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Ancora in viaggio alla (ri)scoperta della bellissima Italia

giovedì, Giugno 18, 2020
Ancora in viaggio alla (ri)scoperta della bellissima Italia

Rieccoci quà, armati di bagagli, anche se solo virtuali (per ora), ma comunque pronti a ripartire, in tutti i sensi. Sì perchè il nostro viaggio alla scoperta (o riscoperta) di alcuni luoghi della nostra bellissima Italia è partito la scorsa settimana ed è ora alla sua seconda tappa. Certamente è d’obbligo una precisazione: il nostro non sarà un racconto esaustivo delle meraviglie italiche semplicemente perchè queste ultime sono talmente numerose che, per descriverle tutte, forse non basterebbe neppure la più voluminosa enciclopedia possibile. Possiamo però dare qualche appunto di viaggio, anche per parlare di luoghi dei quali si parla poco, ma che meritano di essere visitati e per sottolineare che il nostro Paese soddisfa gli interessi di turisti di tutti i tipi. Così, se la volta scorsa abbiamo parlato di natura e di paesaggi davvero mozzafiato, continuando il nostro itinerario nel Belpaese scopriremo zone in cui è passata la Storia non solo d’Italia, ma anche d’Europa e del mondo. Siete pronti? Partiamo!

Il nostro viaggio di oggi comincia da un territorio vicino al confine nordorientale: siamo in Friuli-Venezia-Giulia e precisamente ad Aquileia, in provincia di Udine. Proprio quì troviamo i segni inequivocabili di un periodo in cui le vicende italiche erano strettamente legate a quelle europee: siamo infatti ai tempi dell’Impero Romano. Fondata nel 181 a.C., Aquileia divenne subito uno dei centri più importanti della nostra Penisola, grazie anche al suo posizionamento strategico: la città si trovava proprio all’arrivo dell’antica via Postumia, che la collegava a Genova. Quando, nel V secolo, gli Unni guidati da Attila arrivarono in Italia, la distrussero, ma Aquileia rinacque pur rimanendo al centro di contese che coinvolsero anche i Bizantini, che dall’Est europeo si mostrarono fortemente interessati a questa terra di confine che mostra oggi importanti ed affascinanti testimonianze storiche. Fece anche parte, dal 1420, della Serenissima Repubblica Marinara di Venezia e, in seguito, del Sacro Romano Impero. Fu addirittura sede patriarcale, tanto che il centro abitato si è sviluppato fin dall’antichità proprio intorno alla Basilica Di Maria Santissima Assunta, sede del Patriarca. Costruita nel 313 d.C., questa chiesa ha, tra le altre, una particolarità, come ci racconta il portale online aquileia.net che, dopo aver raccontato che la basilica attuale è sostanzialmente quella consacrata nel 1031 dal patriarca Poppone, scrive: “Il grande mosaico pavimentale è del IV secolo ed è il più esteso di tutto il mondo cristiano occidentale. Venne scoperto nel 1909 dagli austriaci i quali, dopo vari sondaggi, rimossero il pavimento popponiano. Esso non ha un motivo decorativo uniforme e ripetitivo, ma è diviso in dieci tappeti figurati con soggetti biblico simbolici, ogni scena illustra con vivacità e fantasia verità di fede. Di rilevante importanza sono: la lotta fra il gallo e la tartaruga, le quattro stagioni, i ritratti di donatori e benefattori, la Vittoria, la grande scena marina con all’interno la biblica storia di Giona, il Buon Pastore e diversi animali”. Dotata di un Foro Romano e di un antico Porto Fluviale, di epoca romana, a testimonianza della vocazione ad essere già allora punto d’interesse per scambi commerciali e culturali, Aquileia vanta anche un Museo Archeologico Nazionale e uno Paleocristiano, con importanti testimonianze che raccontano la vita dei primi cristiani.

Proprio a proposito di cristianesimo, scendendo al Centro Italia, una sosta salutare la si può fare sicuramente a Castel Gandolfo, luogo che, secondo alcuni storici, coinciderebbe con quell’Alba Longa secondo la tradizione fondata da Ascanio, figlio di Enea (il mitologico eroe posto da Virgilio alla base della nascita di Roma in perfetto collegamento con la storia greca e la guerra di Troia), fu sopravanzata proprio dall’ascesa della nostra attuale Capitale, dopo aver esercitato il ruolo di guida nella Lega Latina. Proprio a Castel Gandolfo i Romani diedero prova della loro straordinaria capacità pratica costruendo, nella viva roccia, un tunnel lungo un chilometro e mezzo: l’emissario, ancora oggi visibile, è un’impressionante opera di ingegneria idraulica. Oggi Castel Gandolfo, la cui storia è costellata di eventi storici ed il cui nome è legato a quello della famiglia dei Gandolfi, che all’inizio del XIII secolo fecero erigere proprio un castello, è la residenza estiva dei Papi. Pochi sanno che dal 1933 ospita, all’interno del Palazzo Pontificio, l’Osservatorio Astronomico Pontificio (la cosiddetta Specola Vaticana), uno dei centri di ricerca e studi di astronomia più avanzati in tutto il globo terrestre. La città è uno di quegli angoli d’Italia in grado di unire gli appassionati di cultura e storia a quelli che amano i pellegrinaggi e la preghiera e a coloro i quali sono alla ricerca di paesaggi indimenticabili e tranquillità all’aria aperta.

Un altro luogo altamente suggestivo da diversi punti di vista lo troviamo andando al Sud, in un’altra terra di confine: si chiama Scilla. Sì, per voi che amate la letteratura e la storia diciamo che è proprio quella Scilla, dove, secondo l’Odissea, Ulisse passò facendosi legare all’albero della nave su cui stava viaggiando perchè, sapendo quant’erano belle le voci della sirena che dà il nome a questo spettacolare scorcio di Calabria e dell’altra chiamata invece Cariddi, ma anche che il loro invito sarebbe stato da non ascoltare, impedì al suo equipaggio di poterlo liberare facendo in modo che sarebbe riuscito a superare anche quella prova per poter ritornare alla natia Itaca. Parliamo proprio di quella Scilla di cui scrisse anche Alessandro Manzoni nella poesia Marzo 1821, in cui, parlando delle insurrezioni in tutto il territorio italiano e della sua speranza nell’unificazione della Penisola, rivolgendosi agli stranieri che, in quel periodo, la stavano ai suoi occhi impedendo, scrisse proprio a proposito delle insurrezioni italiche:

O stranieri, strappate le tende
Da una terra che madre non v’è.
Non vedete che tutta si scote,
Dal Cenisio alla balza di Scilla?
Non sentite che infida vacilla
Sotto il peso de’ barbari piè?  

Proprio quella Scilla, che si trova in provincia di Reggio Calabria, è oggi uno dei borghi più graziosi e caratteristici del nostro Paese, sorgendo su di un alto sperone roccioso a picco sul mare. Offre spiagge davvero incantevoli, come quella detta proprio “delle Sirene”, con le sue acque pulite e trasparenti ed il fondale ricco di vita. È un posto, Scilla, dove fermarsi ad ammirare lo spettacolo della natura e gustarsi una vacanza di assoluto relax e benessere fisico, mentale e culturale.

Questi sono solo alcuni esempi di meraviglie italiane tutte da vivere… Restate con noi quindi: il nostro viaggio continua…

Massimiliano Spiriticchio

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