Cultura Economia Internazionale Lifestyle Società

“Abbiamo tre nemici. Ma possiamo vincere andando controcorrente e grazie all’amore!”

mercoledì, Novembre 7, 2018
“Abbiamo tre nemici. Ma possiamo vincere andando controcorrente e grazie all’amore!”

In un pomeriggio in cui un economista dell’Università di Bologna è a colloquio con professori e studenti di un Istituto Superiore di Scienze Religiose ci si può aspettare, con una certa sicurezza, qualcosa di particolare, una riflessione non superficiale sulla nostra economia e sullo stato di salute del sistema mondiale e non solo italiano, con un forte accento sul fatto che bisogna mettere le persone nella condizione di produrre e non limitarsi semplicemente a dare loro un po’ di denaro. Se però, in quell’occasione, si parla anche di inquinamento, migranti, felicità, legami tra filosofia, teologia ed economia, toccando anche temi come la politica, la modernità, i robot e l’amore si ha la netta sensazione che davvero l’incontro in questione assuma una dimensione profondissima e potenzialmente gravida di conseguenze anche nel concreto della vita quotidiana. Probabilmente vi starete chiedendo di cosa parliamo, incuriositi dall’elenco di punti apparentemente scollegati tra loro che abbiamo appena fatto. A far emergere i legami esistenti tra loro è stata l’inaugurazione dell’anno accademico 2018/2019 dell’Istituto Superiore di Scienze Religiose “G. Toniolo” dell’arcidiocesi di Pescara – Penne, in occasione della quale è intervenuto il prof. Stefano Zamagni, Vicepresidente della Scuola di Economia, Management e Statistica all’Università di Bologna.

Parlando di sviluppo umano integrale, Zamagni ha subito elencato alcuni paradossi che esistono nella nostra epoca: “Oggi abbiamo un numero di obesi pari al doppio degli affamati: Buttiamo il pane sottratto a chi non ne ha. Oggi chi muore di fame potrebbe non morire” ha sottolineato per poi aggiungere: “L’anidride carbonica è pericolosa, ma si può eliminare attraverso gli alberi, mentre non si parla del gas di Teflon, che non si assorbe. Molti migranti lo sono per motivi ambientali: c’è infatti un accaparramento delle terre per cui, nell’Africa subsahariana, un terzo della terra è dei cinesi che sostituiscono gli africani con i loro dirigenti”. Il prof. Zamagni ha poi fatto notare un altro paradosso, quello messo in luce già nel 1974 da Richard Easterlin, il quale aveva scoperto che la felicità delle persone, fino ad una certa soglia di reddito stimata a oggi in circa 34.000 dollari all’anno, aumentava, ma, superata quella soglia, diminuiva. “Oggi la prospettiva di studi aperta allora è molto diffusa” ha osservato Zamagni. “Nessuno – ha commentato l’economista – dirà di voler rinunciare alla felicità. Non lo ha fatto nemmeno San Francesco, che anzi si spogliò completamente proprio perchè voleva essere felice. Suicidi, separazioni e psicofarmaci – ha denunciato con forza – sono in aumento. Ma voi pensate che le persone si separerebbero, si suiciderebbero o comprerebbero psicofarmaci se fossero felici?”

Zamagni ha poi elencato tre nemici da battere. Il primo di essi è l’individualismo libertario. Sentite come ne ha parlato:

 

Richiamando l’esistenza di pubblicazioni che parlano di “fine dell’educazione” l’economista ha affermato che, proprio perchè si pensa che l’istruzione debba sostituire l’educazione, si combattono le scuole non statali, impegnate invece in chiave educativa e con l’idea che ai ragazzi bisogna dare educazione in senso pieno. “Si può eliminare l’individualismo libertario mostrando che esso porta alla solitudine e all’infelicità” ha poi aggiunto Zamagni, indicando un antidoto contro questo nemico.

C’è poi, per l’economista, un secondo avversario: la politica vista come gestione di interessi e non come gestione di conflitti per il Bene Comune. Questa visione della politica ha conseguenze molto concrete: l’impostazione secondo cui anche in quest’ambito devono entrare scambi praticamente commerciali e il conseguente uso di termini e concetti come il “contratto” nel linguaggio politico.

Zamagni ha poi indicato un terzo nemico: la seconda secolarizzazione. Per illustrarne la natura l’economista si è soffermato sulla prima spiegando che, secondo il filosofo, sociologo ed economista Max Weber, “la Cosa Pubblica va governata come se Dio non ci fosse” perchè non tutti sono credenti. Nella seconda, per Zamagni, si va oltre questo concetto. Ecco tono e parole usati dall’economista a questo riguardo per sottolineare il fatto di non vedere più la presenza degli altri come un “munus”, cioè un dono:

Ma la buona notizia, come sempre su Vortici.it, c’è: secondo il prof. Zamagni, infatti, non siamo destinati ad una clamorosa sconfitta nella lotta contro questi tre nemici e non è vero che siamo di fronte ad un destino triste ed inesorabile. Vincere si può. Come? “Andando controcorrente” ha detto sicuro Zamagni, salutando con soddisfazione la presenza di diversi segnali positivi, come le conclusioni del recente Sinodo dei vescovi della Chiesa Cattolica sui giovani, con le sue sottolineature sull’educazione, il confronto e la necessità di unione.

