Cultura

Dal premio scolastico al dono della gravidanza

mercoledì, Giugno 7, 2017
Dal premio scolastico al dono della gravidanza

Quest’anno il tradizionale appuntamento con la premiazione del concorso per le scuole organizzato dal Movimento per la Vita(C’è Vita in Europa? scopriamolo insieme) ha visto anche una partecipazione particolare: quella di chi quel premio lo ha già ricevuto anni fa ed oggi, oltre a ricordarlo con piacere, si fa testimone del suo valore del tutto particolare: è il caso di Francesca Colonna, che a Pescara è insegnante di religione in un liceo cittadino e, proprio a dieci anni di distanza dal momento in cui ha ricevuto quel premio, sta ricevendo quello che descrive nei termini di un grande dono, la gravidanza: “È stata una bellissima esperienza dieci anni fa, quando ho vinto questo premio, ed è bello essere ritornata a dare questa testimonianza ai giovani vincitori e vincitrici di quest’anno” ci racconta Francesca. “Ho augurato loro di godersi appieno questo viaggio a Strasburgo per il primo premio e a Cinecittà per il secondo premio perchè è un’esperienza bellissima, risultato anche del lavoro che hanno presentato. Quest’anno – ci racconta ancora Francesca non senza emozione – il tema riguardava la vita ed io sono stata chiamata a dare una testimonianza anche dal punto di vista della nuova vita nascente. Dieci anni fa il tema era Io giovane e la famiglia e quindi mi sono ritrovata, dopo dieci anni, ad aver messo in pratica questi valori, ad aver ricevuto questo dono. Quindi oggi siamo in due. Ho detto ai ragazzi che è una sensazione bellissima, un’emozione forte e, soprattutto, a partire proprio dal sesto – settimo mese, quando inizia a farsi sentire. Quindi vale la pena aspettare quei mesi che potrebbero essere scelti per interrompere la gravidanza perchè l’emozione più bella è quando si sente muovere il bambino, dal settimo mese in poi. Ho augurato a tutti i ragazzi un futuro pieno di speranza perchè la vita è sempre bella, ha sempre un senso. E quindi: buona vita a tutti!”

Tra i premiati di quest’anno incontriamo Emanuele e Ilaria, dell’Istituto Tito Acerbo di Pescara: “È stato inaspettato vincere – ci dice Emanuele – perchè l’avevo preso come un gioco. Però sono contento di aver vinto e di aver avuto la possibilità di esprimermi riguardo a quest’argomento”. “Anch’io avevo preso quest’esperienza come un gioco” racconta dal canto suo Ilaria. “Poi sono stata molto contenta di aver partecipato perchè abbiamo trovato delle persone che la pensano come noi. È stata un’esperienza molto bella da fare”.  Il lavoro svolto da Emanuele è un testo in cui parla dei problemi della vita e di come l’Europa li affronta partendo da una canzone di Lucio Dalla e facendo alcuni collegamenti: “Ho cercato di spiegare come si può risolvere questa situazione perchè c’è bisogno di risolverla, non possiamo andare avanti così!”. Anche Ilaria ha scelto la strada dell’elaborato scritto, ma lo ha fatto per parlare delle donne che abortiscono e dei matrimoni omosessuali e del diritto o no per le coppie omosessuali ad avere figli. “È stato stimolante occuparci di questi temi” affermano Ilaria ed Emanuele, che su di essi si sono anche potuti confrontare tra loro. Thomas invece studia al Liceo Scientifico Galilei. Anche per lui il premio è giunto totalmente inaspettato: “Ho partecipato per puro caso” ci racconta. “Mi ha fatto molto piacere anche perchè sarà molto interessante andare a Strasburgo”. Nel suo testo, Thomas ha elencato le varie problematiche dell’Europa indicando anche una possibile soluzione per poter migliorare la situazione attuale: “Cimentarsi con questi temi – ci spiega – è stato difficile anche perchè erano parecchi e abbastanza difficili da trattare. Però è stato davvero molto interessante. Ho avuto occasione anche di confrontarmi con la professoressa che mi ha seguito”.

Quella docente, la professoressa Liberatore, era presente alla premiazione: “Preparare i ragazzi è stata un’esperienza molto bella, che io faccio da vari anni” ci dice. “È preparare i ragazzi ai grandi temi della vita perchè in loro cresca la cultura della vita e contrasti la cultura della morte nel nostro tempo, secondo quello che ci aveva insegnato il grande San Giovanni Paolo II. I ragazzi all’inizio – racconta la docente – sono un po’ perplessi, spaventati. Poi bisogna stimolarli, far capire loro che questi sono temi di fondamentale importanza: avere una visione chiara sulla vita, avere dei valori forti, dei valori invincibili, importanti e non seguire le mode del tempo, la cultura nostra che spesso ha delle derive contro la vita umana. Per i ragazzi inoltre è stato importante confrontarsi anche con i temi europei” prosegue la docente. “In classe si divertono molto a fare dei dibattiti, simulando un po’ i parlamentari europei sui grandi temi della vita. Quì escono fuori le loro opinioni, i loro contrasti, i loro dissensi. Però questo aiuta a crescere. Sapere che adesso alcuni di loro andranno a vedere come funzionano le Istituzioni europee mi fa un effetto molto bello come insegnante perchè questo è un po’ il nostro compito: dare le ali ai nostri ragazzi per volare col loro pensiero, ma anche con i loro passi”.

Massimiliano Spiriticchio

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