Cultura Poesie

Allegoria

sabato, Luglio 24, 2021
Allegoria

Cari lettori e lettrici, bentornati nella rubrica di Vortici.it in cui potrete leggere questa settimana(eccezionalmente) una poesia scritta da un autore o un’autrice della nostra contemporaneità che la nostra redazione ha scelto per voi. Buona immersione nelle profondità del vostro spirito con la poesia di questa settimana, che vuole ricordare i duecento anni dalla nascita di un autore, s’intitola Allegoria. Fa parte della raccolta I fiori del male(motivo che ha dettato la scelta dell’immagine di copertina) ed è stata scritta da Charles Baudelaire(1821 – 1867), di cui vi proponiamo entrambe le versioni(francese e italiano):

 

Allégorie

C’est une femme belle et de riche encolure,
Qui laisse dans son vin traîner sa chevelure.
Les griffes de l’amour, les poisons du tripot,
Tout glisse et tout s’émousse au granit de sa peau.
Elle rit à la Mort et nargue la Débauche,
Ces monstres dont la main, qui toujours gratte et fauche,
Dans ses jeux destructeurs a pourtant respecté
De ce corps ferme et droit la rude majesté.
Elle marche en déesse et repose en sultane ;
Elle a dans le plaisir la foi mahométane,
Et dans ses bras ouverts, que remplissent ses seins,
Elle appelle des yeux la race des humains.
Elle croit, elle sait, cette vierge inféconde
Et pourtant nécessaire à la marche du monde,
Que la beauté du corps est un sublime don
Qui de toute infamie arrache le pardon.
Elle ignore l’Enfer comme le Purgatoire,
Et quand l’heure viendra d’entrer dans la Nuit noire,
Elle regardera la face de la Mort,
Ainsi qu’un nouveau-né, – sans haine et sans remord.

 

Allegoria

E’ una donna bella e di nobile incollatura,
che discioglie nel vino la sua capigliatura.
L’artiglio dell’amore, il veleno delle taverne
sguiscia e si smussa sul granito della sua carne.
Lei ride della Morte e dileggia il Baccanale,
di quei mostri la mano, corrosiva e mortale,
cova, pur con occhio distruttivo, un rispetto
della rude maestà di quel corpo sodo, eretto.
Lei cammina da dea e riposa da sultana,
mostrando nel piacere una fede maomettana,
e fra le braccia aperte, ripiene dei suoi seni, attira con lo sguardo la razza degli umani.
Lei crede, lei sa, vergine, ventre infecondo,
eppure necessario al cammino del mondo,
che la bellezza del corpo è un sublime dono che per ogni infamia sa strappare il perdono.
Ignora tanto l’Inferno quanto il Purgatorio
e nell’ora dell’ingresso nella Notte più nera
rivolgerà alla Morte uno sguardo attento come un neonato, – senz’odio né rimpianto.

 

Charles Baudelaire

 

 

Massimiliano Spiriticchio

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