Sono state, insomma, parole incisive e dette con passione e forza quelle del noto economista. Su di esse si sono registrate diverse domande da parte dei presenti, che si sono concentrati su vari argomenti, tutti però riconducibili alla necessità di andare oltre una visione ristretta della stessa economia ed informarsi bene, nella convinzione che, solo se sappiamo certe cose, possiamo affrontare i problemi attuali con strumenti davvero efficaci. Una delle questioni sollevate ha riguardato il debito pubblico: “In Italia – ha ricordato Zamagni – è cresciuto dal 1980 in poi. Non è quindi un male necessario. La classe politica che c’era stata fino ad allora – ha spiegato – non aveva pensato al calcolo degli interessi”. Negli anni ’80 invece c’è stata una gestione clientelare e l’Italia si è indebitata. “Ora ridurre il debito è una gran fatica” ha spiegato Zamagni ricordando che, per farlo, occorrerebbe far fare a qualcuno delle rinunce.

Come in tutti gli incontri che danno speranza coniugando concretezza e fiducia, anche questa volta è arrivata una considerazione che è sembrata indicare le fondamenta da cui ripartire per affrontare le avversità del presente. Il concetto è giunto da Zamagni quando qualcuno gli ha chiesto di esprimersi sul rapporto tra esseri umani e robot in un sistema economico e produttivo sempre più caratterizzato dalla presenza di questi ultimi e, in generale, della tecnologia: “Si propone oggi un progetto transumanista con l’idea di arrivare a superare l’uomo. Dobbiamo studiare queste cose” ha avvertito Zamagni. “Il discrimine che si poneva prima riguardante il rapporto tra umani ed animali non regge più” ha osservato l’economista. Ed è quì che è arrivato il concetto in questione. Lo ascoltiamo dalla sua stessa voce:

Mentre il prof parlava, chi vi scrive ha pensato istintivamente al cinema e, in particolare, a quel 2001: Odissea nello spazio in cui Stanley Kubrick, già nel 1968, aveva raccontato, tra l’altro, di un computer in grado di comandare una navicella spaziale, ma senza capacità di amare gli uomini che con lui erano a bordo. Soprattutto, però, si è fatto largo prepotentemente il pensiero che solo dando centralità proprio all’amore si potranno trovare i modi concreti per far davvero ripartire la nostra economia. Così, mentre Zamagni ricordava che l’economia di mercato è nata nel Quattrocento con i francescani intenti a battere l’usura e i Monti di Pietà basati sul concetto che i prestiti andavano sì fatti, ma anche restituiti con soldi propri e quindi producendo, e mentre l’economista spiegava che, in realtà, nell’Inghilterra settecentesca, si affermò il principio capitalistico e sosteneva che l’economia di mercato dovrebbe tornare all’antico, è sorta una domanda che Vortici.it ha posto a Stefano Zamagni. Economia vuol dire letteralmente “leggi della casa”: qual’è il rapporto tra la teologia, in particolare quella morale, e l’economia? La risposta è stata concretissima. Ve la facciamo direttamente ascoltare.

 

 

Massimiliano Spiriticchio

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked

Acconsento alla conservazione ed al trattamento dei miei dati personali, secondo le regole descritte nella Privacy area di Vortici.it, per inviare questo commento

Instagram @ Vortici
  • Ma le periferie esistono davvero? Forse qualcuno di voi, leggendo il titolo di quest’articolo, ha pensato che la risposta alla domanda in esso contenuta sia scontata. Molto spesso, in effetti, capita di vedere che, nelle nostre città, le zone sono ben distinte, tra quelle più ricche, sicure, colorate e quelle invece più degradate, che appaiono scolorite e povere. Leggi su vortici.it
  • Le giornate d'Autunno alla scoperta di un'Italia bellissima. Leggi su vortici.it
  • Il ruolo della luce nella medicina rigenerativa. Leggi su vortici.it
  • Immagine di Instagram
  • La scadenza del copyright e le sue bellissime conseguenze per gli autori del 900’
Per saperne di più:
http://vortici.it/la-scadenza-del-copyright-e-le-sue-bellissime-conseguenze-per-gli-autori-del-900/
  • Per saperne di più:
http://vortici.it/frodi-tranelli-e-raggiri-sul-web-stopparli-si-puo/
  • Riscaldamento in casa con stufe a pellet? Sì, ma…
Per saperne di più:
http://vortici.it/riscaldamento-in-casa-con-stufe-a-pellet-si-ma/
  • Articolo su antitruffa
Per saperne di più:
http://vortici.it/frodi-tranelli-e-raggiri-sul-web-stopparli-si-puo/

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. Utilizziamo i cookie per personalizzare contenuti ed annunci, per fornire funzionalità dei social media e per analizzare il nostro traffico. Condividiamo inoltre informazioni sul modo in cui utilizza il nostro sito con i nostri partner che si occupano di analisi dei dati web, pubblicità e social media, i quali potrebbero combinarle con altre informazioni che ha fornito loro o che hanno raccolto dal suo utilizzo dei loro servizi. Nella nostra privacy Cookie area hai la possibilità di revocare il tuo consenso ai cookies di navigazione in ogni momento. Inoltre, sempre nella privacy cookie area sono illustrati i vari tipi di cookies in dettaglio, oltre alla nostra privacy policy per la sicurezza dei tuoi dati personali ed i tuoi diritti. Acconsenti all'uso dei cookies di navigazione? maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi