Cultura Editoriale Scuola

Bentornata scuola, maestra di vita!

venerdì, Settembre 18, 2020
Bentornata scuola, maestra di vita!

I giorni che stiamo vivendo nel nostro Paese (e non solo) sono caratterizzati da un evento che, in questo mese di settembre, sarebbe da considerarsi normale, ma che, visto il periodo che tutti stiamo ancora vivendo, sta assumendo i caratteri di un avvenimento davvero molto importante: la riapertura delle scuole, che sta avvenendo in date diverse a seconda delle regioni e degli istituti in cui studiano gli alunni. Chi scrive queste righe è mosso da una sola semplice convinzione, che deriva anche dall’esperienza trascorsa, anche in questi giorni, sedendosi letteralmente accanto ad alcuni ragazzi e ragazze, che anche in questo periodo difficile sono alle prese con lo studio e le sue difficoltà, ma anche con la voglia di diventare grandi e di apprendere, sia in contesti formali come la scuola sia in contesti informali come gli amici o la famiglia, dove si insegnano e si imparano molte cose, ma senza saperlo. Sappiamo tutti delle oggettive difficoltà che le scuole italiane stanno attraversando, delle norme da rispettare anche tra i banchi, delle questioni burocratiche che spesso impediscono di avere gli insegnanti in classe, soprattutto per quanto riguarda quelli di sostegno, chiamati a svolgere una missione importantissima che andrebbe scelta e non vista come una semplice possibilità per lavorare.

Questi ed altri capitoli meriterebbero una spiegazione lunga ed articolata, viste le perenni difficoltà legate alle graduatorie da cui attingere insegnanti e personale Ata, cioè bidelli e collaboratori scolastici, e quelle legate ai vari e spesso infiniti passaggi che comportano le varie scelte da fare su arredi scolastici, lavori di ristrutturazione, aggiornamento delle infrastrutture e di tutto il materiale scolastico occorrente. Dal nostro punto di vista conta però innanzitutto una cosa: che i ragazzi stiano finalmente tornando sui loro banchi, a vivere, pur nel rispetto delle regole, le relazioni educative con gli insegnanti, i compagni e tutti quelli che lavorano nella scuola o che incontrano nell’andare e venire. Chi un po’ li conosce sa quanto questo in generale sia decisamente mancato in questi mesi e quanto per loro sia stato difficile resistere, per quanto bambini e ragazzi stiano vivendo quest’esperienza in modo tanto diversi, ognuno con le sue reazioni e il suo modo di essere e per quanto moltissimi tra loro siano stati un luminoso esempio anche nei mesi della quarantena a casa e della didattica a distanza. Proprio la didattica, però, ha uno dei suoi elementi fondamentali nella relazione, in quell’interazione tra studente e docente nella quale intervengono tante dinamiche, molto spesso legate alla comunicazione non verbale e al fatto che anche contesti come l’aula di una scuola, che sono nati e concepiti appositamente per l’apprendimento, sono legati ad una serie di apprendimenti che si trasmettono in modo non formale. Pensate soltanto a situazioni come le tensioni tra amici, i fraintendimenti, le difficoltà nel rapporto coi prof. Gestire questi ed altri aspetti è ritenuto ormai anche da molti pedagogisti formativo tanto quanto apprendere i contenuti inseriti nei programmi scolastici delle varie materie. Il motivo, dal punto di vista di chi scrive quest’articolo e considera un grande onore poter accompagnare alcuni ragazzi nel percorso scolastico, sta in una considerazione molto pratica: lavorare, cosa che – si spera – finito gli studi i giovani faranno – significa anche avere a che fare con colleghi o superiori diversi da noi, essere capaci di gestire anche gli aspetti riguardanti le dinamiche della relazione, mettere a frutto le competenze, cioè le cose che si è appreso a fare, e continuare ad imparare in contesti che saranno a volte formali, come i corsi di formazione, e altre volte informali, visto che si impara anche facendo le cose insieme a colleghi, familiari e amici. Se negli anni della scuola abbiamo la possibilità di acquisire tutto ciò che ci serve per fare tutto questo ed altro ancora, allora capiamo quanto essa sia davvero importante e quanto siano davvero da elogiare i nostri giovani che hanno saputo, in questi mesi, attendere di tornare sui banchi, per essere pronti a dire:“Bentornata scuola, che sei o puoi essere, in molti modi, maestra di vita”.

Massimiliano Spiriticchio

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked

Acconsento alla conservazione ed al trattamento dei miei dati personali, secondo le regole descritte nella Privacy area di Vortici.it, per inviare questo commento

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. Utilizziamo i cookie per personalizzare contenuti ed annunci, per fornire funzionalità dei social media e per analizzare il nostro traffico. Condividiamo inoltre informazioni sul modo in cui utilizza il nostro sito con i nostri partner che si occupano di analisi dei dati web, pubblicità e social media, i quali potrebbero combinarle con altre informazioni che ha fornito loro o che hanno raccolto dal suo utilizzo dei loro servizi. Nella nostra privacy Cookie area hai la possibilità di revocare il tuo consenso ai cookies di navigazione in ogni momento. Inoltre, sempre nella privacy cookie area sono illustrati i vari tipi di cookies in dettaglio, oltre alla nostra privacy policy per la sicurezza dei tuoi dati personali ed i tuoi diritti. Acconsenti all'uso dei cookies di navigazione? maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi