari livelli di governo in questa materia.

A seguito degli eventi sismici verificatisi il 6 aprile 2009 nel territorio della regione Abruzzo, per fronteggiare le crescenti richieste d’intervento in tutti i contesti di competenza della protezione civile, un articolo di legge del 2010 ha previsto che il Dipartimento sia autorizzato ad avviare procedure straordinarie di reclutamento, finalizzate all’assunzione di personale anche a tempo indeterminato, secondo modalità valutative speciali.

Vi abbiamo voluto raccontare, illustrare e approfondire come un’idea, nata dalla lungimiranza di una persona, possa aver contribuito a migliorare l’efficacia e l’efficienza del soccorso in situazioni critiche.

Ascoltiamo la sua voce in questo contributo:

Sarà forse un caso, se anche all’estero la nostra protezione civile sia considerata un fiore all’occhiello?

 

Immagine di copertina: Flickr

Fonte video: https://www.youtube.com/

– Giuseppe Zamberletti. Il padre della Protezione Civile italiana – Museo storico(8 Maggio 2018)

Annapaola Di Ienno

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