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Crescono i libri per ciechi ed ipovedenti: la cultura sempre più per tutti…

giovedì, Febbraio 6, 2020
Crescono i libri per ciechi ed ipovedenti: la cultura sempre più per tutti…

Si dice sempre che la cultura dev’essere alla portata di tutti e che non deve escludere nessuno. Si dice anche che leggere è uno dei diritti che tutti dovrebbero poter esercitare. Eppure esistono categorie di persone per le quali poterlo fare è oggettivamente più difficile. Ciechi ed ipovedenti hanno chiare difficoltà in questo senso, anche perchè trovare libri scritti in formato per essi accessibile non è semplice. Ma le pubblicazioni di cui queste persone possono usufruire ci sono ed esistono realtà nelle quali è anche garantita la possibilità di scegliere tra tanti titoli a disposizione. Accade così che ci siano biblioteche, pubblicazioni accessibili online e negozi virtuali e reali dove poter acquistare libri in Braille o audiolibri tutti da ascoltare.

A Monza c’è addirittura una vera e propria biblioteca, con tanto di catalogo consultabile online: la Biblioteca Italiana per i Ciechi “Regina Margherita” – ONLUS. Quì i volumi sono divisi per categoria, argomento ed autore ed è possibile dal sito cercare proprio quello che si vuole, data la possibilità di spaziare dai classici della letteratura alla saggistica moderna e non: “Il patrimonio librario – che consiste in oltre 50 mila titoli, tra opere in Braille, su audiocassetta, su supporto informatico e opere in caratteri ingranditi – copre i settori disciplinari più diversi e si indirizza a differenti fasce di lettori” si legge sul suo sito. “La sua produzione varia da opere di letteratura, ad opere scientifiche o di carattere informativo, come periodici e riviste, a spartiti e manuali didattici per la musica. Il Centro di Produzione è dotato di macchine punzonatrici e stampanti in grado di garantire una produzione di qualità ed una tiratura elevata delle opere presenti in catalogo o richieste personalmente dai lettori. Il processo editoriale viene seguito in ogni fase: dalla scelta del testo da pubblicare all’impaginazione e rilegatura finale. Un capillare servizio di prestito rende disponibili, sul territorio nazionale ed estero, i volumi posseduti, ai lettori che li richiedono”.

Ma, accanto a chi porta avanti un servizio di libri in prestito dal 1928, esiste anche chi ha scelto di puntar direttamente sull’online, concentrandosi in modo particolare sugli audiolibri e, quindi, puntando anche sulla generosità di quanti decidono di leggere per altri: è il caso del Centro Internazionale del Libro Parlato, che propone tantissimi titoli di opere disponibili in formato audio e scaricabili, dopo apposita registrazione, dal sito web grazie all’esistenza, tra gli altri, dei “donatori di voce, persone che decidono volontariamente di leggere libri in varie lingue: “I donatori di voce – racconta il Centro Internazionale del libro Parlato – sono circa 300 volontari, sparsi su tutto il territorio nazionale, suddivisi secondo le loro competenze professionali, che dedicano costantemente alcune ore della settimana per la registrazione di opere specificatamente richieste, spazianti in ogni campo culturale (dalla filosofia alla scienza, dall’elettronica alla letteratura)”. Queste persone dedicano almeno tre o quattro ore a settimana per consegnare i libri agli utenti in tempo utile.

Il risultato è una serie di opere alcune delle quali, per far capire di che si tratta, sono su YouTube. Eccone una, che parla proprio delle difficoltà che alcuni incontrano nelle attività scolastiche e di come affrontarle:

Oggi dunque i modi attraverso cui ipovedenti e ciechi si possono avvicinare alla lettura sono tanti. Ma come si è arrivati agli strumenti oggi a disposizione? Non è difficile immaginare che gli audiolibri sono figli della modernità e della possibilità di registrare voci e suoni. Ma per il Braille, il codice che usano i non vedenti per leggere e scrivere, è nato in modo davvero particolare. Il suo inventore era francese e si chiamava Louis Braille. Visse agli inizi dell’Ottocento ed era figlio di un ciabattino. Giocando proprio con gli attrezzi del padre, a quattro anni perse un occhio e, poco tempo dopo, per un’infezione, anche l’altro. Costretto a frequentare il parigino Istituto per Ciechi da quando aveva dieci anni, vivendo non poche difficoltà, Braille entrò in contatto anche con la lettura che avveniva attraverso il tatto: i caratteri erano gli stessi usati per la stampa, messi in risalto da un filo di rame collocato sulla facciata opposta del foglio, che il polpastrello dell’indice riconosceva sfiorando il foglio. Non veniva insegnato a scrivere. Col tempo, Braille diventa docente in quello stesso Istituto e quando, un giorno, un soldato fa visita proprio lì, da lui viene a sapere che questi aveva ideato un modo per trasmettere gli ordini ai commilitoni quando ci si trovava di notte al buio: un sistema di dodici punti in rilievo che rappresentavano differenti suoni. Da lì nasce l’idea di Braille. far diventare i punti sei e collegarli per rappresentare tutte le lettere dell’alfabeto. Nasce da quest’intuizione un lungo studio grazie al quale Braille riuscirà ad elaborare il sistema per fare in modo che anche i ciechi possano leggere e scrivere.

Da allora di tempo ne è passato davvero tanto. Eppure la generosità e la voglia di rendere la cultura davvero accessibile non sono venute meno e continuano a produrre soluzioni sempre nuove per dare a tutti il piacere di un buon libro…

Massimiliano Spiriticchio

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