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Bici, auto elettriche e treno: cresce in Italia la mobilità ecologica

giovedì, Settembre 24, 2020
Bici, auto elettriche e treno: cresce in Italia la mobilità ecologica

La situazione con la quale ci stiamo confrontando impone, come sappiamo, diversi cambiamenti, che riguardano ambiti del nostro vivere sociale su cui forse non erano in molti quelli che si sarebbero aspettati di vederne. Uno di questi è quello dei trasporti: il nostro Paese, infatti, è tradizionalmente uno di quelli maggiormente legato all’uso delle auto come strumento da usare per muoversi. Secondo l’Istat, nel 2018 in Italia il parco veicoli era composto da quasi 51,7 milioni di mezzi. Di questi, poco più di 39 milioni (39.018.170, il 75% abbondante) erano automobili. Questo significa che in ogni famiglia ci sono una o due auto, a volte anche tre o quattro. Eppure proprio il nostro Paese già da qualche anno sta facendo registrare un dato da non sottovalutare: l’aumento del numero di persone che scelgono la cosiddetta mobilità alternativa decidendo di lasciare le quattro ruote e di usare altri mezzi di trasporto, magari optando, per l’acquisto delle auto, per veicoli elettrici, che usano composti meno inquinanti per alimentarsi. Tanto per dare qualche altro numero, possiamo dire che, secondo l’Unrae, l’Associazione che rappresenta le Case estere operanti sul mercato italiano, sono state 9.949 le macchine elettriche immatricolate nel primo semestre 2020. Il dato, secondo gli esperti, non racconta solo degli effetti delle agevolazioni varate a livello legislativo, ma è figlio anche di una sempre maggiore consapevolezza circa la necessità di proteggere il nostro ambiente dai rischi derivanti da un tasso d’inquinamento troppo elevato.

In questo quadro si collocano anche altri dati statistici: in particolare parliamo di quelli relativi all’uso del treno e alla vendita di biciclette. Per quanto riguarda le due ruote a pedalata, in questo 2020, nonostante i mesi di chiusura, i negozi hanno fatto registrare 400.000 bici vendute in più rispetto allo scorso anno, quando si era vista una crescita del 25% rispetto al 2018. L’Associazione Nazionale Ciclo, Motociclo e Accessori (Ancma), come racconta Il sole 24 Ore, sottolinea che, anche in questo caso, gli incentivi statali spiegano solo in parte l’aumento delle vendite e che ora, semmai, c’è addirittura il problema di produrre in maniera sufficiente da soddisfare la domanda. Maneggevole e più facile da parcheggiare, la bicicletta sta conquistando sempre più i cuori dei suoi molti amanti italiani anche nella sua versione elettrica: sempre l’Ancma ci racconta che, nel 2019, le E-bike vendute in Italia sono state 195.00, cioè 22.000 in più rispetto all’anno precedente e addirittura quasi il quadruplo di quelle consegnate solo quattro anni prima, nel 2015. Il loro successo, secondo l’associazione, sta nella miscela di maggiori distanze coperte rispetto alla bici tradizionale, rispetto per l’ambiente, velocità più elevate e, di conseguenza, maggiore facilità d’uso in città. La crescita delle due ruote è anche nei numeri del cosiddetto bike sharing, cioè nella condivisione delle bici. Secondo il Rapporto annuale su questo tema, presentato di recente, ci sono oggi circa 35.000 mezzi a disposizione con un aumento del 60% del numero di cittadini che decidono di usare questo tipo di servizio. Insomma il successo dei mezzi di trasporto su strada alternativi a quelli a benzina è ormai un dato di fatto e non è solo frutto di quel monopattino in forte ascesa quest’anno, ma a proposito del quale è sempre bene ricordare alcune regole che servono ad evitare possibili incidenti: non andare in due (mono significa uno), non usarlo sui marciapiedi (regola questa valida anche per le bici), avere il casco (obbligatorio per i minorenni) e non sfrecciare a velocità troppo alte, avendo anche l’accortezza di usare giubbotti catarifrangenti di sera, quando l’oscurità potrebbe impedire alle persone di vedere chi è alla guida del mezzo. Gli stessi organizzatori dei servizi di condivisione di questi mezzi di trasporto sottolineano che queste norme non sono destinate ad appesantire l’esperienza di guidarli, ma semplicemente a rendere più sicuri i nostri spostamenti.

Come si diceva, però, c’è un altro mezzo al quale gli italiani attribuiscono un sempre maggiore successo: il treno. Certamente su questo versante i problemi attuali legati alla necessità di rispettare le norme sul distanziamento hanno avuto un’inevitabile conseguenza nel calo dei passeggeri. Eppure in molti hanno osservato, in questi mesi, la pulizia e la costante attenzione al benessere dei passeggeri che si registra sui nostri convogli ferroviari, che, proprio grazie alla recente decisione di portare dal 50 all’80% la capienza massima consentita, potrebbero rivelarsi alleati per almeno una parte di coloro che dovranno andare a scuola, come già accade e potrebbe ancor più accadere per chi in treno va al lavoro o all’Università. I dati del rapporto Pendolaria 2019 raccontano che, negli anni dal 2013 al 2018, gli italiani che hanno preso quotidianamente i treni regionali sono passati dall’essere circa 2.750.000 all’essere oltre 2.900.000, con molte regioni nelle quali l’aumento è stato davvero considerevole, tanto che in alcuni casi il numero di passeggeri del 2018 è risultato di oltre il 100% superiore rispetto al 2011. Certo rimangono forti differenze tra le varie zone del Paese e restano pesanti criticità sui binari, che in molte zone sono ancora unici, nel senso che ce n’è uno solo e non almeno due o tre. Però l’ammodernamento dei convogli usati è comunque in atto. I dati più interessanti sono, secondo Legambiente, quelli sull’Alta Velocità: “Dopo 10 anni – scrive nel suo rapporto l’associazione ambientalista – il bilancio dell’alta velocità in Italia è davvero imponente, con 350 milioni di passeggeri che hanno beneficiato del nuovo servizio e numeri cresciuti anno dopo anno. Alla base di questo successo è l’aumento della flotta dei treni Alta Velocità, che è raddoppiata: 74 nel 2008, 144 nel 2019. I passeggeri trasportati sui treni AV di Trenitalia sono passati dai 6,5 milioni del 2008 a 40 milioni nel 2018, con un aumento del 517%. Per Italo sono stati circa 4,5 milioni i passeggeri nel 2018 per arrivare a 17,5 milioni totali trasportati dal 2012 ed un incremento sempre più marcato”. Insomma: anche in questo caso si può parlare di un successo evidente, le cui motivazioni sono da ricercare anche nel fatto che, quando possono, i cittadini scelgono un mezzo che, con solo 44 grammi di CO2 prodotta per chilometro, è più ecologico rispetto all’auto (118 grammi di CO2 per chilometro), all’aereo (140 grammi per CO2 per chilometro) e al camion (158 grammi per CO2 per chilometro).

Insomma: gli italiani stanno scegliendo la mobilità ecologica, mossi ancora una volta dal desiderio di uno stile di vita decisamente più sostenibile e, quindi più umano…

 

Massimiliano Spiriticchio

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