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Alla scoperta del Museo Malacologico Piceno

lunedì, Giugno 22, 2020
Alla scoperta del Museo Malacologico Piceno

Dalla scorsa settimana, in diversi articoli, vi invitiamo a riscoprire le bellezze del nostro Paese. Una scelta dettata dal fatto che abbiamo un bisogno estremo di riscoprire o scoprire cose belle! (la nostra linea editoriale persegue da sempre quest’obiettivo, in tutti gli ambiti trattati).
A proposito di scoperta, vi proponiamo una tappa sicuramente interessante: non si tratta di una città, di un paese o di un borgo, bensì di un museo fuori dal comune, di cui, personalmente, ignoravo l’esistenza…

Parliamo del Museo Malacologico Piceno, nato nel 1977 a Cupra Marittima (AP) al fine di esporre al pubblico la numerosissima collezione di conchiglie di Tiziano Cossignai e Vincenzo Cossignani.

Muove i primi passi in sedi provvisorie, attraverso l’organizzazione di mostre in varie città d’Italia e con l’istituzione di un museo didattico presso le scuole elementari di Cupra Marittima. Dal 1988 il Museo trova una sistemazione definitiva nella sua sede attuale.

Sono 1 milione, gli esemplari esposti mentre, quelli conservati nelle collezioni di studio del museo, sono più di 9 milioni. Le sezioni dello spazio espositivo, sono nel contempo varie, particolari e si articolano, come scrive  malacologia.org (di cui vi riportiamo una sintesi) in:

Libri e riviste
Fin dal 1500 molti autori hanno trattato su migliaia di volumi l’affascinante mondo delle conchiglie, peraltro la conoscenza di dati e fatti in una scienza ben definita come la Malacologia è presupposto indispensabile per chiunque voglia, in qualche maniera occuparsi di conchiglie.
Nella Biblioteca Malacologica del Museo sono presenti oltre 3000 volumi e rappresentano uno strumento di lavoro essenziale, così come lo sono le numerose riviste specializzate.

Religione e arte
Le conchiglie in varie epoche e in differenti parti del mondo hanno avuto un utilizzo rituale e un significato religioso e simbolico.
Nel mondo dell’Arte le conchiglie hanno sempre rappresentato un soggetto fondamentale.
Il Museo Malacologico dedica un’attenzione particolare alle conchiglie nell’arte con esposizioni permanenti e con mostre temporanee.

Cammei
Nel museo un’intera sezione è dedicata al mondo dei cammei e, periodicamente, vengono presentati nuovi elaborati realizzati dai maestri incisori di Torre del Greco. Il Museo, nel 1993, si è fatto promotore di una monografia: “Cammei: gioielli dalle conchiglie” di Tiziano Cossignani, edito da L’Informatore Piceno che permette di scoprire i mille segreti di un’arte gelosamente custodita nel napoletano.
La pubblicazione è l’unica del genere esistente e presenta anche le opere recenti di tutti i maggiori incisori viventi. Le conchiglie utilizzate dai cammeisti si prestano per un’infinità di cose.

La madreperla
Le conchiglie sono costituite, per la quasi totalità, di carbonato di calcio in forma di calcite e di aragonite. L’aragonite ha struttura lamellosa, parallela alla superficie interna, costituisce l’ipostraco, ossia la madreperla con la sua tipica iridescenza.
Non tutte le conchiglie hanno la madreperla, ma ve ne sono alcune che, ad eccezione dello strato esterno, sono completamente madreperlacee e in virtù di questa peculiarità vengono sfruttate per la realizzazione di manufatti preziosi ed utili.
Per far affiorare la madreperla è sufficiente una modesta decorticazione con mola abrasiva o acido corrosivo, eliminando così quello strato di conchiglia non iridescente composto di calcite (ostraco). Talvolta è necessario eliminare anche il periostraco, una sorta di cuticola chitinosa che riveste molte conchiglie.
Posate, bottoni, mosaici, manici di utensili, ventagli, binocoli, intarsi, tasti per strumenti musicali, souvenirs, oggetti votivi, cammei, e collane non sono che un’elencazione sommaria di ciò che si fa nel mondo con la madreperla.

Bottoni di madreperla
L’oggetto d’uso che più utilizza nel mondo le conchiglie di madreperla (e da qualche tempo anche quelle non madreperlacee) è il bottone.
In Italia vi è la più alta concentrazione di fabbriche di bottoni in madreperla e si è instaurata una tradizione, visibile proprio in questo museo, con l’esposizione di una campionatura davvero singolare dagli inizi del secolo ai giorni d’oggi.

Ceramiche e porcellane
Una delle sezioni presenti è legata al nome di Bassano del Grappa e alle sue porcellane.
Per anni le conchiglie sono state un modello per scultori, artisti e ceramisti di tutto il mondo: basti pensare alle fontane dove le tridacne ed i pettini stilizzati sono particolarmente presenti, e ai decori di palazzi ed edifici pubblici e privati.
I ceramisti di Bassano del Grappa spesso utilizzano i soggetti malacologici per la realizzazione di lampade, vasi, piatti, contenitori, oggetti d’uso in ceramica, ma anche in porcellana, addirittura impreziositi con oro e titanio.
Spesso la riproduzione delle conchiglie è così fedele che si stenta a riconoscere le vere dalle false, talvolta invece l’artista s’ispira liberamente alle conchiglie realizzando vere e proprie creazioni ai limiti del verosimile e non facilmente riconducibili a quei meravigliosi gusci naturali prodotti dai molluschi.

Piastrelloteca malacologica
Una particolare sezione del museo è dedicata alle piastrelle in ceramica, con decori a sfondo malacologico, utilizzate nei rivestimenti.

Maschere memoria e magia
È una sezione particolare tutta da scoprire.

Antichi ventagli in madreperla
Incredibile e straordinaria collezione di Ventagli in madreperla dal ‘700 agli anni ’70 del XX° secolo. Sono oltre 100 esemplari con grande rappresentanza di ventagli francesi. L’Allestimento è di Tiziano Cossignani, con Gabriella Frigo.

Per concludere al meglio questo meraviglioso viaggio virtuale, chi vi scrive, decide di affidarsi anche alla passione divulgativa di Alberto Angela…

 

* Andrà tutto bene se continueremo ad attenerci scrupolosamente e responsabilmente alle regole che conosciamo, abbiate cura di voi, dei vostri cari e dei vostri amici.

 

Immagine di copertina: Pixabay

Fonte video: https://www.youtube.com
Il Museo Malacologico nella puntata di Passaggio a Nord Ovest del 9 maggio 2020 (10 Maggio 2020)
Comune di Cupra Marittima

Annapaola Di Ienno

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