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Buone notizie e belle storie anche in questi giorni difficili

mercoledì, Marzo 11, 2020
Buone notizie e belle storie anche in questi giorni difficili

Inutile negare che quelli che stiamo vivendo sono giorni difficili, nei quali dobbiamo fare i conti con una situazione che non avevamo mai vissuto. Eppure anche in quest’occasione emergono tante storie belle. Una è quella letteralmente immortalata dalla foto che vedete in apertura di quest’articolo. Siamo in un Pronto Soccorso, a Cremona. La dottoressa Francesca Mangiatordi e l’infermiera Elena Pagliarini, alle sei di mattina, stanno lavorando insieme. Sono lì dalla sera prima e quell’ospedale è in una delle zone più colpite dal Coronavirus. Elena è stremata, come tanti medici ed infermieri, da giorni e giorni di lotta senza quartiere. Per questo, quando appoggia la testa sulla scrivania e chiude gli occhi, ancora con la mascherina sul volto e indossa il camice e i guanti in lattice, si addormenta con la testa in parte su un cuscino di fortuna e in parte sulla tastiera del computer utilizzato come supporto nell’assistenza ai pazienti. Francesca, vedendola ed essendo una fotoamatrice, scatta la foto: “Non pensavo che sarebbe diventata virale” racconterà poi al Tg1 intervistata da Francesco Giorgino spiegando che quell’immagine documenta il gran lavoro che si fa, ma anche il lato umano di tutto il personale sanitario. La sua testimonianza, come si vede da questo filmato, oltrepassa i nostri confini nazionali e desta attenzione anche all’estero:

La dottoressa racconta il dramma di questi giorni e risponde ad una domanda che Giorgino le rivolge con delicatezza facendo un forte appello:

La grinta, la determinazione della dottoressa Francesca e dell’infermiera Elena dicono meglio di ogni altra cosa che la speranza di risollevarci c’è, che c’è la possibilità di riuscire a vincere anche questa volta e che, forse, sarà proprio la riscoperta di dimensioni come quella di casa nostra, alle quali molti di noi forse non erano più abituati, a farci ottenere questo risultato. Giorgino, all’udire questa testimonianza, si commuove e con difficoltà passa alla notizia successiva, in un racconto che testimonia quanto anche noi giornalisti siamo coinvolti personalmente nei fatti di cui diamo notizia.

Ma le buone notizie non si fermano certo alle corsie degli ospedali e al gran lavoro che sta svolgendo tutto il personale sanitario e, con esso, tanti volontari di varie associazioni di volontariato stanno svolgendo fianco a fianco con lavoratori pubblici e privati. Una “buona nuova” viene anche, in questi giorni, dall’incontro tra pubblico e privato: si chiama Solidarietà Digitale ed è l’iniziativa messa a punto dal Ministro per l’Innovazione tecnologica e la Digitalizzazione, con supporto tecnico dell’Agenzia per l’Italia Digitale, per ridurre l’impatto sociale ed economico del Coronavirus grazie a soluzioni e servizi innovativi. L’idea è quella di dare a tutti la possibilità di fare da casa una serie di attività che normalmente vengono svolte fuori. Tre sono i settori su cui si è scelto di puntare: il lavoro da remoto, la possibilità di leggere gratuitamente un giornale anche senza andare in edicola o un libro senza andare in libreria, e il poter seguire la scuola anche stando a casa usufruendo di lezioni fatte via web. Ma, oltre a queste, in realtà ci sono anche altre possibili attività, come è facile capire semplicemente vedendo la lista della aziende aderenti e la descrizione di ciò che mettono a disposizione degli italiani.

Stare a casa, dunque, per un periodo limitato di tempo, si può, anche se chiaramente i disagi non mancano. Ma, al di là del lavoro, al di là delle relazioni sociali, c’è quella parte più intima di noi che inevitabilmente in questi casi si fa sentire e che lo stare in casa ci chiama a vivere. Per questo noi di Vortici.it abbiamo chiesto una riflessione ad un sacerdote, don Emilio Lonzi, direttore dell’Ufficio Liturgico dell’arcidiocesi di Pescara – Penne e parroco della parrocchia di San Giovanni Apostolo ed Evangelista a Montesilvano (PE):

Restare a casa, come ci chiedono in molti, può essere occasione per tante cose. Ma a noi di vortici.it non dispiace certamente un po’ di sana ironia. Per questo in conclusione vi mostriamo un “consiglio” del grande Totò che qualcuno ha pensato bene di rispolverare proprio in questi giorni:

 

Massimiliano Spiriticchio

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