Redazione

Dagli inviti della Cei agli incontri in atto: “Immischiati a scuola” va avanti!

mercoledì, Marzo 29, 2017
Dagli inviti della Cei agli incontri in atto: “Immischiati a scuola” va avanti!

Come ricorderete qualche tempo fa ci siamo occupati del progetto Immischiati a scuola con un’intervista a Maria Grazia Colombo che, in qualità di responsabile nazionale, se ne occupa per il Forum della Associazioni Familiari. La novità di questi giorni è che di questo progetto si parla sia con alcuni inviti a portarlo avanti sia con gli incontri che proseguono su tutto il territorio italiano per intraprendere il percorso da esso delineato nel più ampio numero possibile di istituti scolastici. Sul primo versante, un invito è giunto dal Presidente della Cei (Conferenza Episcopale Italiana), il card. Angelo Bagnasco, che, nella sua prolusione di apertura della sessione primaverile del Consiglio episcopale permanente della CEI, lo scorso 20 marzo, ha detto:

Nell’orizzonte dei bambini – tanto più nel percorso pastorale del decennio sulla sfida educativa – non possiamo non richiamare l’attenzione di tutti – genitori e istituzioni – sulle ripetute parole del Santo Padre, che rivelano una preoccupazione grave. Non di rado accade, in alcuni Paesi europei, che, con motivazioni condivisibili, si trasmettano visioni e categorie che riguardano la cultura del gender, e si banalizza la sessualità umana ridotta ad un vestito da cambiare a piacimento: “Esiste una ecologia dell’uomo perché anche l’uomo possiede una natura che deve rispettare e che non può manipolare a piacere” (Papa Francesco, Laudato sì, 155). “Mi domando – afferma ancora il Papa – se la cosiddetta teoria del gender non sia anche espressione di una frustrazione e di una rassegnazione, che mira a cancellare la differenza sessuale perché non sa più confrontarsi con essa. Rischiamo di fare un passo indietro, la rimozione della differenza, infatti, è il problema, non la soluzione” (Papa Francesco, Udienza generale, 15.4.2015). Il Papa denuncia quello che chiama “indottrinamento della teoria del gender”, per cui – dice – che “fare l’insegnamento nelle scuole su questa linea per cambiare la mentalità” è una inaccettabile “colonizzazione ideologica” (Conferenza stampa al ritorno dal viaggio in Georgia e Azerbaijan, 2.10.2016). Nella prospettiva tracciata dal progetto “Immìschiati” promosso dal Forum delle associazioni familiari, docenti e genitori non possono stare a guardare o limitarsi alla lamentela. È dunque necessario che gli adulti siano molto vigili; in particolare, i genitori, mentre si danno disponibili per gli Organi di partecipazione previsti dalla legge, si devono coinvolgere insieme agli altri genitori per il bene della scuola in ogni suo aspetto, sapendo che il Progetto Formativo annuale deve avere sempre il consenso informato della famiglia. Nessuna iniziativa, come nessun testo che promuova concezioni contrarie alle convinzioni dei genitori, deve condizionare – in modo diretto o indiretto – lo sviluppo affettivo armonico e la sessualità dei minori che, in quanto tali, non possono difendersi. La Convenzione Europea (1950), del resto, sancisce il diritto nativo e inviolabile dei genitori all’educazione dei figli.

Sulle parole del Presidente della Cei è intervenuta proprio Maria Grazia Colombo, che le ha commentate così: “Sono molto contenta della citazione che il cardinale Bagnasco ha fatto nella sua prolusione sul progetto IMMISCHIATI, FAMIGLIE PROTAGONISTE NELLE SCUOLE. Conferma che l’intuizione è centrata e la proposta adeguata. Due i punti accolti che sostengono la proposta: scuola come opportunità di stima educativa tra genitori, docenti e dirigenti e risveglio di una coscienza educativa dei genitori stessi. Come dice Bagnasco non è più il tempo dei lamenti.  Molti i volti incontrati, docenti a volte timorosi e dirigenti aperti e disponibili. Il lavoro continua, la rete si allarga dal nord al sud del Paese. Immischiati non è più solo un progetto ma una realtà”.

 

Sul secondo versante, quello del lavoro che concretamente si sta svolgendo in Italia per rendere ancora più forte la presenza di questo progetto nelle scuole, in un’intervista ad Avvenire il 21 marzo scorso, proprio commentando le parole del card. Bagnasco, la vicepresidente del Forum, Emma Ciccarelli, ha detto: “Si sta radicando positivamente in tutto il Paese. Dopo decine e decine di incontri per spiegare la necessità di passare dalla denuncia (comunque necessaria) alla partecipazione attiva e alla testimonianza, abbiamo raccolto circa un centinaio di referenti locali che si sono detti disponibili per acquisire quelle competenze indispensabili a comprendere come essere più incisivi a scuola. E così rafforziamo sia il valore della scuola statale – accanto a quella paritaria – sia quello della famiglia nella scuola. Le famiglie disposte a mettersi in gioco nell’interesse diretto dei loro figli, non mancano. È finita l’epoca di essere semplici fruitori di servizi da parte dello Stato”.

 

 

 

Massimiliano Spiriticchio

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